Ogni
5 secondi nel mondo c’e' una persona adulta che perde la
vista; ogni 60 secondi nei paesi in via di sviluppo un bambino
diventa cieco; nell’80% i casi di cecita' potrebbero essere
prevenuti o curati. Numeri che fanno paura e che potrebbero
essere drasticamente ridimensionati grazie all’aiuto di
chi, come noi, vive in un mondo sicuramente piu “facile”
e fortunato rispetto alla gente d’Africa. In molte zone
del continente nero malattie come la cataratta, prima causa
di cecita', non sono associate a senilita' o a patologie
metaboliche, come in Occidente, ma esse sono conseguenza
di carenze nutrizionali gravi, di malattie diarroiche, impossibili
da evitare in ambienti ove l’acqua potabile scarseggia ed
e' frequente veicolo di infezioni in quanto contaminata.
L’oncocerosi
e' un’altra piaga devastante, un’infezione parassitaria
tra le maggiori cause di cecita' nell’Africa centrale ed
occidentale. Perdere la vista rappresenta un evento terribile
per qualunque essere umano, ma in Africa equivale spesso
ad una condanna a morte: viene meno l’autosufficienza, manca
qualsiasi forma di assistenza statale ed aiuti esterni di
altro tipo non ce ne sono. Basterebbe un antibiotico molto
efficace come l’azitromicina per combattere infezioni curabili
come il tracoma, ma i costi di tale farmaco sono proibitivi
ed allora si ripiega sulle pomate alla tetraciclina, meno
efficaci ma che richiedono soprattutto trattamenti protratti
nel tempo in cui la collaborazione del paziente e' fondamentale,
e difficile da ottenere. Servirebbero trapianti di cornea
ma motivazioni religiose e carente organizzazione a tutti
i livelli rendono rari gli espianti per cui si risolve,
paradossalmente, in una certa misura il problema importando
cornee dagli Stati Uniti. Piu'
spesso si ricorre all’autotrapianto, impiantando nell’occhio
da salvare la cornea dell’occhio ormai definitivamente compromesso.
Sembra impossibile che questa situazione, brevemente accennata,
faccia parte del terzo millennio ed e' ancora piu' impensabile
che la risposta del mondo “evoluto” sia modesta, tiepida.
Per fortuna qualcuno, tra mille difficolta', si e' mosso
da tempo, per fronteggiare questa situazione ed e' con orgoglio
che diciamo che l’aiuto viene anche dal nostro paese: e
il caso dell’Aeronautica Militare, che insieme all’Associazione
Fatebenefratelli ed ai Centri Ottici Green Vision, da tempo
e' impegnata a portare nel Mali, in piena Africa Sahariana,
attrezzature, medicinali, medici, occhiali e quant’altro
necessario, per ridare la luce alle popolazioni che abitano
questa farfalla di territorio prossima al fiume Niger.
L’impegno e' tanto, basti pensare che in circa otto giorni
si riescono a fare 150 interventi chirurgici, oltre alle
emergenze, e circa 800 visite oculistiche.
In questa terra dura ma ospitale, le popolazioni indigene,
inclusi i Tuareg vestiti di un inconfondibile blu cobalto,
hanno preso ad apprezzare e ad attendere gli uomini bianchi
venuti dal cielo, non solo metaforicamente, ma a bordo degli
aerei C 130 messi a disposizione dalla nostra aeronautica.
E per uomini come il Generale Manlio Carboni, come il professor
Giorgio Lo Foco dell’Ospedale Fatebenefratelli e come il
dottor Francesco De Gaetano della Ottica Vasari, non esiste
momento piu' emozionante, piu' suggestivo, di quello che
si prova nell’ assistere alla scoperta del mondo da parte
di un uomo, una donna, un bambino, che tornano a vedere
o vedono per la prima volta.
Dopo gli interventi, dopo le cure, spesso servono attrezzature,
bendaggi, medicinali ed occhiali destinati alle persone
operate o curate. I centri ottici Vasari hanno provveduto,
a piu' riprese, a portare a Gao ed in altri piccoli centri
del Mali, un enorme quantitativo di montature alle quali
sono state applicate le lenti necessarie per ciascuna situazione,
per ciascuna patologia, per ciascuna persona bisognosa di
“luce”.
In questo contesto ognuno di noi puo' fare un piccolo gesto
di solidarieta' utile e concreta, portando gli occhiali
che non indossa piu', le vecchie montature, presso i centri
ottici Vasari che provvederanno a renderli strumenti indispensabili
per tornare a guardare il mondo.
Presso gli uffici della Cassa Mutua, presso il bar centrale
del Viminale, e presto in altre postazioni, saranno collocate
delle scatole trasparenti, destinate a raccogliere gli occhiali
che non usi piu', che presto saranno un prezioso regalo
per le popolazioni africane. Grazie.