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La condizione dell'uomo sensibile. Di Michele Bordi PDF Stampa E-mail
Martedì 19 Marzo 2019 09:36

 

Sinonimo di forza o di fragilità? Un giovane studente nato nel 2000 affronta il composito mosaico della sensibilità riferito all'uomo del terzo millennio.

 

La fragilità dell'uomo è ciò che gli permette di amare, di piangere, di ridere, senza di essa non saremmo altro che scatole vuote, latte di carne riempite di informazioni, riempite di usi e costumi, di valori sbagliati che tutti ignorano e accettano finchè non ne sono vittime.

 

 

Nell'ultima parte della storia dell'uomo, c'è stato uno sviluppo capitalistico rapidissimo ed esasperato, questo ha permesso ai poteri forti della società di fare da burattinai, di sfruttare e servirsi della società civile. Questi sfruttamenti ovviamente sono mascherati da ideali di libertà, da diritti al lavoro, dai sindacati, ma spessissimo gli operai e gli impiegati sono solo pedine che contribuirono alla crescita economica e alla corsa affannata e disumana allo sviluppo non sempre necessario. Questa situazione non può che peggiorare col tempo e accanirsi sempre di più ad una società malata ed insoddisfatta. Milioni di persone soffrono ora più che mai di depressione. Perchè ora più che mai? Una volta c'era molto stress fisico e spesso si faceva la fame, c'era solo quello, quindi o si lavorava o si moriva di fame. Nel passato quindi al centro c'era il lavoro fisico e la mente accompagnava. Adesso è la mente che tiene le redini ed il corpo non è altro che un carro trascinato, la mente cede prima del corpo.

Che cosa è cambiato negli ultimi 50-100 anni? Lo sviluppo dei media, i quali bombardano visivamente e acusticamente l'uomo. Perchè però non sono tutti malati di depressione o altre patologie? Ci sono persone più fragili e altre meno. Le persone fragili, sensibili o ipersensibili sentono il male della società e del mondo che sta soffrendo. Ci sono vari fattori, l'ambiente in cui l'individuo è cresciuto e il suo carattere. Dio crea in mente un mondo ipocrita in cui regna la sopraffazione e la violenza? Ricollegandosi al discorso di prima, i forti che in passato hanno sfruttato e tutt'ora sfruttano i civili, sono apparsi agli occhi di quest'ultimi come il nemico, un mostro senza cuore e sentimenti, insensibile, un mostro d'acciaio, cemento armato e smog. La società civile è diventata un istinto di sopravvivenza cinica, fredda distaccata e misantropa. Ci sono due tipi di sviluppo di questa sorta di forma di difesa; la freddezza distaccata e l'odio accanito verso il prossimo. Le persone distaccate appaiono assenti e con l'assenza di emozioni e sentimenti, le persone misantrope, invece, odiano il prossimo perchè minaccia per la propria incolumità e benessere, non si fidano di nessuno e attribuiscono agli altri la colpa del proprio malessere. Questi sono i due possibili percorsi che l'uomo sensibile potrebbe intraprendere.

 

Non sempre però è facile riconoscere l'uomo lontano dalla realtà, infatti egli potrebbe fingere vi salvaguardare la dignità o il giudizio che gli altri hanno su di lui. Perchè questo? La società indirettamente ha imposto dei canoni e dei modelli di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato, di ciò che è bello e ciò che è brutto, di ciò che è normale e ciò che è strano. E' giusto essere estroversi, alti, belli con un bel fisico ed essere attorniati da donne, è sbagliato essere timidi, introversi, grassi e soprattutto diversi. Diversi rispetto a cosa? Diversi rispetto a canoni della società. Come mai genitori e nonni se ne fregano del giudizio altrui? Semplice, ai loro tempi non c'erano i social. Con l'avvento dei social, passatempo preferito dalle masse, tutti hanno diritto a commentare, quindi giudicare le vite degli altri. I social sono il luogo dove le persone frustrate trovano sollievo nello sminuire gli altri per sentirsi un pò meglio nella loro infermità. Si è entrati ormai in una espressione ripetitiva, le persone si sentono giudicate negativamente e a loro volta giudicano negativamente.

Nella realtà di oggi c'è un'aria ricca di odio, pregiudizi, paranoie e scorrettezza. Tutto ciò ricade nelle persone sensibili, ancora incontaminate dalla freddezza dell'anima. Le persone ipersensibili addirittura riescono a intercettare un pensiero da uno sguardo. Moltissime persone sensibili si sentono sbagliate e diverse e allora, perchè il mondo non cambia ma rimane statico nel suo sviluppo così dinamico? Le nuove generazioni hanno radicato dentro di se modelli sbagliati, gli obbiettivi di avere successo e diventare famosi ad ogni costo. Le persone sensibili lottano per tenere accesa la loro sensibilità, ma soffrono il doppio in un mondo che non li rispecchia e non li capisce. Come fanno a rimanere a galla in un mare di pece, il mare dell'industria degli uomini d'affari e delle scalate sociali. Il fatto terrificante è che, quasi tutti, ormai fanno confusione, equivalgono il loro sogno nel cassetto con questo bisogno assolutamente necessario, di diventare ricchi e famosi, come se i soldi potessero comprare la felicità e come se la forma li possa far sentire meno soli. Questa condizione è ancora più sbagliata quando il soggetto non ne è consapevole, ma anzi nasconde questo desiderio di ricchezza dietro all'interesse a lavori normali che portono comunque alla ricchezza. Il loro movente reale non è la posizione e l'interesse, ma i soldi. Molta gente vuole diventare medico, ma senza avere la vocazione per farlo, si autoconvince che gli piace e che gli interessa quando poi hanno altri desideri nascosti, nascosti per paura del giudizio o vergogna.

 

Oggi essere sensibili e fragili è una debolezza perchè ormai le persone sono diventate iene, la moralità è già da tempo in caduta libera. I sensibili, un po' per difesa e un po' per vergogna, tendono a chiudersi in loro stessi, che non è mai un bene, però che altro potrebbero fare in fondo se vivono male nel loro isolarsi? Non possono scappare, non possono cambiare il mondo, non gli resta che adattarsi e diventare delle macchine da lavoro come tutti. Questi "tutti" sono coloro che ormai contagiati dall'odio e dalla rabbia per la loro sconfitta con loro stessi e il mondo, contribuiscono a condividere il loro malessere agli altri, invidiosi della supposta felicità altrui. Le soluzioni sono due, la cancellazione dell'io e la propria assenza e l'avvio ad una vita monotona oppure stare male e cercare di dare un senso al proprio dolore. Questo fanno gli artisti, condividere la propria sensibilità per riportare la fragilità fra gli uomini. Sensibilità è anche sinonimo di empatia, i sensibili sentono il male degli altri e lo fanno proprio, il male degli altri diventa il loro male da condizione dell'uomo distaccato, che non prova più niente, apatia, sviluppa in vari vizi. La persona si sente svanire, dubita della sua stessa esistenza e per provare qualcosa sfocia in azioni spericolate, ricorre all'uso di droghe ed alcol e cade in dipendenze, ciò solo per provare l'ebbrezza, solo per iniettarsi quella dose di felicità mista ad adrenalina che si aspettano dalla vita. Altri metodi di distrazione dall'esistenza infelice possono essere vedere film, sfogarsi sul cibo, chiudersi in casa e stare con il computer o telefono, da qui nascono problemi alimentari, patologie e dipendenze. Le nuove generazioni appena stanno senza telefono e sono da sole in stanza, stanno male.

 

L'uomo lo fa per cercare di non pensare, perchè pensare spesso fa male. Questo spiega il perchè gli artisti del passato facessero e facciano uso di droghe. Avevano e hanno bisogno di stordirsi, anestetizzarsi, perchè la loro sensibilità assimila tutto come una spugna, soprattutto la negatività che una persona ipersensibile non riesce ad affrontare e sopportare. Quando il dolore è troppo la morte sembra la soluzione più facile ed in grado di dare serenità. Le persone sensibili ed emotive quindi hanno necessariamente bisogno di vivere in un ambiente positivo, sterile dal male. La sensibilità rende plasmabili e facilmente influenzabili, esse diventano come le persone con cui stanno. Come tutte le cose belle, accumunate da sensibilità, anche l'uomo ha bisogno di attenzioni e molta cura. Le cose belle se non curate si danneggiano, si rovinano e diventano brutte, esse per loro stessa natura sono resistenti e solide. Un castello di sabbia per quanto possa essere bello, per danno della natura e per mano dello stesso uomo che lo ha creato verrà disfatto. La vita però è un mettersi in gioco, non si può vivere sotto un'ampolla di vetro. Bisogna abbandonare il molo delle sicurezze e affrontare il mare imprevedibile e talvolta burrascoso della vita. La sensibilità di per se non è una debolezza, se non fosse per l'ambiente negativo che si è creato, ma anzi è un punto di forza che tutti gli uomini sono in grado di acquisire. I sensibili possono vedere oltre, possono vedere oltre,possono vivere a pieno la positività della vita,cogliere la bellezza nella sua semplicità e nella sua essenza. Le persone ipersensibili hanno un mondo nella testa, un mondo costituito da immagini che gli insensibili non hanno. C'è relazione fra sensibilità e fantasia. La sensibilità comunque non è dovuta solo ad un fatto genetico, ma si può allenare, tutti possono diventare sensibili, come tutti possono diventare insensibili.

 

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