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I GIOCHI OLIMPICI DI TORINO 2006: l’ olimpiade, opportunita
di dialogo tra le genti e scambio di culture, all’insegna
della pace e della sicurezza
di Alberto Alfieri Bordi
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L’
appuntamento con un’olimpiade costituisce un grande evento.
Ispirato alla cultura dello sport, all’antico progetto di
paideia, ai valori morali di un sano confronto agonistico,
rilanciati in tempi recenti dal pedagogo francese Pierre
De Coubertin; ma non solo, i giochi olimpici sono infatti,
anche e soprattutto, un evento ecumenico, un incontro di
popoli provenienti da ogni angolo del mondo all’insegna
della cultura del dialogo tra appartenenti a Stati, etnie
e religioni differenti e forse non a caso essi hanno origine
oltre duemila anni fa proprio ad Olimpia, culla della religione
dell’antica Grecia. Un’olimpiade non e mai uguale all’altra.
Ognuna di esse e la sintesi e l’immagine del suo tempo e
questa di Torino vuole essere, secondo un auspicio unanime,
una risposta in positivo agli episodi ed alle tensioni di
stampo terroristico che stanno segnando questo inizio di
millennio, alimentate da un’aberrante concezione della diversita.
Queste olimpiadi costituiscono inoltre una straordinaria
opportunita per un significativo e duraturo rilancio dell’immagine
e della economia di Torino e delle valli piemontesi, sulla
scia di quanto avvenuto per Barcellona, che, a distanza
di anni, risente ancora degli effetti positivi prodotti
dal grande evento sportivo del 1992. E’ necessario quindi
applicare le regole della cultura dell’investimento sul
territorio, dell’onesta di gestione dei capitali investiti,
mirare anche a risultati in termini di nuove opportunita
e di nuove professionalita. Questa e anche l’olimpiade della
cultura tecnologica, sapientemente applicata per le sofisticate
innovazioni nel campo della comunicazione mediatica, nella
realizzazione degli impianti di gara, nelle strutture deputate
alla sicurezza in ogni sua forma; una tecnologia che si
deve sposare con la cultura dell’ambiente, che per la prima
volta sperimenta la Valutazione Ambientale Strategica, ossia
una verifica non piu limitata al mero impatto ambientale,
ma estesa agli effetti complessivi riferiti anche al dopo
olimpiadi. In questo contesto non puo mancare la cultura
dell’accoglienza che non riguarda unicamente operatori turistici,
albergatori, commercianti, istituzioni e gestori dei vari
servizi ma deve trovare risposta soprattutto nella gente
piemontese, pronta ad ospitare con calore gli atleti e gli
amanti delle nevi e del ghiaccio.
In questo intarsio di culture differenti si puo allora celebrare
una festa planetaria che, per essere tale, deve essere vissuta
all’insegna della cultura della sicurezza ed in tale prospettiva
le strutture del Ministero dell’Interno, le prefetture e
le questure coinvolte nell’evento, gli uomini delle forze
dell’ordine, il personale che si e occupato di ogni aspetto
organizzativo, il volontariato, i nostri Vigili del Fuoco
e gli addetti della Protezione Civile, hanno la professionalita
idonea a garantire uno scudo efficace affinché questa olimpiade
torinese, piemontese, ma fondamentalmente italiana, si svolga
con lo spirito della vicinanza e della pace tra i partecipanti
e i popoli rappresentati.
Tante culture messe insieme non potevano farci dimenticare
la cultura delle arti e delle lettere, discipline nelle
quali gli italiani da sempre sono sul podio………….
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