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Primo appuntamento con “PAGINA 30” la nuova rubrica Comirap ideata e curata da Eva Bellacicco con l’intento di veicolare i brani più rappresentativi di scrittori più o meno noti. Si inizia con “On the road” di Jack Kerouac esponente della beat generation |
“Pagina 30” è una rubrica che si propone di far conoscere ed apprezzare scrittori più o meno noti, italiani e stranieri, attraverso la pubblicazione di una loro “pagina” esemplare e particolarmente significativa sia per contenuto che per scelta stilistica.
L’intento della rubrica è, pertanto, quello di incuriosire il lettore, motivarlo a leggere l’opera da cui il brano è stato “ritagliato” per conoscerne meglio l’autore, la sua produzione artistica e la sua epoca.
Ogni “pagina” (una ogni 30 giorni), sarà accompagnata da una sintetica scheda sullo scrittore ed una breve descrizione dell’opera cui appartiene il brano prescelto.
JACK KEROUAC “Sulla strada”
Jack Kerouac ( 1922-1969), scrittore statunitense. Prese parte al gruppo di scrittori definiti da lui stesso “Beat Generation” caratterizzato da atteggiamenti anticonformisti e rifiuto totale dei comuni valori borghesi di una vita tranquilla e programmata.
Pubblicato nel 1957 “On the road”(Sulla strada), e divenuto ben presto il “ libro cult” di un'intera generazione, racconta della vita e delle aspettative di un gruppo di giovani nel contesto sociale dell'America postbellica degli anni '50 che intraprendono un viaggio lungo le strade d'America.
Il racconto è, in realtà, una trasposizione in chiave immaginaria dei numerosi vagabondaggi che Kerouac intraprese negli anni precedenti, narrati con uno linguaggio a volte gergale al quale è affidato il segreto del vero significato del viaggio. |
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“Sorpassammo Castel Rock, arrivammo col buio a Colorado Springs. La grande ombra del Pike’s Peak incombeva alla nostra destra. Filammo giù per l’autostrada di Pueblo. “Ho fatto l’autostop su questa strada migliaia e migliaia di volte” disse Dean. “Stavo nascosto precisamente dietro quella rete metallica una notte quando improvvisamente ebbi paura, senza una ragione al mondo.”
Decidemmo tutti di raccontarci la nostra storia, però una alla volta, e fu Stan a cominciare. ”Dobbiamo percorrere una lunga strada” fece Dean come preambolo “ e perciò dovrete avere la massima indulgenza ed esporre ogni singolo dettaglio che riuscirete a far affiorare nella vostra mente…. e ancora non avrete detto tutto. Piano, piano” ammonì Stan, il quale si accingeva a raccontare la sua storia “devi anche riposarti.” Stan s’immerse nel racconto della sua vita mentre filavamo nel buio. Iniziò con le sue esperienze in Francia ma per aggirare difficoltà sempre maggiori fece un passo indietro e cominciò dal principio con la sua infanzia a Denver.
Lui e Dean si misero a enumerare le volte che si erano visti mentre scorrazzavano in bicicletta. “Te ne sei dimenticata una, lo so: al garage Arapahoe. Ricordi? Io lanciai la palla in un angolo e tu me la ributtasti indietro col pugno e andò a finire nella fogna. Erano giorni di scuola. Te lo ricordi adesso?” Stan era nervoso e febbricitante. Voleva raccontare tutto a Dean . Dean adesso faceva da arbitro, da papà, da giudice, da pubblico, da incoraggiatore, da claque. “Sì, sì, continua, ti prego” . Ci lasciammo dietro Walsenburg; improvvisamente passammo da Trinidad, dove Chad King stava da qualche parte nei pressi della strada davanti a un fuoco di campeggio forse con un gruppo di antropologi e come per il passato si accingeva anche lui a raccontare la storia della sua vita senza sognarsi nemmeno che in quel preciso momento stavamo passando sull’autostrada, diretti al Messico e intenti a narrare le nostre storie.
Oh, triste notte d’America! Poi arrivammo nel New Mexico e superammo le rocce arrotondate di Raton e ci fermammo in una trattoria, affamati come lupi, a mangiare polpette, e alcune le avvolgemmo in una salvietta per consumarle di là dal confine, giù in basso.”L’intero Stato del Texas si stende longitudinalmente davanti a noi, Sal” disse Dean. “L’altra volta l’abbiamo fatto nel senso della latitudine. E’ lungo esattamente altrettanto.Fra pochi minuti entreremo nel Texas e non ne saremo fuori prima di domani a quest’ora e non smetteremo mai di guidare. Pensateci un po'.”
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