| .....segue
Gli
estintori possono essere:
Ad acqua, oramai in disuso
A schiuma (acqua espansa), adatti per liquidi infiammabili
Ad idrocarburi alogenati, adatti per motori e macchinari;
quelli ad Halon erano fuorilegge perché concausa nel buco
dello ozono. Sono stati modificati ed hanno la caratteristica
di essere efficaci e polivalenti (classe E), utilizzati nei
CED, centri elaborazione dati informatici.
A polvere (miscela di bicarbonato di sodio e polveri inerti),
adatti per liquidi infiammabili ed apparecchi elettrici, agiscono
per soffocamento.
Ad anidride carbonica (CO2) idonei per apparecchi elettrici,
agiscono per soffocamento e raffreddamento. Tali estintori
si riconoscono perché sono dotati di una manichetta e di un
cono diffusore, che va impugnato al momento dell’utilizzo
per non incappare in una ustione da freddo, quella che puo
determinare l’anidride carbonica ( detta neve carbonica o
ghiaccio secco) quando esce vaporizzata, alla temperatura
di –79° C. Hanno la caratteristica di non fare danni sui materiali
investiti dal getto.
L’estintore
per produrre i suoi effetti positivi, nell’eventualita di
un focolaio, deve essere ovviamente funzionante e quindi necessita
di un controllo periodico che deve verificare il buono stato
dell’involucro di metallo e l’assenza di ruggini e incrostazioni;
la giusta pressione interna si controlla in un piccolo manometro
posto nella parte alta dell’estintore (la lancetta deve stare
sulla zona verde e comunque nel mezzo dei valori 10 e 20);
il cartellino deve indicare l’avvenuta revisione periodica
(36 mesi per quelli a polvere, 60 mesi per quelli ad anidride
carbonica; 72 mesi per quello alogenati).
Chiunque rimuova o porti via un estintore dalla collocazione
antincendio in cui e posto, e responsabile penalmente poiché
in tal modo ha commesso un reato: questo elemento deve far
riflettere su quanto grande sia l’importanza e l’utilita di
un estintore, un piccolo presidio anche per la sicurezza domestica,
che e difficile non apprezzare come dono.
3/01/2005
|