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L’ARMADIO
DELLA VERITA: LOREDANA INCONTRA IL RAGIONIER CELIA, REINCARNAZIONE
DEL PIRGOPOLINICE DI PLAUTO |
Man mano che ci dirigevamo verso il suo ufficio - una minuscola
stanza divisa con altri tre colleghi, piena di poster raffiguranti
campioni del calcio e divi del cinema - ebbi la sensazione
di essere gia stato in quel posto, ma forse mi sbagliavo.
La cosa piu strana di quella stanza era che le scrivanie
dei colleghi del ragionier-dottore-tenente di vascello erano
strabordanti di pratiche mentre la sua aveva pochissime
cose, per lo piu riviste e ninnoli di dubbio gusto. Ad un
certo punto mi confido di essere stato in passato un atleta
poderoso, mai giunto alle olimpiadi a causa di un allenatore
che provava per lui una grande invidia. A dire il vero il
suo corpo non sembrava ricollegabile a nessuno sport e meno
che mai al salto del pasto, attivita che sicuramente non
aveva mai esercitato. Cominciava ad insinuarsi in me un
sottile dubbio sull’affidabilita di quella persona che spesso
usava termini fuor di luogo ed espressioni pasticciate non
proprio da laureato, anche se l’aria supponente era quella
di un professore. Una telefonata interruppe la nostra conversazione
che si era fatta sempre piu confidenziale ed in quel frangente
captai che il signor Celia era anche avvocato, come puntualizzo,
a bassa voce in realta, al suo interlocutore telefonico.
Mi colpi, in quel frangente, l’espressione dei suoi colleghi
di stanza, un misto di sopportazione e di fastidio.Usciti
fuori dalla stanza tirai fuori senza indugio dalla mia tasca
la multa che mi stava avvelenando la giornata; quel gesto
mi scateno un flashback di estrema nitidezza: l’immagine
di tanti anni fa, di mia cugina Anna Maria che, imbestialita,
si avventava contro un impiegato che aveva millanatato conoscenze
e procedure per eliminarle una sanzione, che era stata poi
costretta a pagare in misura quasi doppia. E’ possibile
che si trattasse della stessa persona? No, non poteva essere
perché mia cugina era oramai in pensione ed il suo salvatore
demiurgico pure. Il rischio di essere davanti al clone del
Pirgopolinice Plautino (il quale in India avrebbe colpito
con un pugno un elefante rompendogli un femore) sembrava
scongiurato grazie al fattore eta, ma col passare dei minuti
il ragionier-dottore-tenente di vascello-avvocato-campione
di sport mi sembrava sempre meno affidabile.
Dopo aver consegnato la multa al ragionier-dottore-avvocato
etc.ecc. mi stavo accomiatando da lui con una sperticata
dose di ringraziamenti allorché uno dei colleghi di stanza
del Celia, impegnato da qualche minuto ad aprire un vecchio
armadio di metallo sul corridoio, diede un colpo cosi forte
che le due ante del mobile si aprirono violentemente lasciando
fuoriuscire una quantita enorme di carte che si rovesciarono
pesantemente sul malcapitato ragionier-dottore-avvocato………………..
scaraventandolo a terra.
Sconvolta dall’effetto Vajont cercai di aiutare il Celia
che smadonnava contro il mondo e contro il collega di stanza,
il quale a sua volta sbraitava come un ossesso urlando “prima
il padre, poi il figlio, basta con questa farsa, una intera
vita senza fare un cazzo e pure pagato dall’Amministrazione!!!!”.
Io ero frastornata dalla situazione e mi sentivo quasi in
colpa per quell’evento, allorché mi resi conto che il crollo
della diga-armadio aveva creato un mare magnum di carte,
tutte simili, tutte multe di ignari cittadini che avevano
riscoperto un personaggio che dai tempi di Plauto ad oggi
vive in mezzo a noi, creando illusioni, aspettative, fregature
e qualche danno in chi gli capita intorno, ma che pazientemente,
stranamente, e forse colpevolmente, gli amici, i colleghi,
perfino i parenti, la societa tutta, tollerano, senza intenzione
alcuna di mettere a nudo quello che e', e quello che non
e'.
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