Lasciata
alle spalle l'epoca dell'immobilismo amministrativo, gli anni
novanta, come noto, hanno segnato l'avvio di una riforma dell'apparato
pubblico che ora presenta caratteri talmente estesi e profondi
da autorizzare a parlare di una vera e propria rifondazione
dell'apparato pubblico, che in verita' appare riduttivo ricondurre
alla mera componente della informatizzazione degli uffici.
Se il primo passo di questa rivoluzione viene unanimemente
ricondotto al 1990, anno della riforma delle autonomie e della
legge sul procedimento amministrativo , ulteriori eventi significativi
di questa diffusa voluntas reformandi sono individuabili sia
nel decreto legislativo sul pubblico impiego n. 29 del 1993,
e nella correlata legge delega 421 del 1992, sia nelle quattro
leggi Bassanini 59 e 127 del 1997, 121 del 1998 e 50 del 1999,
come anche nella legislazione di queste attuativa. Non si
puo' infine trascurare né il testo unico delle leggi sugli
enti locali D.Lds. n. 267 del 2000 né il decreto legislativo
165 del 2001, che costituisce una summa della disciplina sul
pubblico impiego.
Questo e' tuttavia il quadro meramente normativo, nel quale
non puo non essere annoverata la riforma del titolo V, parte
seconda della costituzione che ha rimodellato profondamente
il riparto delle competenze legislative ed amministrative
tra Stato e Regioni, peraltro gia' modificato profondamente
dal decreto legislativo 112 del 1998.
Con il nuovo millennio la riforma della pubblica amministrazione,
da sempre invocata da gran parte dei cittadini oltre che dagli
studiosi di settore, si avvale di nuove componenti, quali
direttive, decreti, protocolli, convenzioni, ed altri strumenti
attivati dal governo per dare una accelerazione all'azione
di modernizzazione dell'intera vita pubblica del nostro Paese,
concepita in ogni sua componente, dalle risorse umane a quelle
strutturali, dalle procedure amministrative alle valutazione
di spesa, dai sistemi di comunicazione ai rapporti con i cittadini
utenti. Insomma l'offensiva nei confronti degli antichi assetti
burocratici sembra convinta e incalzante e presenta proprio
nel governo la testa d'ariete, con particolare riguardo al
ministro della Funzione Pubblica Franco Frattini ed a quello
dell'Innovazione Lucio Stanca.
In realta', come vedremo, ogni responsabile di dicastero sara'
necessariamente coinvolto nella pianificazione di interventi
di riordino della organizzazione e della attivita' della propria
amministrazione. |