Il piacere dell’etimologia. Rubrica a cura di Alberto Bordi. Boicottare e sabotare Stampa
Giovedì 12 Giugno 2014 15:44

 

 

I due verbi sono riconducibili etimologicamente ad un capitano inglese isolato e combattuto per le angherie verso i suoi dipendenti ed alla "rivolta degli zoccoli" avviata dalle operaie vessate nella industria ove lavoravano


Il termine boicottaggio sembra  derivi dal nome del capitano inglese Charles Cunningham Boycott (1832-97), un amministratore terriero vissuto dal 1832 al 1897 in Irlanda. In qualità di amministratore di un ricco proprietario terriero della contea di Mayo, era diventato famoso per le  vessazioni  cui sottoponeva i contadini suoi dipendenti. Fu così che la Lega irlandese dei lavoratori della terra, l'Irish Land League, un'organizzazione che sosteneva le istanze dei braccianti terrieri e che aveva iniziato una campagna in favore di migliori condizioni lavorative dei contadini, alla quale Boycott aveva tentato di opporsi, adottò,nel 1880, un'azione non violenta di contrasto ai soprusi perpetrati; contro Boycott fu infatti lanciata una campagna di isolamento e non collaborazione: i vicini di casa iniziarono a non parlargli, in chiesa nessuno si sedette più vicino a lui o gli rivolse la parola, non fu più servito nei negozi né ebbe più braccianti da ingaggiare per il raccolto nelle tenute che gestiva. Le terre del conte cominciarono a inaridire e Boycott fu licenziato e costretto a lasciare la terra d'Irlanda. La vicenda ed il connesso comportamento tutorio posto in essetrev dai lavoratori lasciò il segno...in varie lingue:  to boycott  in inglese;  per i Francesi boycotter per i Tedeschi boykottieren e  per gli Italiani si coniò il verbo boicottare. Inizialmente il verbo boicottare aveva il significato  di «mettere al bando» un commerciante colpevole, impedendogli appunto di commerciare. Il termine, nonostante il rifiuto dei puristi, ha continuato ad essere usato e ha finito con il significare «congiurare contro qualcuno o qualcosa», ostacolandone l'attività o la produzione, assumendo anche una valenza politica, riferita per esempio ad uno Stato produttore di determinati beni. Oggi il verbo boicottare è entrato nell'uso comune e significa «ostacolare, escludere».
Con il termine sabotaggio intendiamo un danneggiamento intenzionale ovvero l'attività di impedire un evento o una iniziativa nell'intento di farla fallire. Deriva  dal francese sabotage,  che si ricollega al verbo saboter "sabotare", ma che anticamente significava urtare, da sabot "zoccoli", usati per rompere e bloccare i macchinari nelle proteste durante la rivoluzione industriale. Protagonisti di questa attività sono stati proprio gli zoccoli, calzature ricavate da legno massiccio, tipiche di un passato lontano e legate ad una vita semplice e povera. Anche gli operai e le operaie che vissero la rivoluzione industriale calzavano zoccoli; proprio il confronto fra il lavoro autentico ma lento dell'uomo e quello più rapido ma alienante e spersonalizzato della macchina divenne un conflitto aperto che produsse effetti negativi nella sfera dei diritti del lavoratore. Fra i licenziati a causa dell'avvento degli apparati meccanici e gli sfruttati e gli oppressi dai padroni, nacque il sabotaggio, ossia l'atto istintivo e disperato di chi cerca uno strumento di difesa in sè stesso, levandosi una scarpa, una scarpa scomoda e rozza ma dura e forte con cui schiantare e bloccare quelle macchine, il cui impiego stava offendendo la dignità umana e la condizione di lavoratore. Oggi il sabotaggio si è allontanato dal concetto originario di risposta semplice e diretta ad un sopruso ed è diventato un atto più elaborato ed organizzato, lontano da quegli "zoccoli" che rappresentavano uno strumento di tutela spicciola di fronte allo strapotere delle macchine industriali.