Ogni
anno in Italia oltre 150.000 cani vengono abbandonati per
la strada, un atto di estrema incivilta', soprattutto per
coloro i quali fino a poco tempo prima hanno condiviso con
il loro compagno del mondo animale la casa, le abitudini,
i pasti, i ritmi quotidiani.
In estate il fenomeno raggiunge i massimi livelli, creando
peraltro anche seri problemi alla circolazione stradale,
ma soprattutto e fonte di altissimo rischio di mortalita'
per questi animali, fedeli per antonomasia, che, paradossalmente,
vanno incontro a morte probabile a causa della infedelta'
dei loro padroni. Se il motivo dell’abbandono e' la difficolta'
di portare in viaggio o in vacanza il proprio cane, basta
organizzarsi: esistono soluzioni facilmente reperibili su
internet (www.viaggiarecolcane.it).
Il codice penale all’articolo 272 indica l’abbandono di
un cane come un reato ma la sanzione per esso prevista non
e' certo di grande utilita' per debellare il fenomeno.
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L’aspetto
che deve far riflettere e' di natura morale: chi abbandona
un cane vissuto in un appartamento deve sapere che molto
difficilmente l’animale riuscira' a sopravvivere ad una
condizione di improvviso randagismo, per cui l’abbandono
determina nella gran parte dei casi una spietata, inutile,
ingiusta condanna a morte, alla quale si puo ovviare restando
fedeli a chi e fedele.
Un passaparola per la societa' “civile”: avvisare polizia
municipale e guardie zoofile se si assiste ad un abbandono
di un cane e se possibile annotare la targa della vettura
condotta dall “infedele”.