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| Se il duce aiuta a fare beneficenza: nel Rifugio antiaereo sito nel piano interrato degli uffici di Eur S.p.a. l'Associazione Xanthos onlus ha presentato “Lo specchio la trottola gli astragali”: esposizione mercato di opere d'arte contemporanea
di Francesco Bordi |
Ciò che colpisce maggiormente nel visitare la mostra d’arte contemporanea presente in questo periodo allo storico pentagono dell’Eur è il bizzarro ma allo stesso tempo accattivante connubio tra due elementi di derivazione assai differente. Da un lato le opere di autori contemporanei che si sono adoperati concretamente alla lotta contro le violazioni sui minori; dall’altro lato le mura del bunker, realizzato per volere di Mussolini, che porta ancora il segno della filosofia di quegli anni attraverso i cartelli, le insegne e le bandiere presenti all’interno della struttura. Il risultato è, ad esempio, la visione di “Ocean Zen” una bellissima «photographie cadre noir sans vitre» dell’artista Chrystel Egal e poi, poco distanti, due “biciclette” del ’39 collegate ad una struttura meccanica in grado di produrre all’occorrenza elettricità ed ossigeno per il rifugio. Ancora si può apprezzare “The Field of Prace”, del maestro dell’arte buddhista Dr. Suchart Vonghtong, che raffigura un’assai rilassante seduta di meditazione, non lontano dalla riproduzione di un soldato fascista nell’atto di scrivere un documento ufficiale sulla scrivania da lavoro in una delle piccole “sale” ricavate nel sottosuolo.
In quest’atmosfera dal sapore misto e dalle sensazioni a tratti contraddittorie ha luogo “Lo specchio la trottola gli astragali”, un’esposizione mercato di circa 130 opere d’arte contemporanea attraverso la quale la onlus Xanthos fornisce la propria assistenza ai minori “nel riscatto e nel recupero della propria dignità”. Il titolo dell’evento si riferisce infatti ad un’immagine classica, o meglio mitica: «Dioniso che, catturato e poi fatto a pezzi dai Titani, lasciò dietro di sé gli oggetti con i quali stava giocando: uno specchio – appunto – una trottola e gli astragali »… i suoi giocattoli. L’episodio della mitologia greca, culla della cultura classica occidentale, può forse rappresentare il primo esempio dell’infanzia violata, come ci ricordano gli organizzatori della mostra. Le opere degli artisti, italiani ed internazionali, sono dunque in vendita al fine di devolvere il ricavato a vantaggio di quei giovanissimi che hanno un’effettiva ed urgente necessità d’aiuto.
La scelta di adibire il Rifugio antiaereo a locali da esposizione risulta essere una strategia vincente dal momento che l’adiacenza fra i due ambiti crea curiosità ed aiuta ad accrescere la sensibilizzazione verso le tematiche della solidarietà. Il pubblico dei visitatori è sempre portato ad “investigare”, quando ne ha l’opportunità, sulla storia (soprattutto sul proprio recentissimo passato). Se poi a questo s’aggiunge che il contrasto tra oggetti di guerra, di cui il bunker è ben fornito, e le opere d’arte dal vitale respiro, sensibilmente disposte dagli organizzatori, contribuisce notevolmente allo scopo prefissato, ecco che nei pensieri di chi si avvicina a “Lo specchio la trottola gli astragali” si fa strada una grande consapevolezza del proprio posto prima all’interno del bunker e poi all’interno dell’evento.
Tra le varie contrapposizioni prese in esame in questa sede emerge tuttavia un punto di effettivo contatto tra le due realtà. Il Rifugio antiaereo fu fatto costruire da Mussolini nel 1939 e non fu mai utilizzato. La sua funzione era fornire un luogo sicuro per le sole donne; per le impiegate che svolgevano le loro mansioni negli uffici del quartiere. Questo concetto di “protezione” è manifestamente e ancor più dichiaratamente presente nella mostra contemporanea ospitata nella struttura. Tale sinergia e comunione d’intenti risulta comunque percepibile nell’effettuare la visita e in quest’ottica è opportuno sottolineare la “puntualità” dell’Eur S.p.a che ha saputo rendersi sensibile, e a sua volta sensibilizzare, verso il tema dell’infanzia ferita sposando in toto il progetto della onlus Xanthos e mettendo a disposizione i propri locali sotterranei che vanno considerati a tutti gli effetti come pezzi di storia contemporanea. La società per azioni dello storico pentagono capitolino non è peraltro nuova a questo tipo di attività solidali. Già in passato aveva incoraggiato esposizioni che si rivolgevano ai temi del sociale e ancora quest’anno, nell’ambito delle manifestazioni estive romane, l’ente ha promosso un ulteriore evento di solidarietà: “Eur Moda e Musica 2007” (in programma il 5 luglio alle 21:00) organizzato al fine di raccogliere fondi da devolvere all’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù”.
Volendo continuare a rivolgere la propria attenzione alle attività benefiche, ed in particolare alla “Raccolta fondi per il villaggio dei ragazzi in Thailandia”, gli uffici dell’Eur nella giornata del 12 giugno hanno anche fatto da cornice ad un altro evento promosso da Xanthos e connesso al vernissage allestito nel bunker: “Il primo anno dei premi per la solidarietà”. Le personalità premiate in questo inaugurale appuntamento solidale, riunitesi presso la Sala Quaroni del Palazzo degli Uffici dell’Eur, fanno parte dell’ambito della comunicazione editoriale e politica; a questo proposito ricordiamo il Senatore Goffredo Bettini, L’Onorevole Gianni Letta, Rajani Dongchaee della Foundation for Children, il Professor Mauro Miccio, l’Ambasciatore del Regno di Thailandia in Italia, la Direzione Generale Cooperazione e Sviluppo del MAE e la struttura RAI per il Sociale. La cerimonia, volta a offrire un riconoscimento per l’impegno civile e l’attenzione sociale nella sfera pubblica e negli ambiti professionali, è direttamente collegata alla mostra d’arte esposta nel Rifugio antiaereo dal momento che il ricavato de “Lo specchio, la trottola, gli astragali” andrà a finanziare la costruzione di «Moo Ban Dek 2, un villaggio in Thailandia che darà asilo, aiuto e formazione scolastica e professionale a oltre 150 ragazzi» che, aggiungiamo, potranno forse avere finalmente anche loro modo di giocare con “specchi, trottole e astragali”.
La Storia dunque, nella sua continua evoluzione, è capace anche di fornire questo tipo di panorama: un bunker può diventare ricettore d’arte e solidarietà; il duce può dare un contributo nel fare della concreta beneficenza, ma soprattutto opere d’arte esposte sotto terra hanno il potere di far erigere strutture di formazione su terre lontane che, auspicabilmente, non dovranno mai preoccuparsi dell’esistenza di spazi interrati in grado di nascondere qualcuno. Se così fosse persino la nobile attività di riqualifica e “ri-orientamento” delle desuete ma storiche strutture fasciste non avrebbe senso e così facendo ancora una volta la Storia non ci avrebbe insegnato nulla.
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