Simbolo della condizione umana posta tra Cielo e Terra, la Spada si configura come un corpo umano con i piedi uniti e le mani sovrapposte a contatto con il Dan Tian (zona di poco al di sotto dell’ombelico).
L’impugnatura è rappresentata dalla combinazione testa-spalle mentre la lama, che si assottiglia gradualmente, si ricollega al tratto tronco-braccia-gambe.
Una spada discesa dal Cielo come luce solidificata e lasciata sulla Terra come uno strumento sacro preso in prestito per sperimentare ed esplorare il mondo fino all’esaurimento della sua funzione ed essere infine lasciata là dove l’avevamo accolta e raccolta.
Impugnare la spada sacra significa accettare la vita e tutto ciò che la anima, con le gioie e felicità e le inevitabili tristezze e dolori.
Le evoluzioni della spada; gli affondi e le difese (combattimento con l’ombra), rappresentano le vicissitudini di tutti i giorni, le ripetizioni dei movimenti, simili, ma non uguali, rappresentano i cicli delle stagioni, le transizioni e le impercettibili pause, sono i delicati cambiamenti e le profonde riflessioni.
La conclusione è il ritorno all’origine, la fine di un ciclo facente parte di una spirale la quale è essa stessa formata da un’unica energia in continuo movimento e trasformazione.
Forse non è un caso che l’esibizione (la Forma) del Tai Ji con la Spada termina con un ampio cerchio come per espandere al di fuori di noi, l’esperienza acquisita, fare un ringraziamento per il dono ricevuto e restituirlo là dove l’avevamo preso.