Il mar Adriatico invaso dalle "noci di mare", animali somiglianti a piccole meduse Stampa
Sabato 16 Novembre 2019 13:44

 

 

Si tratta di organismi trasparenti, appartenenti al  phylum degli ctenofori, dannosi ma non urticanti. Il fenomeno della proliferazione massiva di Mnemiopsis leidyi è già stato riscontrato in passato nel mar Caspio e nel mar Nero

 

 

La caratteristica più particolare di questo animale, di lunghezza massima di 12 centimetri e di una larghezza di 2 e mezzo, è che ha l’ano mobile, ossia può defecare da qualunque punto della sua superficie, quando ne ha bisogno. Questa straordinaria peculiarità è stata scoperta dal biologo marino Sidney Tamm, ricercatore al Marine Biological Laboratory di Woods Hole, in Massachusetts. Come noto, in alcuni animali, meduse comprese, non c’è differenza tra ano e bocca, ossia il buco da cui entra il nutrimento è lo stesso da cui escono gli scarti. Così non è per le noci di mare che hanno i due "buchi" distinti, ma, se la bocca è fissa ed è collocata nella parte inferiore del corpo, l'ano, o meglio il foro di uscita, può materializzarsi in qualunque parte della sua struttura, composta prevalentemente di acqua (circa al 97%).

Queste false meduse, quando urtano qualcosa, diventano bio luminescenti e si muovono grazie  al battito di strutture cigliate detti pettini o cteni (da cui Ctenofori) disposti lungo 8 bande verticali.

Si adattano facilmente ai vari ambienti, perfino in acque calde e povere in ossigeno; per di più sono organismi ermafroditi caratterizzati da un’impressionante capacità riproduttiva: un solo individuo può produrre migliaia di uova al giorno. Questo determina la loro eccessiva proliferazione, ora nell'Adriatico, ma in passato accertata nelle coste dell’oceano Atlantico occidentale ed ancor prima nel mar Nero e nel mar Caspio.

Sono esseri dannosi? Sì, in quanto predatori voraci di zooplancton, uova e piccole larve di pesci, soprattutto di acciughe e sardine, ma anche di vongole e mitili. Inoltre l’ammasso di ctenofori produce bagliori fluorescenti che producono l'effetto di allontanare i pesci. La fecondazione avviene esternamente, di notte, con le uova e gli spermatofori rilasciati in acqua. Le uova rilasciate sviluppano rapidamente uno strato esterno spesso dopo aver toccato l'acqua salata. In tal modo, possono essere prodotti da un esemplare adulto anche 10 mila uova in aree dove le prede sono abbondanti. La Mnemiopsis è stata inserita nell'elenco delle 100 tra le specie invasive più dannose al mondo.