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"Informazione nello sport, le nuove frontiere". A convegno a Roma, presso la Casa del Cinema, i giornalisti si confrontano sulla sfida del domani (Dal nostro inviato) PDF Stampa E-mail
Domenica 26 Maggio 2019 11:02

 

 

Nella accogliente Casa del Cinema di Roma, in una villa Borghese impreziosita dall'allestimento del Concorso ippico di Piazza di Siena 2019, con Ettore Artioli brillante moderatore, si è svolto un interessante convegno sull'informazione sportiva,

 

 

quanto mai tassello nevralgico nella promozione, presentazione e descrizione degli eventi sportivi. Ha aperto i lavori il presidente della Federazioone Italiana Sport Equestri, avvocato Marco Di Paola, il quale, nel presentare la poderosa macchina organizzativa del Concorso di Piazza di Siena, diventato da evento romano ed italiano un palcoscenico di portata internazionale, con cavalieri e cavalli (che viaggiano in aereo senza subire le conseguenze del jet lag) provenienti da tutta Europa, dal Canada, dagli Stati Uniti e anche da paesi asiatici, con forte presenza di vip appassionati del mondo equestre, ha precisato come la realizzazione di questa vetrina di campioni a cavallo porti ogni anno anche tangibili vantaggi strutturali per l'intera area di villa Borghese. Paola Spadari, presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Lazio, ha tenuto a ricordare il decalogo dedicato ai giornalisti sportivi nel 2009, un compendio di regole deontologiche ineludibili (evitare condizionamenti, evitare commistione con pubblicità, evitare disparità di genere etc ), sottolineando come la prima regola per una sana informazione ai cittadini rimanga comunque l'autodisciplina. L'ultima parte dell'intervento è stata dedicata alla difesa del mantenimento dell'Ordine dei Giornalisti, non come difesa dell'apparato ma come difesa della corretta informazione e della qualità della stessa. E'stata poi la volta di Luca Fraioli del quotidiano la Repubblica che ha deliziato il pubblico con una suggestiva panoramica a tutto tondo sul giornalismo a cavallo, dai racconti sui grandi eventi (fiere di Verona e Roma in testa), alle pubblicazioni di settore,agli articoli sui quotidiani con rimandi puntuali al mondo dello spettacolo (Trono di spade), vip compresi (Lady Gaga, Andrea Bocelli etc.), non disgiunti dalla storia dell'Italia a cavallo ed alla frontiera sempre più apprezzata, del turismo equestre. Patrizia Angelini, giornalista di Rai 1, ha spostato il baricentro dell'attenzione sullo sport coniugato con il mondo della scuola, evidenziando i problemi del disagio e dell'abbandono, cui, fortunatamente, fanno fronte solerti gruppi di docenti e di famiglie, associazioni di volontariato e progetti mirati, che combattono con tenacia il bullismo e le altre problematiche che assillano il pianeta scuola in ogni sua articolazione. Citate a più riprese le tante pratiche eccellenti che valorizzano l'impegno finalizzato ad una scuola etica. Giorgia Cardinaletti, conduttrice di programmi sportivi nella Rai, ha sottolineato come l'informazione sportiva sia cambiata profondamente e come i social abbiano rivoluzionato il modo di comunicare gli eventi, soprattutto nel contesto calcistico ove anche le interviste sono condizionate dagli addetti stampa e dal ruolo vigile dei club, mentre basta un twitter per comunicare l'arrivo di Cristiano Ronaldo a Torino, per scatenare i tifosi contro Icardi o per anticipare l'addio di De Rossi. La giornalista ha presentato poi una serie di video emozionanti riferibili a quello che era definito "il giornalismo dal volto umano", di cui fu meraviglioso rappresentante Paolo Valenti; facilmente riscontrabile anche in una intervista di Beppe Viola a Gianni Rivera. Altri filmati mostrano invece il nuovo giornalismo calcistico con Allegri che si scontra in modo veemente con Adani, giornalista di Sky, o con Fulvio Collovati che, durante una trasmissione in diretta, afferma in modo convinto la superiorità maschile rispetto alle donne nella comprensione del calcio. Paolo Giuseppe Di Caro, esperto di comunicazione digitale, riporta alcuni numeri interessanti  sullo sport in Italia, dove è diffusa opinione che l'attività sportiva sia fondamentale per la società intera come per il singolo, ma dove mancano aree attrezzate e spazi dedicati e dove il tasso di sedentarietà non ha eguali in tutta Europa. Sposta poi la sua attenzione sui runners e sul progetto Runcard, capace di fornire una carta servizi per gli sportivi dediti alla corsa su strada. Al motto di "danzare e correre agitano la chimica della felicità", vengono richiamate le tante iniziative che esaltano il valore dei runners combinato alla  salute ed allo stile di vita, fattori compositi che interagiscono efficacemente con la pratica sportiva. Originale la chiusura che invoca una maggiore attenzione per il FIL, ossia per la  Felicità Interna Lorda, parametro che vede al primo posto la Norvegia ed i Paesi scandinavi mentre l'Italia è ferma al 48° posto, dietro l'Uzbekistan. Marco Cherubini, altro giornalista molto apprezzato, punta il dito sulla annosa questione degli sport definiti "minori" rispetto al calcio che cannibalizza scenari, audience e profitti economici e che però non può vantare storie così belle e commoventi come quelle che vengono dal pugilato, dal nuoto, dalla atletica e da altre discipline ove l'impegno spesso significa sacrificio senza la luce dei riflettori, di solito accesi solo in coincidenza con le olimpiadi. La chiusura è dedicata al rapporto ancestrale tra uomo e cavallo ed alla bella vetrina internazionale che è diventata il Concorso di Piazza di Siena, che però deve essere lo spunto e l'occasione per attirare nuovi appassionati e per aprire nuovi maneggi. (Alberto Bordi. 23 maggio 2019)

 

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