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Je t'aime... moi non plus, storia del disco scandalo inciso nel 1969 da Serge Gainsbourg e Jane Birkin: censurato in Italia ed in Inghilterra, ma nel mondo ha venduto oltre 5 milioni di copie PDF Stampa E-mail
Giovedì 05 Settembre 2019 12:06

 

 

La prima versione del 45 giri fu registrata nel 1967 dal musicista francese e da Brigitte Bardot, protagonisti di una relazione da nascondere, e pubblicata poi nel 1986

 

 

 

"Je t’aime…moi non plus"     Io ti amo ...nemmeno io

Come l’onda irrisoluta  Io vado, vado e vengo  tra i tuoi fianchi

Vado e vengo Tra i tuoi fianchi  E mi trattengo

Io ti amo, ti amo Oh si, ti amo!  Nemmeno io  Oh amore mio

Tu sei l’onda, io l’isola nuda  Tu vai, tu vai e vieni

Tra i miei fianchi  Tu vai e vieni

Queste le parole della canzone, censurata con veemenza da Rai e dal Vaticano  perchè riproducente fonicamente un rapporto sessuale, pertanto oggetto di ripetuti sequestri ma anche di un numero interminabile di imitazioni e reinterpretazioni.

Chiusa la relazione con la Bardot, cui era dedicata la canzone, Serge Gainsbourg ricercò disperatamente una partner con cui registrare nuovamente la canzone, arrivando a proporla a varie cantanti, tra cui Marianne Faithfull e Mireille Darc. Quest'ultima gli consigliò di interpretarla insieme all'attrice inglese Jane Birkin, reduce dal successo di Blow-Up di Michelangelo Antonioni, anche grazie alla scena in cui appariva a seno nudo.

Serge Gainsbourg non gradiva affatto  la giovane attrice britannica, che aveva alle spalle il fallito matrimonio con il compositore John Barry, da cui aveva avuto una figlia.  Poi, inaspettatamente, nel corso di una uscita a tre tra i due ed un produttore discografico,  la loro ostilità diventa attrazione e amore, che cementeranno  in una relazione che li porterà ad andare a vivere da soli all'Hotel di rue des Beaux Arts, dove il 30 novembre 1900 era deceduto Oscar Wilde.

Pubblicato in Italia su 45 giri attorno al maggio del 1969, il disco entra nella classifica di Hit Parade, trasmissione radiofonica condotta da Lelio Luttazzi che presenta una classifica dei dischi più venduti sulla base di un'inchiesta della Doxa. Per tre settimane staziona al diciassettesimo posto, poi sale  al nono e quindi al sesto posto. Quando il disco arriva al quarto posto, la Rai comunica che il disco non doveva essere trasmesso per nessuna ragione, perché considerato "indecente" e "innominabile" neanche per radio. Intanto la canzone viene comunque trasmessa da Radio Monte Carlo e da Radio Capodistria, entrambe emittenti ricevibili in Italia, e il disco viene "gettonato" molto spesso nei juke-box sparsi nelle località di villeggiatura.

Il 28 agosto La Procura della Repubblica di Milano ordina il sequestro e la distruzione del disco su tutto il territorio nazionale per "oscenità". In base al provvedimento, attuato ai sensi dell'articolo 528 del Codice Penale sulle pubblicazioni e gli spettacoli osceni, vengono sequestrate tutte le copie presenti sul territorio nazionale. Il disco tuttavia continua a venire importato e venduto clandestinamente, facendone lievitare il prezzo da L. 750 a L. 3000, e continua nonostante ciò a scalare le classifiche.

Al di là dello scandalo e delle ansimanti performance degli interpreti, la canzone va annoverata come un capolavoro musicale, impreziosito da un originale coinvolgimento intimo, che ha letteralmente stregato tutti i musicofili del pianeta non affetti da bigottismo.

 

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