Nel
numero di maggio-giugno 2004 di “GIORNALISTI” , periodico
dell’OdG, FNSI, INPGI, CASAGIT e FONDO INTEGRATIVO, e' stata
pubblicata una lettera molto significativa di come stanno
andando, o meglio di come non vanno, le cose che riguardano
l’applicazione della famosa legge 150 del 2000. La lettera
merita di essere riportata integralmente:
“Sono
un dipendente del ministero dell’Interno che, pur essendo
iscritto da un quindicennio all’Ordine dei Giornalisti come
pubblicista, non riesce, nonostante le ripetute richieste,
a farsi assegnare all’Ufficio stampa dell’Amministrazione
per la quale lavora. La Legge 150/2000 aveva riacceso le
mie speranze, ma non c’e stato verso di farmi riconoscere
questa professionalita', pur essendo l’unico dipendente
nella mia Amministrazione, la prefettura di Palermo, ad
avere il titolo di giornalista. Mi risulta che non solo
dopo la emanazione della legge 150, ma anche dopo che il
21 settembre 2001 e' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
il regolamento attuativo, alcune prefetture hanno continuato
ad immettere nei propri uffici stampa personale interno
non qualificato. Quella di Verbania e' riuscita a far quadrare
il cerchio. Non avendo intenzione e non potendo tra l’altro,
poiché nella pianta organica, nonostante la 150, non e'
prevista questa figura, avvalersi di un giornalista professionista,
il Prefetto ha emanato un’ordinanza con la quale nomina
responsabile dell’Ufficio stampa il proprio capo di Gabinetto
e addetto stampa un dipendente iscritto all’Albo come pubblicista.
A questo punto mi chiedo: perché si deve consentire alle
amministrazioni pubbliche di eludere impunemente una legge
dello Stato? Cosa si puo fare per tutelare adeguatamente
gli iscritti all’Ordine: siano essi professionisti, dato
che la 150 prevede espressamente che vengano utilizzati
in qualita' di responsabili dell’Ufficio stampa esclusivamente
giornalisti professionisti; o siano anche pubblicisti come
me, che hanno il diritto di ricoprire il ruolo di addetto
stampa, anziché venire ingiustamente esclusi dagli Uffici
stampa operanti nelle Amministrazioni di appartenenza.”
Riportiamo
anche la risposta della redazione, anch’essa di grande importanza
per capire a che punto siamo sulla questione “giornalisti
pubblici”:
“Se
vi sono Prefetture che continuano a immettere personale
privo di titoli di legge esse violano quanto disposto dalla
150. Personale privo dei titoli poteva esserci, com’e ovvio,
al momento dell’entrata in vigore della legge. Tanto che
la legge stessa ha previsto le modalita' di formazione necessarie
per essere confermati nel proprio ruolo. Quindi, ha previsto
una sanatoria, ma essa non puo ripetersi all’infinito a
discrezione di ogni singola Amministrazione. La 150 non
distingue tra professionisti e pubblicisti. Su questo vi
fu a suo tempo una polemica dell’On. Bassanini. Quanto alla
Prefettura di Verbania essa ha proseguito in un vecchio
“vizio” della Pubblica amministrazione sovrapponendo due
ruoli a mio avviso non sovrapponibili quali sono quelli
di capo di gabinetto e di capo Ufficio stampa. G.R.
A
questo punto c’e da chiedersi: quale decisione prenderebbe
un giudice investito da una domanda giudiziale avente ad
oggetto l’illegittimita' di un provvedimento dell’Amministrazione
che, in violazione di una legge dello Stato, abbia conferito
funzioni ad un dipendente sine titulo, pur in presenza di
altro dipendente titolato e quindi legittimato all’esercizio
della funzione e del ruolo di cui trattasi?