Andrea Della Pietra, Claudio Lo Gatto, Luigi Cea, Giorgio Borrelli, Gianluca Fanelli, Patrizia Nicolini, Paola Gentile, Angelo Gallo Carabba, Donatella Toresi, Alberto Bordi, Vincenza Filippi e Rosa Di Palma sono alcuni dirigenti di amministrazioni centrali e locali. Nel corso di un Master in management pubblico di secondo livello presso la S.S.A.I. questo gruppo composito di studiosi ha portato a compimento un project work di particolare interesse perché incentrato sul rapporto inversamente proporzionale tra buona organizzazione di un ente e rischio di errori. Un tema che incide in modo rilevante sulla qualita e sulla efficienza di una organizzazione complessa, pubblica o privata che sia e che evidenzia al riguardo il ruolo fondamentale di tecniche manageriali di problem solving, prima tra tutte il Diagramma di causa-effetto di Ishikawa.
Gli studi sempre piu attenti ad esplorare strumenti, procedure e strategie per rendere le amministrazioni pubbliche piu efficienti ed efficaci hanno sistematicamente evidenziato come la qualita dell’organizzazione e della attivita gestionale di tali enti sia inversamente proporzionale alla presenza ed alla minaccia di errori, i quali hanno il potere di creare danni di vario genere ed entità, diretti ed indotti, non solo agli apparati istituzionali ma anche ai cittadini, ai destinatari dei servizi pubblici ed ai portatori di interesse (stakeholder) in genere.
Come possiamo definire l’errore? Oscar Wilde, famoso per i suoi aforismi affermava che «Esperienza e il nome che gli uomini danno ai propri errori» mentre Giuseppe Prezzolini partiva dal concetto di verità, “che e sempre la correzione di un errore, quindi l'errore fa parte della verita» L’errore e notoriamente una componente fastidiosa, minacciosa, pericolosa per l’esistenza umana, che bisogna affrontare in via preventiva ed in modo organizzato per debellarne l’insorgenza o per ridurne gli effetti. «Il più grande errore che puoi fare nella vita e quello di avere sempre timore di farne uno» diceva Elbert G. Hubbard.
Riflettendo sul rischio di errore, viene da chiedersi quante persone rimarrebbero su un aeroplano dopo l'annuncio del comandante che la probabilita di arrivare a destinazione sani e salvi e pari al 97 per cento e quella che il personale di volo faccia qualche errore grave e appena del 6,7 per cento?
A ben vedere, a chi può essere vittima di errore, non basta sapere che la percentuale di rischio di errore è accettabile; essa, quindi, andrebbe progressivamente ridotta fino ad essere minima o nulla. Non si puo neanche prescindere dalla considerazione che alcuni dei piu gravi disastri della storia dell'umanità, Chernobyl, Bhopal, Exxon Valdez, il 75% degli incidenti aerei, sono stati causati in tutto o in parte da un errore umano od operativo, pur in presenza di sofisticati sistemi e procedure di sicurezza.
Queste necessarie valutazioni preliminari portano a prendere coscienza che l'errore operativo fa parte della nostra realta e che esso e incombente anche negli ambiti della pubblica amministrazione, ove puo essere definito come un comportamento umano non previsto ed in grado di determinare una patologia dell’azione amministrativa, con conseguente mancato raggiungimento dell’ obiettivo.
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