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Al Teatro Olimpico di Roma vetrina di giugno della danza moderna dedicata al "Mediterraneo - Mare Nostrum" PDF Stampa E-mail
Venerdì 08 Giugno 2018 15:20

 

Ha aperto l'evento "I cedri del Libano" coreografia della brava Letizia Arcudi, cui sono seguite performance di danzatrici e ballerini di ogni età, in tanti pezzi dagli stili più vari ed originali, curati dalla stessa Arcudi ed  in affascinanti rappresentazioni di energia tersicorea proposte dalla coreografa Francesca Campitelli.

INSIEME PER FARE

 

 


 

 

Sempre intense, talvolta magiche, le coreografie di Simona La Causa, che evocano atmosfere di Sicilia antica e moderna che attraversano il tempo, come "Tra Mediterraneo e storia", in stile contemporaneo sperimentale,  di notevole impegno tecnico per le brave ballerine: Alessandra Carboni, Livia Grandoni, Francesca Leonardi, Noemi Magazzino, Alice Urgesi, Claudia Zambelli, oltre a quelle che sono state  protagoniste  anche di un passo a tre, ossia Valeria Bordi e Serena Birtolo, accompagnate da David De Filippis.

 

 

In "Ritorno ad Itaca" Simona La Causa richiama l'epos per antonomasia ed il viaggio di Ulisse, il senso dell'avventura che accompagna l'esistenza umana di ogni segmento di storia. Il pezzo, di assoluto impatto magnetico per la nutrita platea che affollava in ogni ordine di posti il teatro Olimpico, ha visto al centro del palcoscenico Valeria Bordi, Serena Birtolo, Alessandra Carboni, Livia Grandoni, Noemi Magazzino, Alice Urgesi, Claudia Zambelli e Francesca Leonardi, protagonista anche del passo a due con David De Filippis.

Come riportato nella locandina “Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un Mare ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre… un crocevia antichissimo. Da millenni tutto vi confluisce, complicandone e arricchendone la storia: bestie da soma, vetture, merci, navi, idee, religioni, modi di vivere. E piante.”

(lo storico Braduel nella sua opera sul Mediterraneo scritta in un campo di detenzione durante la seconda guerra mondiale).

Gran finale con il pubblico in piedi ad applaudire le tre coreografe, i loro lavori creativi e le artefici dei passi di danza che hanno segnato nel ritmo e nel colore un piacevole pomeriggio di arte e di cultura nella calda Roma del terzo millennio.

Insieme per fare

 

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