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| Inaugurato alla presenza del Ministro dell’Interno Giuliano Amato, l’anno accademico 2006-2007 della Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno |
L’inaugurazione dell’anno accademico 2006-2007 della Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno, presso la sede di via Veientana in Roma, non poteva di certo prescindere dalle diffuse preoccupazioni sulle sorti delle Prefetture in alcune aree del nostro Paese e della stessa Scuola di formazione del Ministero dell’Interno, due problematiche innescate da specifiche disposizioni della legge finanziaria "omnibus" approvata con numerosi emendamenti dal Senato, ed ora di nuovo al vaglio della Camera per l’approvazione definitiva.
Portavoce di tali preoccupazioni e stato il Segretario Generale dell’ANFACI, prefetto Riccardo Compagnucci, il quale, dopo il saluto introduttivo del Direttore della SSAI, prefetto Zampini, ha sottolineato, con una disamina misurata e circostanziata, come il processo riformatore correlato alla struttura ed alla organizzazione del Ministero dell’Interno non possa essere demandato a mere norme di forte connotazione economica inserite nella legge Finanziaria, ma debba essere il risultato di un dialogo e di un confronto tra i rappresentanti della dirigenza prefettizia ed il vertice politico del Viminale. al quale tutto il personale ministeriale guarda con fiducia per una riforma nel segno della equità, della efficienza, dell’efficacia e dell’economia.
Gli ha fatto eco l’intervento del vice prefetto Claudio Colomba, che, in rappresentanza dei sindacati SIMPREF, SINADIR, CISL e ASSOCIAZIONE PREFETTIZI, ha evidenziato la atavica mancanza di confronto ed un deleterio distacco tra politica e fase gestionale su tematiche nevralgiche come appunto quelle affrontate di recente dalla legge Finanziaria, con particolare riguardo alle sorti della SSAI che sembra debba essere ricondotta ad una Agenzia della quale non si conoscono con esattezza ruoli e funzioni.
Ha preso quindi la parola il Ministro dell’Interno Amato, il quale, con una panoramica storico-giuridico-istituzionale di grandissima portata, in linea con l’epiteto di "professor Sottile" attribuitogli nelle aule didattiche ma anche in quelle parlamentari, ha evidenziato i mutamenti della società, quelli inevitabilmente correlati della pubblica amministrazione italiana e quelli specifici del prefetto, destinato 50 anni fa ad essere soppresso ed oggi istituzione essenziale ed esemplare in una attività governativa in cui prevale il coordinare ed è sempre meno importante l’attività di ordinare. Con passaggi sillogistici e richiami storici istituzionali di particolare pregio, il responsabile del Viminale ha incantato la platea citando i grandi del diritto italiano, da Santi Romano a Crisafulli fino a Massimo Severo Giannini, indicando poi nel prefetto la figura generalista e coordinatrice di cui questo Governo, questa societa italiana, questo nostro tempo hanno bisogno. Non sono mancate critiche a quanti si preoccupano delle novità legislative per “salvare” qualche posto eccellente, o di chi sponsorizza, “qualche nuova provincia” con l’aiuto di parlamentari non commendevoli. E’ necessario sul punto fare chiarezza, come indicato dal tanto discusso comma 33 della legge Finanziaria, in sede di revisione del Codice delle Autonomie, dando connotati certi alla entità della provincia italiana. Sul secondo punto in discussione, legato al binomio SSAI e Agenzia, il Ministro ha rassicurato l’uditorio dicendo che la Scuola della Veientana rimane del Ministero dell’Interno ma al tempo stesso e necessario attivare un coordinamento tra le scuole pubbliche di formazione ed è in questa direzione che la Agenzia svolgerà un ruolo innovativo e auspicabilmente molto proficuo.
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