Il Vesak è la principale festa buddhista che ricorda la nascita, l’illuminazione e la scomparsa del Buddha. Il Vesak nazionale in Italia viene celebrato durante l’ultimo sabato e domenica di maggio ed è diventato un appuntamento fisso per la comunità buddhista, riconosciuto anche nell’Intesa già siglata nel 2000 e rinnovata nell’aprile 2007 tra l’ UBI e il Governo, ai sensi dell’art. 8 della Costituzione, che si auspica tra breve diventi Legge dello Stato.
Per l’Unione Buddista Italiana la celebrazione del Vesak Nazionale è da sempre stato un appuntamento importante: un incontro con la cultura e la società civile, uno scambio tra sensibilità e saperi diversi, una preghiera comune, uno studio e approfondimento dell’insegnamento e delle sue relazioni con la società italiana ed anche un momento di festa e di gioia in ricordo del Buddha.
Il Vesak 2007 è stato celebrato dall’Unione Buddhista Italiana in collaborazione con la Fondazione Maitreya a Roma a Villa Torlonia negli spazi della Casina delle Civette.
In particolare, al Centro Tara Bianca, erano presenti Annamaria GyoEstu Epifania, con un atelier teorico e pratico su “Lo Zen e la Danza”; la stessa Annamaria GyoEstu Epifanìa e Guglielmo DoRyu Cappelli hanno tenuto una introduzione alla meditazione seduta. La domenica successiva per lo spettacolo finale saranno presenti il Maestro di Tai Chi Chuan, An Tsuò (Enzo Bordi), con una esibizione con la spada Tai Chi, e Maurizio Castè e il suo gruppo, che tante volte hanno suonato e recitato presso il Centro per occasioni di solidarietà, con un breve programma di musica popolare dal medioevo ai giorni nostri.
I fattori portanti del Tai Ji Qi Gong
Il radicamento che si ottiene con il corpo rilassato, le ginocchia leggermente piegate, il bacino retroflesso, spalle, braccia e mani rilassate e la testa leggera; Il respiro è lento e profondo scende nel Dan Tian ed il Qi fluisce senza ristagni; La concentrazione è rivolta al Dan Tian; La distinzione tra vuoto e pieno, la loro alternanza e trasformazione che si attuano a partire dalla vita; L’allineamento, vale a dire il coordinamento tra la parte superiore (baihui) e la parte inferiore (yuan chuan) del corpo. “Il Tai Ji ha le radici nei piedi, si attua nelle gambe, è controllato dalla vita e si manifesta nelle mani e nelle dita; Non impiegare la forza ma la volontà (intenzione); Lo sguardo è esterno ma la visione rimane interna; L’unione dell’interno con l’esterno. Questo non è valido solo nel fisico nei movimenti di apertura e chiusura , di inspirazione ed espirazione, di vuoto e di pieno delle forme, ma anche nella mente intendendolo come raccoglimento ed espansione. “Se l’interno e l’esterno si uniscono nel Qi, non c’è separazione dal cosmo; La continuità senza interruzioni. I movimenti sono continui, coordinati dal ritmo del respiro agevolando il fluire del Qi che si rigenera e si accumula; Ricercare il riposo nel movimento. I movimenti si eseguono nella calma, lentamente e nel silenzio interno; Ricercare la naturalezza, vale a dire la comodità e non lo sforzo.