Certamente vedere una scrivania carica di carte e governata dal disordine non è una bella immagine, ma pensare che il caos sia sinonimo puntuale di inefficienza non è più una verità assoluta. Infatti uno studio pubblicato sulla rivista tedesca “Handelsblatt” ribalta questa diffusa convinzione, anzi sembra quasi esaltare il marasma del desk, ritenuto addirittura utile nel reperimento di documenti.
C’è da sgranare gli occhi, inutile nascondercelo, ad ascoltare simili considerazioni, ma due team di psicologi tedeschi ed americani hanno spiegato che ogni persona ha un proprio livello individuale di disordine (o di ordine) e solo quando lo raggiunge, è in grado di dare il meglio di sé, come dire che se non si raggiunge quel livello minimo di disordine, qualcuno non riesce ad essere efficiente. Non va trascurato poi che il disordine, sempre a detta degli esperti di burologia, genera più associazioni di idee ed è lo specchio di una serie di interessi e di impegni correlati al legittimo utilizzatore della scrivania incriminata.
E’ tuttavia vero che non tutti i caos sono uguali; ci sono i caotici impilatori con le loro torri di carta, i periodici, che dopo un certo lasso di tempo dedicano una giornata, anche per l’intero, a sistemare il mare magnum di documenti; i trincerati sarebbero quelli che vivono dietro alle carte in tutti i sensi e questo rappresenterebbe il segno tangibile del loro impegno indefesso…oltre che la loro difesa contro il mondo; da ultimo i selezionatori, che hanno montagne di fascicoli ma ben ripartiti, divisi e facilmente identificabili grazie a bigliettini e post it ben evidenziati. Probabilmente, come sapevano bene i Romani, in medio stat virus e la giusta misura tra ordine e disordine sarebbe il metodo piu apprezzabile, anche se l’essere ordinati resta sempre una virtù, pure sul lavoro.