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L’ARMADIO
DELLA VERITA: LOREDANA INCONTRA IL RAGIONIER CELIA, REINCARNAZIONE
DEL PIRGOPOLINICE DI PLAUTO |
L’ho visto uscire da un ascensore, al secondo piano del
palazzone, non ci voleva molto a riconoscerlo, la descrizione
di Arnaldo, il nostro amico comune, era stata perfetta e
poi anche lui, faceva di tutto per non essere una persona
comune. Mi avevano detto che era pieno d’oro, ma non mi
aspettavo una esposizione in questa misura: un bracciale
eccessivo gli imprigionava il polso grosso e sudaticcio;
l’ orologio enorme sembrava una patacca ma probabilmente
era un oggetto di marca; l’anellone da macelleria ben avviata
arrossava le falangi a salsiccia di una mano fondamentalmente
tozza, la catenina e un crocefisso formato gigante bene
in vista completavano il quadro. Ma a me non interessava
né il fascino aureo né il corpo di quell’uomo, ma le sue
strategie salva-multa, tanto decantate da Arnaldo, mio collega
di lavoro da tempo immemorabile.
Stava
parlando con una donna non giovanissima, di bella presenza,
alla quale stava dando delle indicazioni “strategiche” per
uscire da una situazione lavorativa un po’ difficile. Defilata
vicino ad una carcassa di telefono pubblico, aspettavo l’occasione
buona per abbordare lo stratega. L’attenzione di quella
donna alle parole sicure ed arrembanti del suo dirimpettaio
mi fecero capire che era proprio lui il personaggio al quale
mi dovevo rivolgere e che mi era stato raccomandato dal
mio amico fidato.
Approfittai
di una pausa nel loro discorso che sembrava anticiparne
l’epilogo ormai prossimo per inserirmi e chiedere con una
certa decisione:” e lei il ragionier Celia?” “ Si, sono
io il dottor Celia”, rispose prontamente, con un sorriso
di circostanza, investendomi con un’ ondata di profumo davvero
insostenibile per una gola come la mia eternamente incline
alla raucedine. Mentre la bella signora lo salutava con
mille ringraziamenti, mi premurai di richiamare con le mie
parole l’amico comune e cominciai ad esporre il mio problema,
legato ad una multa ingiusta e per di piu salata.
Mentre
parlavamo della questione, il ragionier-dottore approfittava
per sconfinare a tutto campo sul suo luminoso passato e
raccontare eventi, spesso avventurosi della sua esistenza,
come il tempo in cui fu imbarcato come tenente di un vascello
su un’imbarcazione poi inabissata al largo della Corsica.
Non mi avevano detto nulla dei suoi occhi blu abisso né
della sua maniacale attenzione per le scollature femminili
, sempre gradite allo sguardo degli ultraquarantenni.
Penso che fu proprio l’abbondanza del mio seno a convincerlo
ad offrirmi una colazione “per conoscerci meglio” come suggeri
il ragionier-dottore-tenente di vascello con fare da maniaco
consumato.
L’argomento mare gli stava particolarmente a cuore ed infatti
lo riprese con decisione abbondando in particolari che mettevano
in evidenza il suo animo impavido e temerario. Un episodio
dei suoi viaggi in mare mi ricordo di un passo del Barone
di Munchausen di Burger (L'acqua entrava con tanta violenza
che lo sforzo di tutte le nostre pompe non ci avrebbe potuto
impedire, prima d'una mezz'ora di andare tutti a fondo.
Vi era nella nave una falla di circa un piede di diametro:
tentai tutti i mezzi conosciuti, per trovare il modo di
turarlo, ma tutte le mie fatiche furono inutili. Dopo aver
misurato la larghezza del foro, mi ci sedetti coraggiosamente
sopra, senza togliermi i calzoni).
Certo, questo Celia era un personaggio dalle mille virtu
ma a me premeva solo quella maledetta multa e lui sembrava
in grado di dare soluzione al problema. Prima, durante e
dopo la colazione, che consumo con movenze voraci e animalesche,
saluto una quantita impressionante di persone, talvolta
con un atteggiamento smielato e servile che contrastava
con la sicurezza che ostentava nel suo dialogare con me
e che aveva mostrato nelle sue peripezie tra i flutti.
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