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REFERENDUM POPOLARI DEL 12 E 13 GIUGNO 2005: UN PO’ DI CHIAREZZA SULLA LEGGE CHE DISCIPLINA LA “PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA” di Chiara Macchetta

Il 24 febbraio 2004 viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Legge 40/2004, ossia la tanto invocata, e ora tanto criticata, legge sulla procreazione medicalmente assistita.
Sin dalla sua approvazione alla Camera dei Deputati questa legge e' stata oggetto di aspre critiche provenienti da un’ampia fetta dell’opinione pubblica e in itinere queste polemiche non si sono mai assopite, anzi, semmai si sono accentuate. Il dibattito si e ulteriormente acceso con la pubblicazione ufficiale e da subito e' apparso chiaro che lo scontro sulla legge in parola sarebbe stato durissimo, come gia' avvenuto per le leggi sul divorzio prima e successivamente sull’aborto, tanto da ingenerare il bisogno di un referendum popolare , che avra' luogo il 12 e 13 giugno 2005.
Da piu' parti e' stato sostenuto che l’Italia, fino all’anno precedente uno dei pochi Paesi a non disciplinare con una normativa ad hoc un tema tanto delicato come quello della procreazione medicalmente assistita, non ha risolto le problematiche relative alla materia, ma ha ulteriormente aggravato la situazione, costringendo, con l’eccessivo proibizionismo, moltissime donne a “viaggi della speranza” all’estero, sopportando costi elevatissimi sia in termini economici che dal punto di vista psicologico.
Il referendum di giugno e' stato quindi voluto per cercare di “correggere il tiro” ad una legge venuta alla luce forse troppo prematuramente, prima cioe' che venissero fatte delle opportune rettifiche al testo.
Ma veniamo ai quattro quesiti referendari (il testo e' disponibile sul sito www.interno.it) perché occorre fare chiarezza sul loro contenuto. Tali quesiti infatti, sono formulati in modo molto tecnico, anche per la natura stessa della materia trattata, e possono quindi risultare molto difficili alla comprensione dei profani.
Il primo quesito riguarda la sperimentazione e la ricerca sugli embrioni umani e si chiede l’abrogazione della Legge nella parte in cui si impedisce la ricerca sugli embrioni, a meno che questa non sia indispensabile alla vita stessa dell’embrione, la clonazione di una persona viva o morta, e la crioconservazione, ossia il congelamento degli embrioni. Attualmente, cioe', non e possibile la ricerca sugli embrioni per la cura di malattie “esterne”. Guardando al di la' della ricerca scientifica, con il divieto di crioconservazione alla donna non possono essere prelevate piu' cellule di quelle necessarie alla produzione di tre embrioni, cosicché, ogni qualvolta il successivo impianto non va a buon fine, l’aspirante madre deve sottoporsi ad un nuovo prelievo.
Il secondo quesito e' riferito ai limiti di accesso, che con un risultato positivo del referendum verrebbero rimossi. La Legge prevede infatti che il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e' possibile solo qualora sia accertata, tramite referto medico, l’impossibilita' di procreare per sterilita' o infertilita' e che questa non possa essere rimossa con altri interventi terapeutici. In ogni caso, una volta accertata la necessita' della procreazione medicalmente assistita, gli interventi devono essere graduali per non risultare troppo invasivi e gravosi sia a livello fisico che psicologico. E' possibile una revoca della volonta' di sottoporsi alle tecniche in esame, ma solo fino alla fecondazione dell’ovulo, in un momento quindi antecedente all’impianto dell’embrione nell’utero. Per cause di forza maggiore derivanti dallo stato di salute della donna e' poi possibile crioconservare gli embrioni per un successivo impianto. Abrogando questi vincoli verrebbero consentiti piu' ampi diritti di accesso e revoca del consenso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e sarebbe lecita la crioconservazione degli embrioni per fini diversi da quelli di un futuro impianto.
Sul terzo quesito non vi e' molto da dire, se non che focalizza l’attenzione sui diritti dei soggetti coinvolti, compreso il concepito, richiamando pero' gli stessi articoli del precedente quesito.
E infine il quarto quesito, riguardante la parte piu discussa della Legge 40/2004: il divieto di fecondazione eterologa, ossia di fecondazione ottenuta con ovuli o spermatozoi provenienti da soggetti esterni alla coppia. Allo stato attuale questo non e' possibile e la cosa ha suscitato forti dissensi perché rende nulla la possibilita' di avere un figlio per le coppie che non vi riescono tramite fecondazione omologa o per quelle coppie in cui un membro o, nei casi piu gravi, entrambi siano affetti da malattie geneticamente trasmissibili.
Potrebbero essere scritte tante e tante pagine su questo scottante tema e sui pro e i contro della Legge attuale, ma qui si e' solo cercato di rendere un po’ piu' semplice, almeno nella comprensione, il compito a cui i cittadini saranno chiamati fra poche settimane: abrogare o no alcune parti della Legge 40/2004?

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