Good News. Si possono memorizzare 1829 carte da gioco sfilate davanti ai propri occhi in mezz'ora? Il neo campione del mondo Andrea Muzii lo ha fatto ai campionati di Zhuhai in Cina Stampa
Mercoledì 04 Dicembre 2019 18:15

 

Si tratta di un ventenne romano che studia medicina e detiene 17 record italiani, 8 europei e 6 mondiali  nelle diverse discipline abbinate alla memoria. Intervistato, ha dichiarato di allenarsi molto e di utilizzare l'antica tecnica del palazzo della memoria

 

Si chiama Andrea Muzii, è italiano ed è il nuovo  campione del mondo di memoria; ha conquistato il gradino più  alto del podio con 8.170 punti, ai campionati di  Zhuhai, in Cina, dove dal 29 novembre all'1 dicembre 2019,  si sono  confrontati oltre 170 concorrenti provenienti da tutto il mondo. Sul podio sono arrivati anche  due “memory athletes” mongoli, Purevjav Erdenesaikhan (con 7.203 punti)  e Lkhagvadotj Batbayar (con 7.112 punti).

Chi è il nuovo Pico della Mirandola del pianeta? Andrea Muzii è romano, ha 20 anni,  è studente di medicina e si allena da meno di due anni, ed ha iniziato a gareggiare solo nel corso di quest’anno. E’ reduce dalla vittoria al Campionato Europeo in Svezia, ottenuta due settimane fa. Dopo il campionato del mondo appena conquistato, la prossima tappa sarà a Dubai nel 2020, ossia le Memoriadi, le Olimpiadi dei campioni  della memoria.

 

Le discipline per vincere il titolo. Sono dieci le "materie" affrontate nel corso della prestigiosa competizione:  dalle immagini alle carte da gioco, e poi, parole, nomi e volti, numeri  sotto dettatura, con diversi tempi e modalità. Con la sua performance il giovane romano, detentore di 17 record italiani, 8 europei e 6 mondiali  nelle diverse discipline, ha stabilito  nell'occasione alcuni record mondiali  come il  massimo numero di carte da gioco memorizzate in mezz’ora: 1829 carte, più di 35 mazzi mischiati e ricostruiti senza errori.

L'interrogativo è d'obbligo: siamo di fronte ad un cervello particolare? Un superdotato di cellule grigie)

«Serve solo allenarsi con costanza» risponde il fuoriclasse, una vittoria ottenuta grazie all’allenamento,  «Non è un dono naturale, occorre solo  conoscere le tecniche di memoria, come l’antichissimo metodo del “palazzo della memoria”, ed allenarsi con costanza ogni giorno».

-----

 

 

Con la  tecnica del Palazzo della Memoria o Tecnica dei loci, è possibile memorizzare velocemente e a lungo termine, anche le informazioni più difficili, con un potenziale praticamente infinito.

Probabilmente grazie a questo metodo Pico della Mirandola era in grado di ripetere tutta la Divina Commedia a memoria, declamandola anche al contrario. Ancor prima , il filosofo Seneca riusciva a memorizzare migliaia di nomi nello stesso ordine in cui erano pronunciati e dopo averli ascoltati una sola volta. Il filosofo vicino a Nerone si divertiva a far recitare alla sua classe, composta di duecento studenti, un verso a testa, e lui era capace poi di ripeterli in ordine inverso.

Il Palazzo della Memoria consiste nel trasformare informazioni astratte e complesse (come ad esempio numeri, formule e termini tecnici), in immagini  da posizionare in  luoghi a noi familiari. Perché il Palazzo della Memoria funziona così bene? Perchè sfrutta i due tipi di memoria più potenti che abbiamo, ossia la memoria visiva, relativa alle immagini, e la memoria spaziale, relativa ai luoghi.

 

Altre tecniche sono mnemonicamente meno efficaci perchè sfruttano le aree più deboli del nostro cervello. Il Palazzo della Memoria  va considerata a tutti gli effetti un’evoluzione del Metodo dei Loci.

Potrà sembrare faticoso e dispendioso abbinare le informazioni all'arredamento della propria casa o alle strutture della propria città ma i risultati sono tangibili e garantiti da duemila anni di storia.

E' noto come anche il personaggio di Sherlock Holmes, nato dalla fantasia di Sir Arthur Conan Doyle, utilizzasse questa tecnica con assoluta padronanza.  Il trucco del palazzo della memoria consente di ricordare una serie di nomi immaginando di collocarli in luoghi fisici conosciuti; alcuni fanno riferimento ad una enorme cassettiera con un numero di cassetti infinito.

La tecnica del palazzo della memoria o tecnica dei loci (dal latino locus: luogo) viene fatta risalire a Simonide di Ceo, un poeta lirico greco del 550 a.C.. Secondo la tradizione un palazzo in cui si trovava nel corso di un banchetto crollò poco dopo che Simonide era uscito. Riconoscere i commensali sfigurati sotto le macerie era impossibile, e il poeta diede un contributo fondamentale ricordando dove fossero seduti i commensali prima della tragedia.

In pratica, si tratta di un metodo di miglioramento della memoria che utilizza la visualizzazione di elementi per ricordare e organizzare le informazioni. Le supermemorie fonderebbero il loro successo non sulla struttura del cervello o sull'intelligenza, ma sul mirato uso di parti del cervello che controllano l'apprendimento spaziale. Le regioni del cervello utilizzate includono il Lobo parietale, la corteccia retrospleniale e l'ippocampo posteriore destro.

Gli scienziati hanno anche visto che il cervello dei campioni non è anatomicamente diverso da quello dei "normali", salvo che in un particolare: a riposo - cioè quando la mente viene lasciata libera di vagare - appare meglio connesso nelle regioni coinvolte nei compiti mnemonici.