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Qui stadio Olimpico, dal nostro inviato: alla Lazio la finalissima di Tim Cup, un tempo Coppa Italia, giunta alla 72 edizione PDF Stampa E-mail
Venerdì 17 Maggio 2019 12:03

 

 

La fortissima Atalanta, rivelazione dell'anno calcistico in corso, ha dovuto soccombere di fronte ad una Lazio pugnace e ben organizzata, che è andata in gol sul finire dell'incontro con un colpo di testa del "Sergente" Milinkovic Savic ed un colpo di talento del funambolo Correa

 

 

 

La cornice di pubblico allo stadio Olimpico è da brividi e ci sono i presupposti per un grande spettacolo anche sul tappeto verde visto che a contendersi la Coppa Italia 2018-2019 ci sono due squadre forti ed apprezzabili sul piano del gioco: da una parte una Atalanta inesauribile, con ritmi e percussioni offensive quasi olandesi e con Ilicic, Zapata e Papu Gomez pronti a deliziare i 22mila tifosi della Dea arrivati nella capitale al seguito della squadra orobica.

Dall'altra parte una Lazio altalenante ma pur sempre squadra di rango, capace di schiantare la Roma nel derby e di ben figurare contro Juve e Napoli, dopo aver eliminato con merito, nel percorso di coppa, sia Inter che Milan in quel di San Siro, ora supportata dagli oltre 35mila tifosi biancocelesti in attesa delle giocate talentuose di Correa e Luis Alberto. I pronostici, è inutile nasconderlo, sono tutti per l'Atalanta, quarta in classifica con merito in campionato ed in odore di Champions League, con il miglior attacco d'Europa oltre che vittoriosa nei due scontri di campionato con i biancocelesti capitolini. I ragazzi irresistibili di Gasperini sono inoltre accreditati tutti di ottima forma fisica e mentale, mentre tra gli uomini di Inzaghi da tempo non brilla più la stella Immobile, diventato assist man per cause di forza maggiore, legate alla cronica mancanza di gol ed al numero di pali colpiti; Milinkovic Savic non è del tutto recuperato ed anche Radu non sta al 100 %. L'Atalanta vanta una coppa Italia in tempi lontani; la Lazio ha invece un curriculum di ben sei coppe nazionali, cinque delle quali vinte in tempi recenti.

Questo l'antefatto di una serata piovosa e quasi autunnale di metà maggio, funestata dai soliti incivili vestiti da tifosi che hanno dato il peggio di se stessi nel bel mezzo di piazzale Ponte Milvio. Pronti, via! La Lazio sembra subito ben organizzata ed in grado di inibire efficacemente le ben note folate dei bergamaschi, tra i quali brilla il solito imprendibile Ilicic, che subisce falli in sequenza. Sembra una finale equilibrata ma a metà del primo tempo l'Atalanta, in una mischia furibonda colpisce il palo, complice una mano galeotta di Bastos non rilevata nè dall'arbitro, nè dal Var e nemmeno dagli allenatori e da gran parte del pubblico. Le riprese televisive, riproposte ad incontro concluso, sembrano indicare tutti i presupposti per la concessione del rigore. Fasi altalenanti tra squadre molto accorte, fino ad una sgroppata di Correa, vanificata da un intervento falloso da ultimo uomo di Masiello, che avrebbe meritato il cartellino rosso e non il giallo. Doppio fischio dell'arbitro livornese Banti e 0 - 0 pieno di timori e di speranze.

La storia calcistica di questo campionato indica nell'Atalanta una compagine schiacciasassi proprio nei secondi tempi e nella Lazio una squadra sistematicamente cedevole ed in affanno nelle seconde frazioni di partita. Le previsioni sono puntualmente smentite perchè l'equilibrio combattivo tra le finaliste si mantiene fino al minuto 81, quando il subentrato Milinkovic Savic esibisce il suo pezzo forte con una incornata che si infila potente nella rete avversaria. Gasperini procede rapidamente a tre sostituzioni in contemporanea incitando all'assalto finale, che resta una volitiva intenzione perchè una ripartenza dei biancocelesti scatena un assolo da centometrista di Correa che salta pure il portiere Gollini e sigla il due a zero dando vita ai festeggiamenti del popolo laziale. Migliore in campo assoluto risulta Lucas Leiva, brasiliano dotato di rara ubiquità calcistica, forgiato in ambiente Liverpool di cui rappresenta degnamente la prestigiosa scuola. Ottime le prove dei due marcatori laziali, in difesa palesi difficoltà per Bastos di fronte al dribblante Ilicic; in attacco prove poco tangibili di Immobile e Luis Alberto, sostituiti nel secondo tempo. Tanta energia, fisico e pure personalità per il generoso Caceido. Sull'altro fronte, Zapata non è in giornata, Papu Gomez è sempre pungente ma non trova la stoccata giusta come in tante altre partite. In difesa qualche cedimento di troppo ed un portiere non perfetto nei rilanci. Alla Lazio di Lotito la consegna della coppa da parte della presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati. A Formello tripudio dei tifosi fino a tarda notte con cori festosi destinati a tutti i calciatori con l'aquila sul petto. (Gambadilegno)

 

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