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Venezia 2017: a spasso tra rii, calli, campi e campielli, tra un cicheto e un' ombra, scoprendo uno squero, un bacaro e la famosa disdotona. PDF Stampa E-mail
Lunedì 23 Gennaio 2017 09:08

 

Le attrattive di tutte le città del mondo  si concentrano principalmente su monumenti, luoghi storici di forte richiamo ed opere d’arte che il turista non può fare a meno di visitare; tutto questo vale parzialmente per la città dei dogi.

 

Infatti, anche se non mancano le tappe irrinunciabili dell’antica repubblica marinara, come piazza san Marco, il palazzo ducale, il ponte dei Sospiri e quello di Rialto, la scala Contarini del Bovolo, l’arsenale, la Ca’d’oro, il teatro La Fenice, etc., qui la peculiarità sta nel fatto che le attrattive sono  disseminate ovunque. In effetti ogni casa  di Venezia, magicamente piantata sull’acqua, è di per sè una attrattiva; lo stesso dicasi per  i campi e i campielli, piazzette diverse l'una dall'altra, come pure per le centinaia di ponti, alcuni quasi privati, che spuntano dietro ogni angolo. Le gondole, il carnevale, il mercato del pesce e l’acqua alta aggiungono indubbio fascino ad una città nata sull’acqua, che sul mare ha costruito la sua forza, testimoniata ancora oggi dagli innumerevoli  palazzi nobiliari affacciati sul  Canal Grande.

A distanza di qualche anno di assenza il fascino della città  ci appare intatto ma i cambiamenti balzano alla vista: i vaporetti/bus, tanto per cominciare,costano 7.5 euro e non è poco (mica siamo tutti giapponesi , che pullulano sorridenti in ogni campiello); il mangiare non offre una qualità ed una varietà pari al resto d’Italia; i piccioni sono diminuiti grazie al divieto di dar loro il mangime; tra i nuovi negozi c’è Victoria's Secret con annessi video di donne di una bellezza mozzafiato, l’Hard Rock Cafè  domina il bacino degli Orseolo pieno di gondole; un supermercato scandalosamente è stato allestito nei prestigiosi locali dell’ex Teatro Italia;  il Fondaco dei Tedeschi è   un raffinato department  store che vende di tutto a prezzi molto elevati.

Un consiglio preliminare, soprattutto per i soggiorni di due/tre giorni: scegliete un albergo non troppo distante da piazza San Marco, che costituisce comunque il centro di gravità per la movida diurna e notturna; noi optiamo per lo storico Bonvecchiati, a due passi dal vivace Campo S Luca e dal bacino degli Orseolo, spesso  intasato da gondole in manovra. Camere confortevoli, servizio professionale, bella veranda e lounge bar accogliente, il tutto spesso abbinato a tariffe promozionali che non guastano mai.

Passeggiando e conversando intorno a quel mondo miracolosamente poggiato sull’acqua (o meglio su enormi pali conficcati nella sabbia della laguna) emergono interessanti valutazioni o risposte ad  estemporanei interrogativi sulla vita della “ regina del mare”:

La gondola supera gli 11 metri di lunghezza e costa mediamente più di 33.000 euro; “forcola” è chiamata il robusto legno ove poggia l’unico remo; “ferro” è la caratteristica sagoma presente nella prua, che presenta sei  segmenti, quanti sono i sestieri  in cui è ripartito il territorio della città (S.Marco, Castello, Cannaregio, Santa Croce, San Polo, Dorsoduro), con l'aggiunta della Giudecca, isola separata da Venezia dall'omonimo canale.

Al museo delle navi (ingresso 5 euro, 3,50 per i Senior) c’è una bella copia del Bucintoro, la nave del doge, tante altre imbarcazioni di guerra, da trasporto e da diporto, compresa la straordinaria “Disdotona” la gondola ideata  per 18 (disdoto in venexiano) rematori;

Al Casinò di Venezia, la più antica casa da gioco del mondo (datata 1638), allestita a palazzo Vendramin, si accede pagando l ’ingresso con 10 euro, spendibili come credito per le puntate nelle sale da gioco; la giacca è d’obbligo, ancor meglio se accoppiata ad una cravatta;

Non sappiamo per quale arcano, ma il caffè è particolarmente gradevole in tutti i bar della città, compreso il bar americano su piazza S.Marco al costo di due euro al banco.

Lo storico Grancaffè Quadri, nel portico di piazza S.Marco, offre fino alla mezzanotte atmosfera d’altri tempi, musica e calore, ma le bevande al tavolo costano intorno ai 10 euro;

Tre i ponti storici che collegano le due sponde del Canal Grande: il Rialto, il primo ad essere costruito ed oggi richiamo per i feticisti del souvenir e di altro (incluso il colorato assortimento dei celebri vetri di Murano); il ponte dell’Accademia che conduce alla zona universitaria ed artistica della città (ci sono i bagni pubblici – costo 1,5 euro); il ponte degli Scalzi, vicino alla stazione ferroviaria. A questi va aggiunto il più recente (2008) ponte della Costituzione, discussa opera  dell'architetto  Santiago Calatrava.

Il Canal Grande raggiunge la massima profondità di 5 metri;

Il Ghetto di Venezia, zona di particolare fascino e di assoluta rilevanza storica (si è formato nell'anno 1516), trae origine  dalle fonderie ivi esistenti e dal “getto” dei liquidi metallici utilizzati in tale attività industriale;

Le gondole che provvedono ad un rapido passaggio da una sponda all’altra del Canale chiedono “solo” 2 euro a persona;  la traversata dura circa due/tre minuti;

In alcune chiese della città si paga l’ingresso ma se affermi di entrare solo per pregare non paghi…….

Ognuno individua a Venezia degli scorci particolarmente cari e graditi: il ponte del Diavolo ed il campo di S.Maria Nova sono per chi scrive una attrattiva irrinunciabile

Al mercato del pesce puoi trovare spettacolari esemplari di capesante, il gustoso bivalve conosciuto anche come conchiglia di St.Jacques, che puoi mangiare direttamente in loco, compreso di “corallo”, ossia le gonadi del mollusco dall'intenso color arancio.

Nell’area antistante la chiesa di S. Maria alla  Salute, sul territorio di Dorsoduro, nelle giornate di vento è difficile stare in piedi e resistere alla folate che lambiscono il sagrato i questo splendido edificio sacro

Il bovolo, la singolare struttura di palazzo Contarini a forma di buccina , la classica conchiglia spiraliforme) era la casa del famoso stampatore Aldo Manunzio, primo italiano a dedicarsi a tale attività

Nell’ospedale di S.Giovanni e Paolo, grande struttura carica di storia,  ricca di giardini, di un chiostro, di ampi e lunghi corridoi, le ambulanze sono rappresentate da motoscafi pronti a salpare in caso di segnalata emergenza

Una tipica maschera veneziana presenta un insolito becco allungato, studiato in passato per contenere aromi che contrastassero i venefici afrori causati dalla pestilenza

Un tempo i citofoni dei palazzi si attivavano con una corda esterna al portone di ingresso che era collegata ad una campana interna a ciascun appartamento

L’Arsenale, zona militare in fondo alla riva degli Schiavoni, presenta una Venezia  un po' diversa da quella delle cartoline ed al tempo stesso è immagine rappresentativa del potere esercitato  in passato dalla repubblica marinara

Cosa mangiano i veneziani? Le seppie, il baccalà mantecato (stoccafisso), le vongole, le cozze e le capesante. Formaggi, verdure, frutti e salumi non sono generi autoctoni ma sono presenti sulle tavole.

Piatti tipici sono la pasta alla Busara (con pomodoro, peperoncino e scampi), le Sarde in saor (fritte e marinate in aceto) e i Bigoi (pasta con cipolle e acciughe, dal sapore piuttosto marcato). I vini, anche “quelli della casa” sono solitamente di buon livello.

I bacari erano i primi venditori di street food nella città, anticipatori del rituale che oggi a Venezia si chiama il “cicheto”, ossia un veloce spuntino  che si consuma (spesso in piedi) in  locali piccolissimi ma sfiziosi che propongono agli avventori: frittini vari, arancini,  alici e sarde, verdure miste, baccalà mantecato spalmato su fette di pane, salmone, formaggi ed intingoli vari. Questi locali sono specializzati a preparare il gustoso spritz (prosecco,aperol, seltz), che pare sia nato proprio da queste parti

L'ombra a Venezia consiste in un bicchiere di vino; pare prenda questo nome perchè somministrato in passato da vinai ambulanti seguendo l'ombra del campanile di S. Marco al fine di preservarne la freschezza

Il rio veneziano  indica esclusivamente il canale, naturale o artificiale, costeggiato da edifici o strade. Se particolarmente piccolo di dimensione viene denominato con il termine di rielo.

La calle (plur. calli) è la tipica strada veneziana, incassata tra due file continue di abitazionì o  negozi al pian terreno.

La vera veneziana  è il tipico pozzo che si incontra al centro di campi e campielli; si tratta di una  struttura architettonica usata in epoche passate per l'approvvigionamento dell'acqua potabile. Se ne contano oltre 600.

Lo squero veneziano è il tipico cantiere per imbarcazioni a remi, che si occupa prevalentemente di manutenzione delle gondole; se ne può vedere uno a San Trovaso ed uno al rio dei Mendicanti.

Un cicheto squisito? All'Osteria del Ponte a Cannaregio 6378 oppure alla più conosciuta Enoteca al Volto -  Calle Cavalli 4081 tel.041 5228945 (fino alle ore 22 anche cucina). Apprezzata è pure l'Ostaria a La Campana - calle dei Fabbri 4720 - zona S. Marco 041/5285170 chiuso la Domenica (cucina tipica e anche pizza). Molto accreditata è l'Osteria al Ponte "La Patatina" con specialità pesce. E' in  San Polo 2741/A Tel.041-5237238. Ricercata ed affollata è  la Cà D'Oro alla Vedova, che si definisce "Intimo bacaro decorato con pentole in rame". Il menù offre polpette e vini veneti. Indirizzo: Calle Cà D'Oro, 3912. (Alberto Alfieri Bordi)

 

Più di 700 i film girati a Venezia

 

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