Intanto, grazie alla collaborazione di un gruppo di persone
straordinarie per disponibilità ed efficienza, il
Comitato riesce a darsi una discreta organizzazione. Sul
piano finanziario si realizza una specie di miracolo: con
la quota associativa originaria di Lire 10.000 di ogni iscritto,
a tutt'oggi mai più richiesta, il Comitato si dota
di un fondo necessario per svolgere l'attività istituzionale,
fondo che, dopo 13 anni di vita, è ancora attivo,
seppur modesto. Nel 1993, in occasione del rinnovo del Consiglio
di Amministrazione della Cassa Mutua il Comitato presenta
10 candidati. Con grande sorpresa e soddisfazione, tre di
essi vengono eletti ed a Roma sbaragliano contendenti, appartenenti
ai sindacali storici, sicuramente più accreditati.
Basti pensare che i primi tre della graduatoria finale saranno
Bordi (294 voti), Argenio (272 voti) e Montalbano (272 voti)
che superano addirittura il presidente in carica da molti
anni, che raccoglie 212 voti che gli valgono un inaspettato
quarto posto. Il ricompattamento, ossia le procedure previste
dalla legge 312 del 1980, ma applicato negli anni novanta
al personale del Ministero dell’Interno, segna l’era
dei ricorsi, inaugurando una stagione di malcontento e di
conflittualità che avrà uguali soltanto ventidue
anni più tardi con un altro evento cardine della
storia della pubblica amministrazione, quella riqualificazione
nata non dalla legge ma da un accordo integrativo al contratto
nazionale.