Il
Museo Storico della Fisica a Roma ed il connesso Centro
Studi e Ricerche “Enrico Fermi” sono finalmente una realta,
anche se occorrera ancora qualche tempo per l’ultimazione
dei lavori nell’area del Compendio del Ministero dell’Interno
interessata. La peculiarita dell’evento, tenacemente propugnato
e perseguito dal Comitato Panisperna, e disciplinato dalla
Legge dello Stato n. 62 del 1999 consiste nella collocazione
del Museo nella prestigiosa palazzina all’interno dell’attuale
Compendio del Viminale, proprio nei luoghi dove, negli anni
trenta, Enrico Fermi con un gruppo di giovani fisici realizzo
studi ed esperimenti di straordinaria rilevanza, a tal punto
da essere considerato il piu grande Galileiano del XX secolo
e protagonista del passaggio epocale dalla Fisica ottocentesca
alla Scienza moderna.
Dopo
circa 70 anni il mondo della Fisica ritorna nei luoghi magici
del Colle Viminale dove, tra il marzo 1934 ed il giugno
1936, gli esperimenti realizzati da Enrico Fermi aprivano
un nuovo scenario alle frontiere della Fisica moderna.
Professore Zichichi, quali significati e quali emozioni
ricollega alla realizzazione del Museo e del Centro Studi
e Ricerche proprio nel gigantesco “anfiteatro” frequentato
dal premio Nobel, e soprattutto quale significato Lei attribuisce
alla “Fontana” di Fermi?
E
incredibile la serie di eventi che hanno permesso alla “Fontana
di Fermi” di arrivare intatta, cosi come era nel 1934, fino
ai nostri giorni. Roma ha subito bombardamenti, e in molte
zone sono state costruite piazze, parcheggi e strutture
che avrebbero potuto far sparire questa prestigiosa testimonianza,
destinata a essere unica al mondo. Cosa non faremmo noi
per sapere grazie a chi, dove e quando nacque l’alba della
civilta. Accadde infatti che un nostro antenato ebbe l’idea
di mettere da parte una sorgente di luce e calore (il fuoco
dell’eta della pietra) per superare le numerose difficolta
legate alla vita di tutti i giorni. Da quella idea e nata
“l’alba della civilta”.
Nessuno sa chi fu questo nostro antenato, né dove opero,
né quando. Forse diecimila anni fa, forse addirittura centomila.
Una sola cosa e certa; quel fuoco e l’unico esempio di trasformazione
della massa in energia nota fino al 2 dicembre 1942, giorno
in cui Enrico Fermi a Chicago riusci ad accendere il primo
esempio di fuoco in cui l’efficienza nella trasformazione
della massa in energia e un milione di volte piu grande;
questo vuol dire che invece di un milione di chili di carbone,
legna, petrolio o gas, basta appena un chilo di materiale,
per produrre la stessa quantita d’energia. Quello che Fermi
riusci a fare a Chicago nel 1942 nasce pero nella Fontana
che esiste qui a Roma, al Viminale.
Fu in quella Fontana che il 22 ottobre 1934 Enrico Fermi
ebbe l’idea geniale di usare l’acqua che serviva per i pesci
rossi al fine di verificare la sua idea che per rallentare
i “neutroni” era di gran lunga piu efficace l’Idrogeno che
e parte integrante delle molecole d’acqua. Quella prova
sperimentale apri un orizzonte nuovo nella trasformazione
della massa in energia. L’effetto cercato da Fermi con altri
materiali (tra cui il piombo) aumentava di cento volte usando
l’acqua. I neutroni venivano rallentati con estrema efficacia
in quanto la massa del nucleo dell’Idrogeno e quasi identica
a quella del neutrone. Quando Fermi ritorno a casa, disse
alla moglie che avrebbe dovuto pensarci prima. La splendida
Signora Fermi gli rispose che quell’idea avrebbe potuto
anche non venire a lui, ecco perché doveva comunque essere
soddisfatto. Da quell’idea nasce il “fuoco nucleare di Pace”;
fuoco di cui si alimenteranno i nostri posteri dell’anno
tremila, o quattromila, quando non ci sara piu traccia dei
combustibili tradizionali, tutti figli del Sole.
L’esperimento di Fermi nella Fontana del Viminale ha portato
ad accendere un fuoco che permette di risparmiare un milione
di volte in distruzione della materia, ed e il primo esempio
di fuoco che non dipende dal Sole. I nostri posteri dell’anno
cinquemila vorranno vivere l’emozione di vedere il posto
in cui Fermi fece l’esperimento chiave che lo avrebbe portato,
otto anni dopo a Chicago, ad accendere il primo fuoco nucleare
nella Storia del mondo. Quel fuoco Enrico Fermi lo realizzo
con la famosa Pila CP-1 (Chicago-Pile-One). Oggi di CP-1
non resta alcunché: c’e solo un campo da tennis. Di quell’impresa
non c’e traccia in quanto Fermi viveva di “futuro”. «Per
Enrico», mi racconto la Signora Fermi quando celebrammo
a Erice il 40mo Anniversario dell’esperimento con l’acqua
della Fontana, «era imperativo pensare a imprese nuove,
non perder tempo sulle conquiste passate».
La Fontana, non essendo pezzo di alcuno strumento, ma luogo
in cui c’era una grande quantita d’acqua disponibile per
mettere alla prova un’idea geniale, e rimasta dov’era. Nata
per i pesci rossi, tale e rimasta fino a oggi. E se fosse
per me, i pesci sarebbero ancora li. Negli anni a venire,
quando usciremo dalla cronaca per entrare nella Storia,
quella Fontana sara l’unico posto al mondo a testimoniare
la genialita della specie vivente cui apparteniamo. Specie
vivente, che ha saputo dar vita all’idea giusta per capire
come fare scoccare la prima scintilla di un nuovo modo di
trasformare massa in energia; un milione di volte piu efficace
di tutti quelli noti, nel corso dei diecimila anni di civilta.
Per rendersi conto del valore di questa Fontana e necessario
capire che Hiroshima e Chernobyl sono insulti alla Scienza.
La genialita del fuoco nucleare non va confusa con la violenza
politica che e responsabile degli insulti alla Scienza.
Il fuoco nucleare avrebbe potuto entrare nella Storia del
mondo come una delle piu grandi conquiste della genialita
umana, senza alcun dramma di natura politica.
Gli unici fuochi possibili sono il fuoco che nasce con l’alba
della civilta e il fuoco di Fermi la cui sorgente e la Fontana
del Viminale. Ecco perché dobbiamo metterla al centro della
progettazione per il futuro della Istituzione che vuole
portare ai posteri la testimonianza della genialita di Fermi.
Per la fisiologica vicinanza ai misteri della Materia
e della Creazione, lo studioso di Fisica sembra piu vicino
di altri scienziati alla dimensione trascendentale. La Fede
religiosa e conciliabile con gli studi di Fisica oppure
dobbiamo considerare l’Universo figlio del caso e di mere
leggi meccanicistiche?
L’esistenza
di una Logica Rigorosa che regge il mondo, dalle sue strutture
piu piccole (com’e l’Universo Subnucleare che esiste in
decimi di millesimi di miliardesimi di centimetro) alle
sue strutture piu grandi (com’e il Cosmo che si estende
su milioni di miliardi di miliardi di chilometri) porta
a una semplice domanda: chi e l’Autore di questa Logica?
L’ideologia atea risponde: nessuno. Questo pero e un atto
di fede nel nulla. Non e un atto di Ragione. E molto piu
ragionevole pensare che se c’e una Logica Rigorosa questa
abbia un Autore. La Fede religiosa e la conseguenza logica
di cio che scopre la Scienza.
Se non fosse per la Scienza non potremmo dire che c’e un
motivo legato alla realta immanente che porta alla necessaria
conclusione che deve esistere Dio. L’ateismo non puo negare
che alla base della realta immanente ci sia una Logica Rigorosa.
Non siamo figli del caso ma delle Leggi Fondamentali che
reggono tutta la realta. I piu grandi fisici, dal padre
della Scienza, Galileo Galilei, a Newton, Maxwell (padre
delle Forze Elettromagnetiche), Planck (padre della Fisica
Quantistica) e alla sequenza di fisici che hanno portato
contributi eccezionali alle scoperte del XX secolo, sono
tutti credenti. L’ateismo e la negazione che esista l’Autore
di quell’opera formidabile a noi nota col nome di Scienza.
L’esistenza della Scienza – di cui la Fisica e massima espressione
– esige che esista un Autore.
Cosa unisce Enrico Fermi ed Antonino Zichichi come
scienziati e come uomini?
“Quand’ero
ragazzo, Enrico Fermi era per me il simbolo della Scienza
ai suoi massimi livelli. Ho avuto la fortuna di conoscere
la Signora Fermi e il fondatore della Scuola di Fisica della
Columbia University a New York, il Professore I.I. Rabi,
colui che offri a Fermi la Cattedra in USA quando, morti
i suoi “Santi Protettori” (definizione di Enrico Fermi)
Marconi e Corbino, Fermi decise che a Roma non avrebbe piu
potuto lavorare come aveva fino ad allora fatto e che doveva
quindi lasciare l’Italia. Fermi, che avrebbe dovuto essere
il successore di Guglielmo Marconi alla Presidenza del CNR,
non riusci nemmeno a essere nominato Direttore dell’Istituto
dell’Universita di Roma. Mi racconto la Signora Fermi che
l’enorme successo delle sue scoperte, invece di procurargli
solo consenso e appoggi, aveva generato anche invidie e
rancori. Enrico Fermi aveva potuto lavorare in pace e assoluta
liberta in quanto aveva due “Santi Protettori”; in pochi
mesi, purtroppo, sparirono entrambi e Fermi venne pesantemente
attaccato. Un esempio: “Scienziati vili meccanici” fu il
colpo di grazia contro l’enorme successo e popolarita che
Enrico Fermi aveva giustamente acquisito con i suoi formidabili
lavori.
Fermi voleva che nascesse l’Istituto Nazionale di Radioattivita,
essendo stato lui a scoprire come rendere radioattivi praticamente
tutti gli elementi della Tavola di Mendeleev, con il bombardamento
di neutroni lenti. Un effetto che sembrava appartenere a
una proprieta peculiare e recondita della materia – la Radioattivita
– era stato portato alla ribalta della attualita scientifica
con la tecnica dei “neutroni lenti” il cui esperimento cruciale
venne realizzato nella famosa Fontana. Fu questa tecnica
che lo porto al Nobel nel 1938 e all’accensione del “fuoco
nucleare di Pace” nel 1942 a Chicago. Nella letteratura
corrente si attribuisce alle sciagurate leggi razziali il
motivo per cui Fermi abbandono l’Italia. Il vero motivo
fu la scomparsa, nel giro di pochi mesi, dei suoi due “Santi
Protettori”. Le ignobili leggi razziali vennero dopo qualche
mese, quando Fermi aveva gia deciso di lasciare l’Italia
per i motivi prima citati. A pensarci bene e veramente incredibile
che a uno scienziato della statura di Fermi sia stato impossibile
divenire il successore di Marconi alla Presidenza del CNR;
e che il suo progetto per l’Istituto Nazionale di Radioattivita
sia stato bocciato dal CNR (post-Marconi). Come detto gia,
a Enrico Fermi non venne nemmeno data la direzione dell’Istituto
di Fisica dell’Universita di Roma.
Sono esempi purtroppo poco noti, ma tipici della drammatica
realta in cui piombo la Fisica Italiana in quegli anni.
Cio che e occorso a Fermi in Italia dovrebbe essere di monito
affinché non si ripetano eventi del genere. Quando ebbi
l’idea di fare un Centro di Cultura Scientifica a Erice,
quale ponte per superare il “gap” che esisteva (e in parte
esiste ancora) tra l’insegnamento universitario e i grandi
laboratori di ricerca scientifica (come il CERN di Ginevra),
non ebbi vita facile. La mia attivita scientifica era stata
tutta svolta fuori d’Italia e sembrava che volessi cortocircuitare
poteri ben stabiliti. Senza l’appoggio della Signora Fermi
e di alcuni tra i piu prestigiosi esponenti della Fisica
di quegli anni, Rabi, Weisskopf e Blackett, non e detto
che sarei riuscito a fare nascere il Centro di Erice, dedicato
a Ettore Majorana, che Fermi defini “genio come Galilei
e Newton”. Quando proposi il Progetto Gran Sasso, gli eredi
dei nemici di Fermi fecero di tutto per opporsi. Fu uno
dei piu grandi fisici, collaboratore di Fermi, Bruno Pontecorvo,
a sostenere il Progetto Gran Sasso dicendo che era di straordinario
valore. Ancora una volta ecco esempi della necessita per
“Santi Protettori” nel senso nobile e puro delle parole
di Fermi. Nel caso del Progetto Gran Sasso, i miei “Santi
Protettori” furono Bruno Pontecorvo e Victor Weisskopf.
Di Fermi dobbiamo portare avanti l’insegnamento che non
bisogna restare arroccati al passato ma vivere di futuro
con progetti originali e interdisciplinari. E quello che
abbiamo cercato di fare e che, con il massimo impegno, continuiamo
a fare con tutte le nostre attivita del Centro Fermi.”
Il
testo integrale dell’intervista e pubblicato sulla rivista
AMMINISTRAZIONE CIVILE - Maggioli Editore - di Aprile 2006