"Parole d'odio e violenza di genere. Giornaliste nel mirino degli odiatori della rete", il 26 novembre convegno in Fnsi con la partecipazione della ministra per le Pari Opportunità, Elena Bonetti Stampa
Mercoledì 27 Novembre 2019 14:00

 

 

L'iniziativa promossa dalla Cpo Fnsi con Cpo Usigrai, Cpo Cnog e le associazioni Giulia Giornaliste e Articolo21 in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne (Dal nostro inviato)

 

Il nostro panorama mediatico si è purtroppo arricchito di insulti, minacce ed aggressioni verbali, che riempiono in particolare le pagine dei social; c'è insomma la libertà di insulto online,  del disprezzo internettiano, spesso abbinati ad una impunità che solo gli ordinamenti incivili possono garantire e non sanzionare debitamente. Ed in questa raffica di odio, sempre mirato, spesso interessato e talvolta demenziale, le vittime più frequenti dell'hate speech  sono le donne, a maggior ragione se giornaliste di talento, capaci  di raccontare fedelmente quello che vedono, quello che emerge dalle loro inchieste, quello che dà tremendamente fastidio ai criminali, agli odiatori incalliti, agli imbecilli, alle figure selvagge che si possono facilmente rintracciare nei fatti di cronaca, di attualità e di politica, senza tralasciare il mondo dello sport o, più semplicemente, la vita di quartiere.

Eppure martedì 26 novembre, nella sala  'Walter Tobagi' della Fnsi a Roma, a tutto questo è stata data una risposta di civiltà, di cultura, di etica sociale, di deontologia professionale e di solidarietà che ha aperto le speranze ad un mondo migliore.

Ognuno dei partecipanti ha saputo infatti collocare una tessera importante nel mosaico del fronte NON-ODIO, composto da figure piene di coraggio, di vigore professionale, di onestà intellettuale, di tangibile forza morale e di prezioso valore sociale.

Fra i partecipanti citiamo Giuseppe Giulietti (presidente Fnsi), Mimma Caligaris (presidente Cpo Fnsi), Vittorio Di Trapani (segretario Usigrai), Nadia Monetti (Esecutivo e Cpo Odg), Silvia Garambois (presidente GiULiA), Roberto Natale (Carta di Assisi), Anna Del Freo (segretaria generale aggiunta Fnsi), Monica Andolfatto (Manifesto di Venezia), Valerio Cataldi (presidente Carta di Roma), Monica Pietrangeli (coordinatrice Cpo Usigrai), Elisa Marincola (portavoce Articolo 21), Silvia Brena (direttrice Vox), Riccardo Noury (portavoce Amnesty International Italia).

Nel corso della mattinata hanno portato la loro testimonianza giornaliste di frontiera che hanno conosciuto il sapore velenoso delle minacce e delle intimidazioni; vere e proprie eroine come Federica Angeli, Angela Caponnetto, Antonella Napoli (giornalista minacciata e sotto sorveglianza, che ha aperto le testimonianze delle croniste vittime di attacchi sul web), Monica Napoli, Stefania Lapenna, Sara Lucaroni,  donne cui la collettività deve essere  riconoscente per aver difeso con straordinaria tenacia il diritto alla informazione, alla libertà di stampa, alla conoscenza della verità, beni irrinunciabili per l'intera comunità che si professa democratica.

L'evento è stato aperto da Mimma Caligaris, presidente del Comitato Pari Opportunità della FNSI, che ha voluto ricordare la fotografa cilena Albertina Martínez Burgos, trovata cadavere nel suo appartamento di Santiago del Cile, con segni di percosse e di pugnalate,  la mimo Daniela Carrasco, morta qualche giorno prima e Daphne Caruana Galizia uccisa a Malta a causa delle sue indagini,  sottolineando come spesso siano proprio le giornaliste a finire nel mirino degli odiatori della rete.

Monica Pietrangeli, coordinatrice Cpo Usigrai,  ha illustrato la nascita ed i contenuti dello spot contro la violenza sulle donne realizzato dall’Usigrai, in onda da giorni sulle reti della TV di Stato, sottolineando come per la prima volta siano gli uomini  a parlare ed a prendere posizione sui femminicidi e sui comportamenti violenti e molesti di cui le donne sono, purtroppo, vittime quotidiane.

E' seguita poi la proiezione di un video-intervento della senatrice a vita Liliana Segre alla università Bocconi di Milano.

Beppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale della stampa, nel suo intervento, non ha fatto sconti ai puristi dell'odio, affermando come debba essere "sgomberato il campo da un equivoco: che chi usa parole d’odio, chi offende e diffama lo fa nel rispetto del diritto di espressione. Non è così. Non si può considerare libertà di espressione un reato."

"Portiamo il Manifesto di Venezia nelle scuole – è l’esortazione rivolta dal numero uno della Federazione della Stampa alla ministra Bonetti – e costruiamo fin dalle scuole la cultura del rispetto e della tolleranza. Al Ministro dell'Interno Lamorgese chiederemo di dedicare una riunione dell’Osservatorio sulle minacce ai cronisti alle giornaliste, non solo minacciate da mafia e camorra, ma aggredite per il fatto di essere donne".

La ministra Bonetti si è rivolta al mondo dei giornalisti chiedendo un aiuto per "trovare le parole giuste per il nostro agire sociale, a trovare le parole che, condannando i fatti negativi della storia, aiutino le istituzioni e la politica ad affrontarli e superarli. Perché il contrasto alle parole d’odio e alla violenza di genere parte dalla corretta narrazione del fenomeno". "L’impegno dei media - ha aggiunto la ministra - deve essere quello di fare di questa cronaca e di questa interpretazione un processo storico, perché il modo in cui la violenza sulle donne viene raccontata plasma la percezione del fenomeno e contribuisce a costruire la nostra civiltà democratica".

Dal convegno, intenso e coinvolgente, è emersa la necessità di non fermarsi alle denunce ma di individuare anche buone pratiche e progetti efficaci, pensando anche alla previsione di sanzioni più severe a carico dei molestatori ed odiatori più o meno seriali. La determinazione univoca è di rispondere all’odio con intelligenza e, "senza odio", come ha enfatizzato la senatrice  Liliana Segre.

L'appuntamento per approfondire queste tematiche è per il 24, 25 e 26 gennaio ad Assisi, in occasione del sinodo dei giornalisti che vedrà i professionisti della carta stampata accanto a rappresentanti delle varie confessioni religiose, oltre che del mondo sindacale.