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PRESENTATO ALLA S.S.A.I. IL LIBRO “IL PREFETTO DELLA REPUBBLICA, TRA ISTITUZIONI E SOCIETA” DI R. LAURO E V. MADONNA: GLI INTERVENTI DEL CAPO DI GABINETTO E DEI CAPI DIPARTIMENTO DEL VIMINALE di Raffaella Nicastro

Nell’Aula magna della Scuola Superiore del Ministero dell’Interno, mercoledi 15 giugno 2005, e stato presentato il libro”Il Prefetto della Repubblica, tra istituzioni e societa” di Raffaele Lauro e Vincenzo Madonna.
I lavori sono stati aperti dal Direttore della Scuola, Prefetto Marisa Troise Zotta, che ha reso possibile questa prestigiosa occasione di incontro e di confronto.
Interessante e ricco di stimoli il contributo al dibattito offerto dal Prefetto Sabato Malinconico, Capo del Dipartimento Affari Interni e Territoriali, che ha ringraziato gli Autori per aver offerto un’opera che merita di essere letta e approfondita in quanto ripercorre la storia dell’istituto prefettizio, attraverso duecento anni di vita politica, amministrativa e sociale del Paese: un ponte ideale tra passato, presente e futuro. Ed in particolare, proprio per cogliere tutte le necessita ed opportunita che il futuro presenta, il prefetto Malinconico ha evidenziato lo sforzo di ricerca e di analisi delle funzioni future dell’istituto prefettizio offerto dal libro. Raccoglie l’invito alla riflessione offerta dagli autori:”qual e la nuova frontiera in un’epoca in cui la sfida della globalizzazione ha accorciato questo Stato stretto e lungo e ne ha allargato i confini?”E si domanda se la stagione riformatrice appena avviata e non conclusa sapra rinnovare l’istituto prefettizio: il suo ambito territoriale, la formazione sono tutti argomenti su cui confrontarsi.
Decisamente concrete e costruttive le riflessioni del Capo della Polizia, Prefetto Gianni De Gennaro che, nel sottolineare la difficolta dell’Amministrazione a percepire…”la parte mezza piena del bicchiere”, ha ritenuto inutile mettere in discussione la presenza del prefetto.”Non dobbiamo chiederci chi e il prefetto ma che cosa dovra fare in un contesto che cambia. Abbiamo la forza e la capacita di vivere ed essere indispensabili per far funzionare la macchina dello Stato in quanto in grado di risolvere i problemi, di interloquire con realta diverse, di essere punto di riferimento e di equilibrio”. Richiamando poi le parole del prefetto Carmelo Caruso ”noi siamo al servizio di sua maesta il cittadino e dobbiamo partire da questo, il Capo della Polizia ha evidenziato l’ampio spazio che gli Autori hanno dedicato alla “sicurezza” anche se rimane ancora qualche aspetto da approfondire e chiarire. “Cosi”, ha aggiunto, “la sicurezza, intesa come momento di liberta costituzionalmente garantito, va distinta in safety e security”.
Le conclusioni del suo intervento sono state dedicate alla necessita di comunicare meglio, eliminando le incomprensioni: “non ci spaventano tanto i cambiamenti esterni quanto la nostra incapacita di gestire quelli interni. Rispondere ai perché non indebolisce, rafforza il sistema.”
Sicuramente interessante la ricognizione storica dell’istituto prefettizio sviluppata dal Prefetto Anna Maria D’Ascenzo, capo Dipartimento per le Liberta Civili e per l’Immigrazione, che ha voluto sollevare, in relazione alla recente normativa, il problema della “protezione civile”.
D’effetto l’intervento del Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, Prefetto Mario Morcone che, in linea con il suo forte senso di appartenenza e con l’orgoglio di essere capo della struttura del Ministero dell’Interno da cui dipendono i Vigili del Fuoco, ha condiviso con tutto il pubblico intervenuto l’emozione vissuta poche ore prima alla presenza del Papa Benedetto XVI nel momento in cui il pontefice ha indossato l’elmo dei Vigili del Fuoco.
Raccogliendo lo spunto offerto dal Prefetto D’Ascenzo sul tema “protezione civile”, il prefetto Morcone ha svolto un intervento dal chiaro intento di evitare fraintendimenti o incoerenze nel sistema, mentre, sul fronte dell’innovazione tecnologica, ha evidenziato l’importanza della “carta di identita elettronica”, una chiave strategica per un rinnovato rapporto con gli enti locali, che purtroppo e ancora poco conosciuta e non vissuta con l’impegno e con la passione che meriterebbe. Infine, complimentandosi con gli Autori, ha concluso definendo l’opera ”un libro serio, impegnativo, ma…i Vigili del Fuoco non ci stanno in mezzo a queste pagine!”.
Di notevole spessore morale e intellettuale le osservazioni del Prefetto Carlo Mosca, Capo di Gabinetto, che ha ricordato come l’istituto prefettizio abbia intersecato la storia, le istituzioni, i cittadini e la societa. Nelle sue riflessioni conclusive ha richiamato i valori fondanti indispensabili per rendere autorevole il prefetto: “virtu antiche quali la temperanza, la prudenza, la perseveranza, la fortezza rendono il Corpo Prefettizio garante della liberta uguale e solidale”.
Ricordato infine il lungo dibattito sul tema dell’identita generalista e non generica del Corpo Prefettizio: e stata proprio la capacita di tenere insieme idealita e pragmatismo che ci ha consentito di essere protagonisti con slancio e con coraggio, soprattutto nei momenti aspri e difficili, guardando avanti verso il domani e verso quei cambiamenti richiesti dal Paese.

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