Volare
La voglia di volare
se mi prende
allarga il campo
e l’orizzonte mi distende.
Sulla cupola del mio pensiero
raduno il capo a mille sentieri
mentre laggiù in lontananza
le cose pigiano in abbondanza
perché il filo di Arianna
è un gomitolo rappreso
dove il grillo e la cicala
tessono e disfano
l’ordito
a molteplici contese.
La poesia è tratta dall’opera “Poesie Piramidali” di Giustino De Santis – collana ”Gli emersi –
Poesia” – Aletti Editore
Chi è Giustino De Santis: dopo una iniziale esperienza d’impronta figurativa, informale e astratta, risalente agli anni sessanta-settanta, influenzata prevalentemente dallo studio dei grandi maestri del passato e delle avanguardie storiche, approda, attraverso una lenta riflessione ed una rigorosa indagine sul nesso tra intuizione teorica e realtà in tutta la sua immanenza, ad una poetica di tipo "modulare".
Per lui, infatti, la piena consapevolezza che accompagna lo spirito contemporaneo su ogni aspetto della straordinaria e variegata costellazione degli "oggetti di natura", suggerisce di non operare discriminanti nella determinazione della rappresentazione artistica, ma ricondurre ogni tassello della varietà del REALE a pochi e costanti elementi base, scevri da contaminazioni soggettive e con carattere e distinzione di universalità: FINITEZZA – DUALITA’ – COMUNICATIVITA’.
Egli ritiene, peraltro, che l’arte nei diversi linguaggi in cui si esplica, sempre più risulta essere un insieme di infiniti incontri e scontri a livello di percezione verticale della realtà; l’azione, laddove si oggettiva, è solo una fra le tanti possibili, ma è pur sempre una verità, in quanto ché non v’è possibilità di dilatarla nel medesimo spazio-tempo in cui si e costituita. Saranno possibili varianti ma solo in spazi e tempi successivi, atteso che ogni atteggiamento dialettico con le cose sviluppa infinite possibilità di pensiero teorico ed innumerevoli fatti ed eventi spaziali e temporali.
Nel 1980 presenta il frutto delle sue ricerche in una personale presso il centro d’arte "LA BITTA" in Roma ove già si profila un deciso orientamento linguistico caratterizzato dal rifiuto di ogni figurazione aneddotica ma con significazione dell’opera in senso metaforico che permette all’Autore l’impaginazione di situazioni estetiche come possibile dilatazione poetica del REALE, o riferire sulle infinite possibilità di oggettivazione del pensiero puro. In divenire, operare, nello specifico dell’opera stessa, l’unificazione dei tre linguaggi espressivi: grafico, pittorico e plastico.
Da allora prosegue la sua attività espositiva con mostre personali e rassegne d’arte collettive nazionali ed internazionali. Nel 1992 pubblica il volume di poesie "Gli umori del lucignolo", nel 1994 il saggio "La visione modulare" e 2006 la raccolta "Poesie piramidali".