Stefano Trulli è il vincitore della I^ Edizione del Concorso Letterario “Gocce d’inchiostro” Stampa
Lunedì 18 Novembre 2013 14:49

 

 

La presentazione della raccolta Quando m’accorgo d’essere, silloge di poesie dell'autore,  è prevista per sabato 23 novembre 2013 nella Biblioteca comunale “Raffaello”, via Tuscolana, 1111 – Roma.

Il concorso è stato organizzato dalla Viola Editrice

 

 

Giovedì 12 settembre 2013 si è tenuta la I^ Edizione del Concorso Letterario “Gocce d’inchiostro”, con la premiazione dei tre finalisti per le rispettive sezioni: Poesia, Racconti e Romanzi.

Il concorso è stato organizzato dalla Viola Editrice (editrice: Valentina Succi, Direttrice editoriale: Simona Tuliozzi), sede: via Pagoda Bianca, 58 – 00144 Roma.

 

VINCITORI DEL CONCORSO LETTERARIO “GOCCE D’INCHIOSTRO”

 

POESIE

Stefano Trulli – SCUSA FRATELLO

 

RACCONTI

Anna Lisa Pardi – LA BOTTEGA DEGLI SPIRITI

ROMANZI

Alessandro Liggieri – I BITORZOLI

 

In qualità di vincitore al concorso “Gocce d’inchiostro”, sezione poesie, Stefano Trulli ha avuto diritto alla pubblicazione di una sua raccolta di poesie, di cui, qui di seguito, si riporta un abstract. La presentazione della raccolta è prevista per sabato 23 novembre 2013 nella Biblioteca comunale “Raffaello”, via Tuscolana, 1111 – Roma.

Quando m’accorgo d’essere (silloge di poesie di Stefano Trulli)

La silloge “Quando m’accorgo d’essere” rappresenta una selezione accurata delle svariate poesie che l’autore ha composto nel corso degli anni.

Travolto dall’impeto dei sentimenti cui le vicissitudini della vita lo sottopongono, l’animo del poeta si predispone alla composizione e, di volta in volta, nascono opere che rispecchiano i diversi momenti del suo esistere.

Ma questo travaglio interiore non è fine a se stesso. Infatti, nel momento in cui “s’accorge d’essere”, come ama definire il suo poetare, e si spinge ad esplorare le parti più remote dell’anima, l’autore spesso riporta alla luce tante verità che erano rimaste nascoste, prigioniere del pensiero omologato della nostra società.

Per il poeta scrivere è anche un mezzo per mettersi in discussione e, al tempo stesso, affrontare i tanti esami cui la vita lo sottopone. Ma la poesia non è uno sfogo o una pratica terapeutica, al contrario qui viene intesa come un modo per far chiarezza sulle  varie questioni esistenziali, senza alcuna concessione all’indulgenza e con onestà di giudizio. A questo punto, il passaggio dall’amore e dagli altri turbamenti al tentativo di risoluzione di alcune tematiche sociali sarà breve.