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| “50
ANNI DELLA CORTE COSTITUZIONALE” CONFERENZA ALLA SCUOLA DI
PERFEZIONAMENTO PER LE FORZE DI POLIZIA
di Chiara Macchetta |
Il 20
marzo 2006 si e tenuta presso la Scuola di Perfezionamento
per le Forze di Polizia la conferenza dedicata ai 50 anni
della Corte Costituzionale con l’intervento del Vice Presidente,
Professor Giovanni Maria Flick. Il 23 aprile infatti sara
il cinquantesimo anniversario della prima udienza alla Corte
Costituzionale. Per l’occasione il palazzo della Consulta,
che ha sede in Piazza del Quirinale, sara aperto al pubblico.
Il Professor Flick, dopo i ringraziamenti alla sede ospitante
la conferenza, ha sottolineato l’importanza di “capire il
passato per programmare il futuro”, facendo un bilancio
dei primi 50 anni dei lavori della Consulta.
Il compito principale della Corte, riportando le parole
del suo Presidente, il Professor Sandulli, e stato ed e
tuttora quello di “difendere la democrazia da sé stessa
e di garantire il rispetto della Costituzione”, e questo
e cio che la Consulta ha fatto fin dagli albori, nonostante
la diffidenza che la Costituente mostrava nei suoi confronti.
La Costituzione italiana dedica infatti solo 3 articoli
alla Corte e lo stesso Togliatti la definisce “una bizzarria”.
Cosi la Corte comincia ad essere operativa solo nel 1956,
dopo ben otto anni dall’entrata in vigore della Carta Costituzionale,
fra i gia citati dubbi degli organi politici ed istituzionali.
Come detto sono molte le diffidenze che ruotano intorno
alla Consulta e alla sua reale utilita, innanzitutto perché
in quegli anni non e nemmeno chiara la validita delle norme
costituzionali, in quanto e in corso la diatriba se tali
disposizioni abbiano carattere programmatico o precettivo.
E’ messa in dubbio anche la natura della stessa Corte, poiché
non e stato ancora definito se si tratta di un organo politico
o giurisdizionale.
Nel corso di questi 50 anni essa ha reagito e ha superato
tutte queste diffidenze iniziali. E’ stato soprattutto importante
“l’avveduto rapporto con l’opinione pubblica” condotto attraverso
la conferenza stampa annuale. E’ stato poi fondamentale,
sempre allo scopo di affossare i dubbi dell’ordinamento,
“la stretta e leale collaborazione con gli altri organi
costituzionali” e questo, anzi, e divenuto uno dei parametri
fondamentali nelle decisioni sul conflitto giurisdizionale.
Il potere della Corte Costituzionale si e affermato con
la giurisprudenza. Gia dalla prima decisione infatti sono
stati stabiliti due parametri fondamentali per il buon funzionamento
della stessa Consulta: il potere di decidere su tutte le
norme vigenti al momento della sua nascita, e non solo a
quelle promulgate successivamente, ed il carattere precettivo
delle norme contenute nella Costituzione. Sono inoltre stati
ampliati il numero dei vizi costituzionali sui quali la
Consulta puo pronunciarsi e l’oggetto del giudizio, costituito
dal “diritto vivente”, cioe dalla norma calata nella sua
realta.
Il professor Flick ha evidenziato che attraverso i suoi
compiti fondamentali la Corte “ha fatto scelte importanti
per l’assetto costituzionale”. Il collegio dei 15 ha infatti
difeso la Costituzione ed apportato anche profonde novita
nell’ordinamento italiano. E’ di fatto impossibile dimenticare
il riordino del codice penale, un codice nato nel 1942,
quando tutto era incentrato sulla personalita dello stato
e liberta e uguaglianza non erano garantite dal regime di
allora.
Dopo questo bilancio il Vice Presidente si e soffermato
sugli obiettivi futuri che la Corte si prefigge. Siamo in
un’epoca di globalizzazione e la Consulta si e finora mossa
in ambito nazionale, lavorando soprattutto per affermare
la propria legittimazione. Ora deve invece confrontarsi
con questa nuova realta e lavorare quindi in questa nuova
ottica. Nell’era dell’Unione Europea devono essere ricercati
diritti fondamentali comuni e si deve lavorare sui diritti
di terza e quarta generazione, come la bioetica, l’ambiente,
i diritti dei gruppi e delle minoranze. Altro importante
tema che deve essere precisato e quello del rapporto tra
diritto nazionale e internazionale, e conseguentemente,
la cessione di sovranita che il nostro Paese deve affrontare.
Questo soprattutto rappresenta un compito non facile, perché
spesso la Corte di Giustizia Europea prende decisioni contrastanti
con quelle delle nostre Corti. Si deve quindi lavorare per
cercare di rendere uniformi queste pronunce, in modo da
creare un diritto pressoché omogeneo, o almeno senza grossi
contrasti.
Al giorno d’oggi poi e diventato globale persino il terrorismo
e, come appare sempre piu spesso nelle cronache attuali,
e in primo piano la salvaguardia dei diritti umani, anche
quelli dei presunti terroristi, sottoposti di frequente
a torture.
Riguardo a questo delicatissimo tema, il Professor Flick
annuncia che nei prossimi mesi una delegazione della Corte
Costituzionale si rechera nella spianata di Aushwitz “perché
per riflettere sui diritti umani e giusto andare la dove
la violazione di essi ha avuto la sua massima espressione”.
Riprendendo l’asserzione iniziale sul compito primario della
Corte Costituzionale, la conferenza si conclude con l’affermazione
che “in questi tempi d’emergenza, difendere la democrazia
da sé stessa diventa sempre piu difficile e importante perché
la democrazia possa continuare ad esistere”.
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