Alberto Alfieri Bordi ha realizzato Photophilia, raccolta di immagini ispirate al principio del to wander wondering Stampa
Lunedì 28 Maggio 2012 13:28

 

Nel digesto iconografico oltre cento foto, da “Gloss glass” al “Labirinto di bosso”. Ci sono immagini del mondo reale che hanno la straordinaria capacità di stimolarci, di affascinarci, perfino di emozionarci. In una esistenza in cui tutto inesorabilmente scorre .....

 (il "panta rei" di Eraclito vale sempre….purtroppo), ci attira l'idea di poter fermare queste sensazioni, queste immagini in qualcosa di apparentemente immutabile. Grazie alle fotografie possiamo rivivere le multiformi sensazioni provate, contemplare il passato con un piacere nel presente.. Ogni angolo di mondo, ogni espressione umana, ogni evento, perfino ogni oggetto, può avere tale potere magico ed è per questo che vale sempre la pena fotografare un corpo, un viso, una chiesa, un fiore, una spiaggia, un bicchiere, un particolare e tanto altro ancora in un caleidoscopio senza confini, ove ognuno di noi può liberamente attingere. E’ la filosofia del To wander wondering: girovagare meravigliandosi. Da qui nasce l'amore per la fotografia, la "Photophilia", che è il titolo della raccolta di immagini di Alberto Alfieri Bordi.

 Il piacere per la fotografia ha nell’autore radici giovanili grazie alla familiarità con macchine a soffietto e con le lastre di vetro impresse, che il padre Mario, allora fotografo, cui è dedicato questo digesto iconografico, maneggiava con estrema padronanza. Grazie quindi alla macchina fotografica il binomio immagine-emozione vive sempre in noi, turisti o viandanti poco importa, spettatori o protagonisti non fa differenza, purchè sempre  attenti e creativi nel momento dello "scatto", anche di fronte ad una situazione apparentemente banale. Quello che resta e che va custodito gelosamente delle fotografie che ci sembrano meritevoli della nostra attenzione, è il godimento estetico, il piacere evocativo, lo stupore prodotto o vissuto, anche in una dimensione sicuramente più appiattita e generalizzata dall'avvento della fotografia digitale. Non più asa e din, ora dominano i pixel, ma il culto della singola foto non appare comunque perduto, il mito del bianco e nero non si può scalfire anche se la vecchia reflex, gli obiettivi e le lenti addizionali, probabilmente, sono finiti in un ripostiglio o in un cassetto, preziose reliquie di un tempo passato.

 

 

La Raccolta di fotografie IKONOKLASTIKA