ROMA,1200 ANNI DI CIVILTA' di Bruno Amadori. Recensione di Alberto Alfieri Bordi Stampa
Lunedì 04 Ottobre 2021 16:19

 

 

Le 411 pagine della pubblicazione, edita nel 2020, hanno il merito di  mettere ordine in una sequenza incalzante di eventi, date e personaggi che hanno tracciato in modo indelebile una vicenda unica ed irripetibile nella storia dell'umanità

 

 

 

Scrivere su Roma e sulla sua storia portando qualcosa di nuovo e di originale è davvero impresa ardua, forse impossibile, visto che la materia da sempre è stata oggetto di studio da parte di  insigni storici di ogni epoca e di ogni angolo di mondo. Va detto poi che il numero degli appassionati della storia di Roma è incalcolabile ed anche chi non è un cattedratico o uno storiografo di chiara fama,  ha piacere ad immergersi nella lettura di testi su tale argomento, che si caratterizza per un numero arrembante ed incalcolabile di eventi, date, personaggi, aneddoti ed altro, tutti di assoluta rilevanza. La risposta a questa esigenza di mettere ordine nella massa di informazioni storiche che riguardano il mondo romano ce la fornisce Bruno Amadori con questa pubblicazione, che ripercorre  le vicende dalle origini del primo nucleo (753 a.C.) fino alla caduta dell'Impero d'Occidente (476 d.C.), da cui i 1200 anni di civiltà indicati nel sottotitolo. Il primo riordino storico l'Autore lo svolge in quattro corpose sezioni, la prima delle quali incentrata sulle "Origini", in cui storia e leggenda si fondono in una mixtum affascinante degno di un film del genere peplum. Poi "i Re" e "la Repubblica", due facce preziose e controverse di una moneta che approderà al suo massimo valore nel lunghissimo periodo dell'  "Impero". Segue l'Epitome storica con la cronologia dettagliata degli eventi e dei personaggi ad essi correlati, ricordando come Polibio sottolineasse "che in 53 anni (dal 220 al 168 a.C.) tutto il mondo abitato cadesse sotto il dominio di Roma". Da questo punto in poi l'opera, da cronologica diventa tematica ed affronta l'intero pianeta di Roma antica sotto angolazioni di particolare interesse come lo Stato, o meglio la gestione della cosa pubblica, i Magistrati, ossia l'amministrazione della giustizia, il Console, figura emblematica, dotata di potere decisionale molto ampio, e via via tutte le altre figure istituzionali, questori, censori,edili, tribuni della plebe, pontefici, dittatori etc.  A seguire l'analisi del Territorio, che risulta  fondamentale per capire l'organizzazione delle colonie ed i rapporti con i popoli sottomessi. L'aspetto più affascinante della narrazione risulta essere quello dedicato alla Società, in cui emerge, in modo netto e tangibile, la mentalità ed il modus vivendi degli antichi Romani, incentrati sul trittico divinità, patria e famiglia. In tale contesto sono di grande interesse le informazioni dedicate al ruolo della donna. La vita quotidiana emerge dalla esposizione in modo chiaro, perfino nelle abitudini alimentari. La Religione segna il confine, rectius il punto di congiunzione, tra la proverbiale concretezza romana e la attenzione rivolta al divino, che si palesa con un numero considerevole di varianti. La sezione dell'Architettura ci apre le porte verso un'ampia gamma di opere pubbliche e di monumenti, come strade, acquedotti, anfiteatri, ancora oggi visibili ed ammirabili,  come pure di templi ed altre strutture, quasi sempre accompagnati da utili immagini di repertorio.

E' di tutta evidenza come, in queste descrizioni, lo scrittore, ingegnere di lungo corso, fornisca il meglio di se, anche quando  descrive case, ville e giardini, tombe monumentali ed altro ancora.

Questa ponderosa ed al tempo stesso dettagliata panoramica sui tanti aspetti della grandezza romana ha il pregio di atteggiarsi, nella sua parte finale, a prezioso vademecum  per una passeggiata virtuale tra le bellezze della città eterna, con il valore aggiunto della puntuale descrizione di ogni obelisco, di ogni arco trionfale o anfiteatro che incontriamo muovendoci in una città che, quando finirà, come profetizzato dal monaco Beda, segnerà la fine del mondo intero.

Amadori non si ferma qui e chi lo conosce lo sa bene ed ecco allora una piacevole carrellata degli insigni rappresentanti della letteratura latina, da Fedro il favolista al grande Orazio, da Seneca il filosofo stoico fino a Cicerone ed a tanti altri, le cui opere sono ancora oggi attuali per i contenuti che attraversano mirabilmente il fattore tempo. Il Glossario conclude un'opera apprezzabile per la imponente messe di contenuti, un lavoro frutto di passione, di studio e documentazione notevoli, di profondo rispetto per il passato e di  condivisibile umiltà, una virtù tangibile per un lettore attento, che sa bearsi di un compendio di storia romana sempre accompagnato da pillole di latinità, che sono il nutrimento culturale per gli amanti della materia. Conclusione lapidaria: dopo il 476 d.C."una luce nel mondo si spense e vennero mille anni di buio". Questa pubblicazione merita sicuramente un posto nella libreria che raccoglie le opere sulla città eterna.