“Fantasmagoriche
iperbole neutralizzano
i ritmi ergonomici, mentre
osmosi nichilistiche e
lungaggini citazionistiche apoditticamente
organizzano sillogismi
taumaturgici.
Ogni tatticismo aulico
libera eufemismi senza
ermeneutica nell’ologramma
nominalistico: traduco
oramai ruvidi neologismi
epigrafici realizzanti
eutrofie metaforicamente
ossimoree affinche letterarie
liturgie amplifichino
sciami euristici maldestramente
professionali. Liberiamo
insieme carismatici ideogrammi
tuzioristicamente armonizzati.”
(Dal
discorso introduttivo alla Tavola Rotonda sulla “Semplificazione
del linguaggio istituzionale” presso il Centro Politeis
di piazzale Clodio in Roma)