Il suicidio dell’anziano pensionato milanese derubato di
tutti i risparmi di famiglia ha riportato nuova attenzione
verso un fenomeno noto a tutti ma forse colpevolmente ritenuto
fisiologico ed ineluttabile per una societa', come quella
italiana, che penalizza la componente piu' debole e bisognosa
del proprio tessuto umano, soprattutto nei grandi agglomerati
metropolitani. Ma quanti sono i casi di truffe a danno degli
anziani? I giornali parlano di una media nazionale di 400
casi l’anno con punte superiori per Milano e Roma, ma e'
da ritenere che il fenomeno sia ben piu' esteso anche perché
difficilmente i soggetti raggirati presentano denuncia di
quanto avvenuto alle autorita' competenti. La denuncia rappresenta
infatti per essi una fatica in piu', forse una ulteriore
mortificazione della propria condizione di persone indifese,
atteggiamento questo emblematico di una sfiducia verso le
istituzioni a porre rimedio ad un rischio quotidiano aggettivato
come “un segno dei tempi” . Pensare alla cattura dei responsabili
e riavere il denaro indebitamente carpito dai truffatori
appare un sogno irrealizzabile, ma ancora piu lontano sembra
per la terza eta' un altro sogno: quello di vivere le giornate
senza la paura che “il piu giovane”, “il piu forte”, “il
piu scaltro”, possa approfittarsi dei loro troppi anni ,
della loro solitudine, delle loro malattie. Quali le modalita'
delle truffe? Gli stratagemmi per colpire il mondo degli
anziani sono i piu' disparati ma esistono delle tecniche
piu' ricorrenti, per esempio il falso esattore degli enti
che gestiscono l’energia elettrica, il gas o i servizi telefonici,
che si presenta per verificare la funzionalita' dell’impianto
chiedendo sistematicamente qualcosa da pagare. C’e poi il
finto dirigente dell’ente pensionistico che chiede soldi
per la pratica per ottenere un contributo o un aumento di
pensione oppure il personaggio che dice di essere un parente
di un ex compagno di lavoro del pensionato, al quale, sulla
base di questa “amicizia di vecchia data” riesce a propinare
“l’affare” : carne, giubbotti, vestiario di ogni genere,
olio d’oliva (che tale non e'), vestiario, monili, preziosi
e quant’altro.
Costanti in tutte le truffe agli anziani sono i modi gentili
e la bella presenza dei malfattori, che riescono in tal
modo a carpire rapidamente la fiducia del pensionato, di
solito solo ed incline a fermarsi con “l’anima buona” che
gli rivolge una parola garbata, che gli offre un aiuto,
che gli dedica un po’ di attenzione. Frequenti anche le
truffe poste in essere da donne, per lo piu' in due ed abbastanza
giovani, che si offrono di accompagnare l’anziano soprattutto
se claudicante o munito di bastone. Altro interrogativo:
quali sanzioni per questi sciacalli?