Il piacere dell'etimologia. Rubrica a cura di Alberto Bordi. Appunti sul bestiario Stampa
Lunedì 28 Ottobre 2013 17:23

Anche nel panorama etimologico degli animali, le storie, gli aneddoti, le teorie ardite, i riferimenti a particolarità organiche, morfologiche e comportamentali, si intrecciano in un compendio che spesso mette a rischio anche le certezze più scontate, anche perché la vita degli animali si accompagna da millenni a quella dell’uomo, come evidenziato dal culto per il gatto domestico praticato presso gli antichi Egizi.

La radice etimologica si forma necessariamente nei luoghi e negli ambienti ove quella specie animale prolifera in considerazione di condizioni ambientali più confacenti alla propria struttura organica,  alla possibilità di procurarsi cibo e di riprodursi.

Aquila. Sulla base di una indubbia assonanza, Isidoro di Siviglia, nel VII secolo, scrive nel suo Etymologiarum sive originum libri XX, che "aquila ab acume oculorum vocata est". Spigola è un pesce pregiato di mare con due spine dorsali. Dal latino "spiga", cioè punta. Sogliola, in passato chiamata pure “sandalo degli dei" per la tipica forma appiattita,dal latino "solea"= suola. Il cefalo ha una grossa testa e questa in greco si chiama "kephalè" (da cui anche il fastidioso disturbo della cefalea...). Il dentice richiama nel nome i denti molto grossi. Nasello: dal latino "asellus", la sovrapposizione di naso indica la forma prominente del muso. Ombrina, perché il colore scuro la rende simile ad un'ombra. Orata, da "chrysophrys aurata", nome scientifico che evidenzia il giallo dorato esistente fra gli occhi, molto marcato negli esemplari adulti. Rombo, la sua forma ricorda la nota forma geometrica. Gatto. I Copti, ossia i cristiani d’Egitto, diedero al gatto il nome di chau, rimasto nel nome del gatto selvatico dell’Egitto e dell’Asia (Chaus). Nel V secolo a.C. lo storico greco Erodoto gli diede il nome di “ailouros”: dalla coda mobile. Nell’antica Roma il gatto selvatico veniva detto felis, da cui deriverà felino. Cane. viene dal latino  'cànem ', un termine che deriva dalla radice indeuropea  'kwen”, che già si riferiva a quell’animale. In greco il quadrupede fedele per eccellenza era ku(o)n kunòs. La parola  'canaglia deriverebbe da  'cane ', a cui è stato aggiunto il suffisso dispregiativo'-aglia '. Altri collegano il termine cane al verbo latino “canere” cantare, o viceversa. Giraffa. Nome comune italiano del mammifero più alto tra le specie viventi (fin quasi a sei metri), deriva dall'arabo zarrāfa, a sua volta derivato dall'egiziano zor-aphé che significa "lungo collo". Bradipo. Animale dai movimenti particolarmente lenti, deve il suo nome al greco bradùs (lento) e poùs (piede). Bradicardico è colui che presenta un ritmo del cuore (kardios) piuttosto lento (bradùs). Ippocampo. E’ il nome scientifico del “cavalluccio marino”. Deriva dal greco ippos (cavallo) per la forma della testa, e da kampe (bruco) per gli anelli del suo corpo che richiamano quelli dei vermi. Ippopotamo. “Cavallo di fiume”, questa la singolare traduzione etimologica di questo grosso mammifero che con il mondo equino ha una vaga somiglianza a livello di muso. Elefante. Dal greco Elephas – antos. Il nome potrebbe essere ricollegato alla grandezza del corpo, perché ha l'aspetto di un monte, che nella lingua greca è detto "elphio". Presso gli indiani invece viene chiamato “barro” dal suo verso, appunto barrito. Il muso poi si chiama proboscide da pro (avanti) e boskein (pascere), perché con questa raccoglie il cibo. Le statue crisoelefantine sono quelle realizzate in oro (krusos) ed in avorio (elephas). Caimano. Acayouman  è il termine con il quale le popolazioni caraibiche indicavano il coccodrillo. Alligatore. Dallo spagnolo el lagarto, la lucertola. Coccodrillo. L’etimologia del nome dell’animale venerato nell’antico Egitto è incerta. In greco  era chiamato crocodeilos, da riconnettersi  alla radice kar (essere duro) . Bisonte. Dal germanico weisunt che richiama l’odore fetido dell’animale. Serpente. Dal latino “serpere” che vuol dire strisciare. In greco il serpente era indicato col termine herpes che ritroviamo nello studioso dei rettili (herpetologo) ed in una patologia cutanea, l’herpes zoster, che unisce i termini “serpente” e “cintura”. Cavallo. Nel 1490 Agostino Columbre scrive nella sua "Manuschansia" che cavallo derivi da "cavo pede".Il termine scientifico è Equus caballus. La parola cavallo dal latino, căballus, indicava principalmente il cavallo da fatica o castrato, invece in latino cavallo si dice ĕquus, da cui deriva  “equitazione”. L'aggettivo ippico invece dalla matrice greca  híppos che significa appunto cavallo. Rinoceronte. Il grosso pachiderma si caratterizza per le corna (in greco keras) aderenti alla pelle del naso (in greco rino). Pachiderma, sempre in greco, vuol dire dalla pelle (derma) solida (pachìs). Vipera: I serpenti sono quasi tutti ovipari - o ovovivipari -, da 'ovus' e 'parère', cioè partorire. La parola 'ovipara' , nel tempo, ha subìto una contrazione iniziale, con la produzione della forma sincopata, appunto, 'vipera'. Pipistrello: deriva dal latino vespertilio, da vesper, cioè sera: animale serotino. Dante lo chiama 'vispistrello', Boccaccio 'vipistrello': Da vispistrello a pipistrello il passo è breve. Lucertola è diminutivo di "lucerta", ma l'etimologia è incerta; per alcuni si rifà al sardo tiliguerta. La specie denominata Ramarro, dal colore verde brillante, richiama il “color rame”. Camaleonte viene dal greco chamailéon che significa "leone che striscia a terra". Iguana viene dal termine araucano delle Antille iwana. Geco viene dal malese gékoq. Stambecco. Capra (bock) di roccia (Stein). Termine di origine tedesca. Ghepardo. Il nome pare avere origine piuttosto recente, essendo entrato nella lingua italiana soltanto nel 1874; esso deriva dall'italianizzazione del termine francese guépard, il quale a sua volta sembra però essere una storpiatura della parola italiana gattopardo. Il suffisso -pardo deriva dal latino pardus, mutuato dal greco párdos, che sta ad indicare in modo generico un felino maculato di dimensioni medio-grandi. Iena. dal greco yaina, femminile di ys (porco) così chiamata per la fisionomia similare a quella della scrofa. Dromedario. dal greco dromada (corridore) che richiama inevitabilmente il "dromo" latino quale sinonimo di “corsa”: autodromo, cinodromo, ippodromo. Cammello. dal greco chamai (a terra) e olos (del tutto), per la tendenza di questo quadrupede dei deserti  a prostrarsi, quando assume la posizione di riposo. Istrice. Mammifero rosicante; dal greco ys (porco) e trix (capello, aculeo) per la vaga somiglianza al porco selvatico. Tracina. Pesce di mare famoso per le dolorose punture che arreca al malcapitato che inavvertitamente lo tocca; dal latino “dracina” ossia femmina di drago. Dinosauro. Animale preistorico vissuto dal triassico fino al cretaceo.. Una lucertolona (dal greco sauros) terribile (in greco “deinos”). Pitone. Serpente che deve il nome al mitico drago ucciso da Apollo. Tartaruga. Identificata come portatrice del maligno deve il suo nome al greco "tartaros" luogo mitologico e al verbo eko "abitare". Quindi animale che viene da un luogo inesplorato, sconosciuto. Delfino. In greco il termine "delphis" vale "utero" ma questo era anche l'animale caro ad Apollo, venerato particolarmente a Delfi. Lince. Da lyce, in greco "luce mattutina" che si accorda alla particolare acutezza visiva dell'animale, oppure da lukos "lupo" al quale può essere accomunato per il suo comportamento predatorio.