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In Italia circa un milione e mezzo di persone fa parte dell’esercito dei vessati, degli offesi e degli isolati sul posto di lavoro

MOBBING, MALESSERE OSCURO MA DIFFUSO

di Alberto Bordi

Se lo scontro episodico con il collega di lavoro , oppure con il capo, fa parte, quasi fisiologicamente, della storia lavorativa di ognuno di noi, senza lasciare tuttavia strascichi nella salute e nella psiche di chi lavora, esistono invece situazioni di ben altra gravita', caratterizzate dalla vessazione continuata, dall’isolamento e dal terrorismo psicologico ,ai quali viene sottoposta la vittima di turno.
Questa azione di prepotenza, di violenza morale, di maltrattamento piu' o meno manifesto, di denigrazione sistematica, talvolta anche di derisione, da parte del capo, dei colleghi o anche dei collaboratori subalterni, che esiste da sempre ed e' praticamente coeva alla genesi della convivenza lavorativa, ha oramai da molto tempo un nome preciso: mobbing. Il termine , che deriva dall’inglese to mob, ossia aggredire, assaltare, malmenare , viene ricondotto all’etologo Konrad Lorenz che lo utilizzo' per indicare il particolare comportamento di alcuni uccelli, nello specifico i gabbiani, finalizzato ad isolare ma anche ad uccidere un esemplare del gruppo. Il fenomeno, conosciuto in Francia come harcelement ed in America come bullying, ossia bullismo, e di grande rilevanza sia per la gravita' delle conseguenze che per la diffusione, in Italia particolarmente accentuata nelle banche, nei ministeri e negli enti pubblici in genere.
C’e da aggiungere che non di rado la vittima degli attacchi sistematici di emarginazione, spesso subdoli, da parte del mobber, incappa in pericolosi stati di depressione, di ansia, di stress, con imponderabili conseguenze sulla persona e sulla famiglia. In tali circostanze, la vittima del mobbing va aiutata, necessariamente e tempestivamente, sotto ogni profilo.
Il prospetto che si viene a delineare evidenzia la particolare vulnerabilita', non importa se genetica o acquisita, del soggetto mobizzato, che sprofonda di regola in un silenzio ed in un isolamento pericolosi. Una moderna struttura sindacale deve attrezzarsi ai mutamenti del mondo del lavoro e quindi ha l’obbligo di indirizzare la propria attivita' di tutela anche in questa direzione, fornendo ogni tempestivo supporto al lavoratore che risulti effettivamente vessato da un deliberato atteggiamento prevaricatore da parte del proprio ambiente di lavoro. Ma un sindacalista scrupoloso dovrebbe valutare attentamente anche gli aspetti giuridici-economici della questione, proprio in considerazione del danno subito dal mobizzato, incluso quello biologico, in ragione di una qualita' della vita completamente stravolta dall’attacco distruttivo posto in essere nei suoi confronti.

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