Il termine inglese “stalking”, letteralmente, perseguitare, indica quegli atteggiamenti attraverso i quali una persona affligge, perseguita un’altra persona con intrusioni, appostamenti, tentativi di comunicazione ripetute e indesiderate, quali ad esempio lettere, telefonate, e-mail, sms, tali da provocare nella "vittima" ansia e paura, preoccupazione, rendendo alla vittima impossibile il normale svolgimento della propria esistenza. Chiunque può essere uno stalker, da un conoscente al collega di lavoro, anche un completo estraneo, oppure, come nella maggior parte dei casi, un amante rifiutato oppure un ex-partner. Generalmente lo stalker agisce per recuperare il rapporto precedente o per vendicarsi per essere stati lasciati, ma non mancano strategie persecutorie per stabilire una relazione sentimentale. Più rari i casi in cui sono seri disturbi mentali a spingere lo stalker ad importunare la sua vittima, alla quale è convinto di essere legato di aver instaurato una relazione. Altri stalker molestano persone conosciute o sconosciuti allo scopo di vendicarsi per qualche torto reale o presunto. Prerogativa dello stalker è quella di non capire o di non curarsi del rifiuto e del disinteresse da parte della persona seguita ossessivamente.