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I.C.I.:TUTTE
LE ALIQUOTE IN VIGORE NEI COMUNI ITALIANI di Chiara Macchetta
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Il
30 giugno e l’ultimo giorno utile per il pagamento dell’acconto
dell’ICI. Cerchiamo ora di capire cos’e, quando e come si
paga quest’ imposta che ogni anno costringe i contribuenti
a scervellarsi tra conteggi, rendite catastali, aliquote
e detrazioni.
Innanzitutto l’ICI nasce il 1 gennaio 1993 per effetto del
D.Lgs. 30/12/1992, n. 504, legge poi successivamente dalla
normativa nazionale e dai regolamenti comunali, che, come
si sa, possono disciplinare i tributi propri come ritengono
piu opportuno, nei limiti ovviamente della legge nazionale.
Soggetti passivi dell’Imposta Comunale sugli Immobili sono
sia le persone fisiche che giuridiche titolari di proprieta
o di diritti reali di godimento, quali l’uso, l’usufrutto,
l’abitazione ecc. e l’imposta in esame incide sui fabbricati
e sui terreni siano essi agricoli o edificabili.
Ma arriviamo al punto dolente dell’ICI: quando e, soprattutto,
come si paga, ossia, quali sono i “passi da compiere nel
mondo della matematica” per arrivare alla famigerata cifra
da versare. Ebbene, e il caso di dire che a quest’ultimo
quesito e piu facile rispondere con i fatti che con le parole,
ma proviamo a chiarire comunque “l’arcano calcolo aritmetico”
che porta all’ICI.
Per prima cosa l’ICI puo essere versata in due rate (acconto
entro il 30 giugno e saldo entro il 20 dicembre), oppure
in un’unica soluzione entro il 30 giugno. Per chi paga l’acconto
a giugno e il saldo a dicembre bisogna ricordare che la
prima rata deve essere pari al 50% dell’imposta in base
alle aliquote e alle detrazioni in vigore nell’anno precedente,
provvedendo poi al conguaglio, questa volta con i parametri
dell’anno corrente, nel mese di dicembre. Il problema non
si pone per chi paga l’intera imposta a giugno. Il calcolo
infatti verra effettuato con aliquote e detrazioni riferite
all’anno in corso.
Per eseguire un calcolo corretto bisogna prima di tutto
conoscere l’aliquota e le eventuali detrazioni vigenti nel
comune di ubicazione degli immobili. Cosa peraltro molto
semplice oggi, in quanto tutti questi dati sono reperibili
facilmente sul sito www.ancicnc.it, in cui e possibile trovare
anche i regolamenti comunali inerenti a quest’imposta.
Ed ora arriviamo all’agognato calcolo dell’ICI. Per quanto
riguarda i fabbricati occorre controllare la relativa rendita
catastale (presente anche sull’atto di rogito notarile),
aggiungere il 5% per la rivalutazione, moltiplicare la cifra
ottenuta per 100 ed applicare al valore cosi ricavato l’aliquota
in vigore nel comune di ubicazione. Se si tratta di abitazione
principale puo essere applicata, sottraendola al valore
di cui si e parlato appena sopra, sempre in base a regolamento
comunale, una detrazione, fruibile anche per una pertinenza
dell’abitazione in questione. Se il fabbricato e inagibile
per inagibilita accertata dall’U.T.C., e possibile godere
di una esenzione parziale del 50% dell’imposta. Va inoltre
ricordato che ogni contitolare deve versare ciascuno per
la propria quota con bollettino separato.
Per quanto concerne i terreni agricoli, l’ICI si ottiene
rivalutando del 25% il reddito dominicale, moltiplicando
il risultato per 75 e applicando l’aliquota del comune di
ubicazione, tenendo presente che la legge prevede delle
agevolazioni per i coltivatore diretto che conduce personalmente
l fondo in esame.
Discorso piu semplice meritano le aree fabbricabili, il
cui valore di partenza per l’applicazione dell’aliquota
e quello venale dell’area stessa al 1 gennaio dell’anno
di riferimento. Va tenuto presente che i Comuni possono
periodicamente deliberare i valori venali minimi per zone
omogenee delle aree edificabili in comune commercio, al
fine di limitare l’insorgenza del contenzioso nel caso in
cui venisse disposta dal Comune stesso un’azione di accertamento.
Occorre quindi moltiplicare questi valori al metro quadrato
per la superficie del terreno in questione e applicare la
relativa aliquota. Se l’area edificabile e posseduta e condotta
da un coltivatore diretto, questi gode delle stesse agevolazioni
di cui godrebbe se il fondo fosse agricolo.
Si sono volutamente tralasciati i fabbricati con categorie
particolari (ad es. quelli di categoria D) in quanto i coefficienti
di moltiplicazione della rendita catastale sono un po’ piu
complessi e risultava difficile sintetizzare tutti i calcoli
in un articolo.
Un’ultima incombenza per quanto riguarda l’ICI e la presentazione
al Comune di ubicazione dell’immobile della dichiarazione
di variazione entro il 31 luglio, o entro il termine di
presentazione della dichiarazione dei redditi per via telematica,
dell’anno successivo a quello in cui l’immobile ha subito
delle modifiche oggettive (frazionamenti, ampliamenti, variazioni
catastali a seguito di ristrutturazioni) o soggettive (acquisto,
vendita, variazioni del dritto di godimento).
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