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Profilo di Uraniano: creatività originale, visione d'insieme, idealismo cerebrale, radicalità di giudizio, audace trasgressività. Amicizia e spirito collaborativo. Incompreso e criticato, spesso è una voce controcoro
di Rubens


UranoRisulta utile, per collocare l’uraniano nel suo opportuno contesto, fare alcune precisazioni. Astrologicamente si definisce “uraniano” chiunque abbia, nel proprio astrotema, il pianeta Urano particolarmente stimolato (Ex: Urano che si relaziona a tanti altri pianeti, Urano congiunto al sole, all’ascendente, al medio cielo etc.), nonché, in generale, gli acquari e, in parte meno evidente, i Capricorno. Astronomicamente il pianeta Urano colpì gli studiosi per la sua orbita eccentrica, tanto da permettere l’asserzione dell’esistenza di un altro sconosciuto pianeta (Nettuno), capace di esercitare, sullo stesso, una forza di attrazione tale da fargli compiere il suo giro in modo “anomalo” ed “originale”.

Mitologicamente Urano e Gea (la grande madre Terra) erano, ai primordi, fissamente congiunti l’uno all’altra, ed il frutto del loro amore, cioè i loro figli, rimanendo imprigionati nella pancia di Gea, non potevano godere di una vita autonoma. Stanca di tutto ciò,Gea armò l’ultimo dei suoi figli, Saturno (Crono), dell’ascia che durante un atto di intimità, consentì l’evirazione del padre Urano. Questi, dopo aver sentenziato le sue maledizioni, si staccò da Gea e, collocandosi nei pressi della volta celeste, diventò il cielo stellato.
L’uraniano, dunque, incarnando talune di queste modalità archetipiche, risulta essere un individuo originale, anomalo, consapevole degli inevitabili distacchi e dunque volto al nuovo, dotato di una buona visione d’insieme (dall’alto si vedono anche i particolari) e per questo propenso all’accelerazione dei processi evolutivi. Il distacco brutale, di cui al racconto mitologico, lo spinge ad un comportamento, di recupero di una intimità offesa che non può essere rivissuta negli stessi scenari e men che meno con gli stessi soggetti e da qui l’interpretazione di un concetto di individuo una sua nuova famiglia, cooperando con gli altri individui. E’ questa una delle ragioni per cui un uraniano sembra dare più importanza al rapporto d’amicizia che a quello di coppia, poiché il primo viene vissuto come sublimazione del rapporto a due, ricurvo su se stesso e, in quanto tale, compulsivo ed egoistico, mentre l’altro, risultando allargato, si configura cooperativamente altruistico.

Il perseguimento di questo nobile fine, però, si imbatte negli ostacoli rappresentati dall’opportunismo e quelli della sensibilità. Spesso l’uraniano che ha obiettivi collettivi, da lui ritenuti universali ed onorevolissimi, si scontra con le altrui sensibilità, che ritiene debolezze e fragilità, soprattutto quando impediscono, a suo avviso, la lungimiranza nelle scelte. Queste scelte, appunto, sono spesso considerate “rivoluzionarie”, dall’assetto circostante (orbita eccentrica del pianeta), troppo innovative (il cielo stellato, vedendo dall’alto ha una prospettiva completa) e destabilizzanti lo status quo. Dunque il socievole uraniano rischia di essere incompreso e criticato ed è questo che, paradossalmente, persuaso com’è dei suoi convincimenti, lo rafforza e lo induce ad osare, è infatti propositivamente un “audace”. Ne consegue che la sua visione di trasgressione è molto mutuata dal suo modo originale di intendere i valori e dunque abbastanza spesso, si ritrova ad essere una voce controcoro con un certo compiacimento.
Dunque questo personaggio è dotato di abilità manuale, esprime una creatività originale, ama le innovazioni tecnologiche, che gli consentono di comunicare la sua idea (non ne è mai privo) su larga scala ed ha anche un idealismo cerebrale (rappresentando il cielo, respira aria rarefatta e l’aria astrologicamente connessa alle facoltà intellettivo-razionali). Il vero uraniano ha inoltre una sua radicalità di giudizio, non è amante del superfluo, cerca la sua verità, da condividere e, preso da questo vortice, non ama perder tempo, antepone la fattività, la decisionalità, è pragmatico, non giudica i tentennamenti altrui come umane debolezze ma errori valutativi dovuti a visioni parziali di chi, non albergando tra le stelle, come lui, risulta miope ai suoi occhi.

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