La "raccomandazione" fa ancora parlare di se,
indipendentemente dal fatto che sia o meno una prassi ancora
utilizzata, ma tacciare qualcuno di essere "raccomandato"
puo' essere rischioso e puo' far scattare una multa, come
e' successo ad un tabaccaio pugliese che cosi ha etichettato
un vigile urbano intervenuto a sedare un diverbio. Infatti
l'epiteto indica, a detta dei giudici, in maniera inequivoca
chi ha ricevuto una spintarella per entrare in una azienda
o in un ministero: colui che lo utilizzera', potra' incappare
in una multa per il reato di ingiuria. L'avvertimento arriva
dalla Corte di Cassazione che ha reso defintiva la condanna
a 680 euro di multa (comprensiva di 500 euro per i danni
morali) inflitta al commerciante di Peschici, 'reo' di aver
dato del 'raccomandato' ad un vigile. L'espressione, infatti,
va classificata tra le 'ingiurie' perche' e' come dire che
la persona e' affidata ''alla protezione di qualcuno nell'assunzione
dell'incarico'' che riveste. Dunque ha valore di ''offesa''.
Cosi' si é espressa la Quinta sezione penale della Cassazione
con la sentenza 37455.