Giovanni Paolo Panini vedutista eccellente del primo settecento. Piacentino di nascita si trasferisce a Roma di cui celebra le bellezze passate e presenti Stampa
Domenica 04 Novembre 2012 13:47

 

Una sua tela del valore di circa 200.000 euro stava per essere “donata”da una anziana signora piacentina ad un giovane mercante d’arte pugliese, che insisteva nel dire che si trattasse solo di una “crosta” e poi è stato denunciato per circonvenzione d'incapace.

 

L’artista di cui parliamo è Giovanni Paolo Panini, generalmente considerato il maggior pittore vedutista italiano dell’ epoca. Nato a Piacenza il 17 giugno 1691, muore il 21 ottobre 1765 a Roma, dove si era trasferito per studio, come docente (all’Accademia di San Luca dal 1719 ed all’Académie de France dal 1732) e per lavoro, come decoratore di palazzi, compresa villa Patrizi (1718–1725) e Palazzo De Carolis (1720). Architetto e scenografo teatrale, ha lasciato delle stupende vedute di Roma, inconfondibili per la precisione del dettaglio e del tratto. Fra i suoi lavori ad olio più famosi c’è “l’interno del Pantheon”  e “Roma sotto la neve”, oltre alle due memorabili “Gallerie di quadri con viste dell’antica Roma” del 1758 e del 1759.

 

Nel corso del Settecento molti artisti intraprendevano frequenti viaggi per vedere da vicino bellezze naturali e opere d’arte particolarmente preziose e l’Italia rappresentava per essi la meta più desiderata ed apprezzata. Si visitavano i capolavori presenti a Venezia, Firenze, Roma, Napoli ed in Sicilia e questo piacevole pellegrinaggio d’arte era conosciuto come «Grand Tour». Panini a Roma divenne stanziale in quanto attratto dalle  bellezze archeologiche della città eterna, spesso presenti nelle sue opere, contribuendo alla diffusione del genere vedutista.