La
corruzione, nell’ordinamento giuridico italiano e il reato
previsto dagli articoli 318 e seguenti del codice penale
e consiste, secondo una definizione di massima, nel fatto
che un pubblico ufficiale riceva denaro o altra utilita
non dovuta per compiere un atto contrario ai doveri d’ufficio.
La corruzione ambientale e altra cosa e sposta la connotazione
del crimine in un ambito non meramente individuale ma piu
ampio ed indica la diffusa capacita di corrompere e di essere
corrotti nell’ambito dei rapporti tra Pubblica Amministrazione
e privati cittadini. Sia nella sua connotazione individuale
che nella concezione ambientale, la corruzione rappresenta
comunque un fenomeno planetario, diffuso ovunque, anche
se in misura e modalita molto differenti da zona a zona,
perfino nell’ambito di una stessa nazione. Della corruzione
raccontano anche gli antichi greci e per la stessa Roma
era una presenza palpabile nell’amministrazione della res
publica, e piu preoccupante man mano che l’impero si allargava.
Di recente, a tale riguardo, un’indagine di grande interesse,
riferita a ben 146 nazioni, e stata realizzata da Trasparency
International. Nella scala tra “Paesi corretti e Paesi corrotti”,
spicca la conferma rispetto all’anno passato della Finlandia
come leader dell’onesta amministrativa pubblica (voto 9,7),
seguita da Nuova Zelanda e Danimarca; ben 7 delle prime
10 nazioni piu corrette appartengono all’Europa e tra queste
non c’e l’Italia, posizionata al 42° posto con un modesto
voto di 4,8, peggio di Gran Bretagna (11^) Germania (15^)
Francia e Spagna (22° posto). Anche Stati Uniti (17° posto)
e Giappone (24^ posizione) sono piu “onesti”, rectius, meno
corrotti o corruttibili, di noi. La maglia nera in fatto
di corruzione e un’altra conferma rispetto al 2003 e riguarda
Haiti e Bangladesh (voto 1,5) seguiti da Nigeria e Myanmar
e Ciad. Oltre ai Paesi asiatici, anche le nazioni dell’est
europeo non se la passano bene quanto a glassnost (trasparenza)
a cominciare dalla Russia (56° posto), comunque meglio di
Azerbaigian, Tukmenistan e Tagikistan. A guardare la graduatoria
dei cattivi amministratori, a causa della corruzione, emerge
un rapporto direttamente proporzionale tra questo tipo di
reato e l’indice di poverta del Paese amministrato; la “bad-administration”
e le oligarchie di casta potrebbero essere ostacolate introducendo
istituti piu partecipativi della gestione pubblica oppure
attivando sistemi di comunicazione piu evoluti, oltre, ovviamente,
ad un sistema di controllo piu efficace sull’attivita degli
amministratori. In ambito di unione europea l’Italia occupa
una modesta 18^ posizione, a soli sette posti dal fanalino
di coda; appare necessario un impegno totale dell’intero
apparato amministrativo e di tutti i dipendenti pubblici,
di ogni ordine e grado, per risalire la classifica e primeggiare
magari per trasparenza ed onesta nella gestione degli affari
pubblici.
Alberto
Bordi 25/1/05