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NOI CHE......VIVEVAMO A PIAZZALE CLODIO NEGLI ANNI SESSANTA PDF Stampa E-mail
Giovedì 01 Novembre 2018 11:37

 

 

 

Forse tra i migliori anni della nostra vita, quando non avere grandi disponibilità economiche equivaleva ad avere grandi valori, che ci siamo portati dietro con semplicità, determinazione ed orgoglio, nelle vite future, nelle famiglie che abbiamo creato, in tutti gli ambienti che abbiamo frequentato......

 

 

Noi che facevamo un tifo assordante per Fabrizio Nardini quando lui entrava in vasca per i 100 stile libero

Noi che portavamo le teglie (tielle)  con pollo e patate a cuocere al forno di Gigi in via della Giuliana

Noi che aspettavamo ore davanti alla RAI di via Teulada per avere gli autografi di cantanti e attori

Noi che riuscivamo a vedere le partite di Roma e Lazio appollaiati in bilico sugli alberi di monte Mario

Noi che andavamo al cinema parrocchiale Trionfale a  vedere i 10 comandamenti con tutta la famiglia

Noi che alle medie avevamo sei o sette...in condotta e poche sufficienze nelle altre materie

Noi che applaudivamo il tuffo d'angelo del grande  Gianni Valeri alla piscina Oasi di Fregene

Noi che andavamo in gita sulla neve a Monte Livata con i pigiami sotto i vestiti e gli scarponi da montanari

Noi che giocavamo a Tre Tre Giu' Giù' creando file in strada  anche di otto ragazzi appecoronati

Noi che lo schiaffo del soldato lo davamo con la suola delle scarpe per fare più male

Noi che compravamo le bustine delle figurine Panini da Marcello il giornalaio

Noi che leggevamo il Corriere dello Sport al negozio di barbiere RoFiR, grazie a Enzo, Filippo e Roberto

Noi che in estate andavamo nelle terrazze dei palazzi del quartiere a fare il bagno nei lavatoi

Noi che compravamo di nascosto le sigarette a Lombardozzi nonostante il divieto dei familiari

Noi che ci chiamavamo a tutte le ore senza cellulare, bastava il fischio sotto casa, come concordato

Noi che abbiamo festeggiato la maturità a Rimini: opel kadette bianca, pochi soldi e costume slip  Port cross n. ZERO

Noi che vedevamo il sor Felice caricarsi giganteschi scatoloni di sigarette da casa al negozio ogni pomeriggio

Noi che ci piantavamo davanti al negozio di abbigliamento  TreJolie per vedere le cosce delle commesse, tutte brune e tutte belle

Noi che riuscivamo a trascorrere interi pomeriggi in bisca tra biliardino, carte, biliardo e ping pong

Noi che andavamo a San Pietro solo per agganciare le turiste  straniere

Noi che passavamo i dopocena da Mimmo, tra tornei di tressette e qualche video porno in superOtto

Noi che scrivevamo le lettere d'amore per conto di  Gustavo, il calzolaio, alla fidanzata calabrese

Noi che il 19 marzo, festa di san Giuseppe, eravamo indaffaratissimi tra processione, corsa dei sacchi, pentolaccia, raccolta dei giornali, pallette di stoffa con elastico e bignè fritti fino a tarda sera

Noi che dopo la cena di magro di Natale andavamo con le famiglie a sentire la messa a Santa Giovanna Antida insieme a tutto il quartiere

Noi che andavamo a vedere Campanile Sera  o Lascia o Raddoppia a casa di chi aveva già l'apparecchio televisivo

Noi che quando pioveva forte indossavamo gli stivali per prepararci a liberare dall'acqua i seminterrati delle case, sistematicamente allagati

Noi che curavamo la nostra bicicletta da corsa usata come fosse la jaguar E di Diabolik

Noi che ci fermavano davanti all'autosalone Piemonte a contemplare le Lamborghini Miura ed Espada

Noi che facevamo compagnia ad Attilio mentre riparava le gomme ai clienti

Noi che assistevamo alle gare dei mangiatori di pastasciutta nell'area ove oggi c'è il Tribunale

Noi  che giocavamo a pallone nella strada chiusa davanti alla  casa di Vincenzino Monreale ed alle suore della carità. Quella strada, dove c'era "il cartonaro", ora è aperta e conduce ad alcune sezioni del tribunale

Noi che per poter giocare a pallone all'oratorio Don Guanella dovevamo aver servito una o due messe

Noi che a monte Mario ci andavamo in gruppo per cercare le farfalle, i fossili, i minerali fino all'osservatorio

Noi che quando giocavamo le partite con il Clodia al campo dei "Brasiliani" (Portiere Meoni e arbitro Bolletta) non avevamo mai il completo magliette/pantaloncini uguale

Noi che per vedere la svedesona del civico 29 che prendeva il sole seminuda, stavamo ore con binocoli e cannocchiali puntati

Noi che andavamo a comprare i libri usati , in mezzo a file lunghissime,da Maraldi vicino alle mura vaticane

Noi che mangiavamo la pizza da Giacomelli in via Faà di Bruno oppure alla Trattoria dello Sport vicino al mercato Trionfale. Poi c'era il mitico "Ulderico il re della bottiglia", a ponte Milvio, nonno del Barone

Noi che vestivamo alla Beatles un po' alla buona, capelli lunghi a caschetto e stivaletti con la fascia elastica a lato, ma impazzivamo per i complessi italiani come Nomadi, Pooh, Camaleonti e Dik Dik

Noi che la domenica mangiavamo sempre pasta al forno o fettuccine all'uovo con le regaglie e prendevamo le pastarelle alla pasticceria Clodio vicino al cinema

Noi che a scuola facevamo pure i turni pomeridiani con regolare  pennichella sui banchi

Noi che se andavamo al cinema Mazzini con una ragazza ci preparavamo i soldi in anticipo per la maschera

Noi che ci siedevamo al bar  Cerrocchi a tutte le ore del giorno e della sera, fino a notte, e Nello, Aldo e Bruno ci sopportavano con affetto paterno

Noi che in estate andavamo a Torvaianica a fare telline e tornavamo la sera pronti per la classica spaghetatta

Noi che sentivamo Je t'aime....moi non plus di nascosto perchè era un disco "proibito"

Noi che vedevamo la TV in bianco e nero, incollati a seguire Belfagor o il commissario Maigret, e la domenica sentivamo alla radio Tutto il calcio minuto per minuto

Noi che nel terreno del "biscotto" (lo spartitraffico) giocavamo a ghergini (i boccini,le palline di vetro colorate) a nizza o a fare il focone

Noi che uscivamo da casa quando c'era un incendio vicino all'osservatorio e vedevamo i pompieri passare a sirene spiegate in direzione monte Mario

Noi che facevamo feste all' "ufficietto" di circonvallazione Clodia 21 dove paradossalmente sono passate anche ragazze che poi hanno avuto successo nel mondo dello spettacolo

Noi che facevamo tombolate gigantesche a casa del sor Bordi che declamava i numeri con la inconfondibile "cadenza tubiliana"

Noi che giravamo con la NSU Prinz di Renzo o con il motorino (tagliacalzoni) Augusta di Giorgio

Noi che sentivamo cantare il roscio capellone Jimmy Spitaleri , ancora oggi sulla breccia con le Orme

Noi che eravamo tutti fenomeni col pallone ma nessuno è arrivato in serie A

Noi che non conoscevamo la raccolta differenziata ma le strade erano pulite

Noi che nei giorni di Natale facevamo esplodere tric trac, castagnole e bombe da paura e la notte di capodanno buttavamo dalla finestra pure tazze, piatti ed ogni cosa vecchia ed inutile

Noi che abbiamo vissuto a piazzale Clodio, al centro della città eterna, come in un paese, ove tutti si conoscevano e si frequentavano con affetto e amicizia, sempre con rispetto

 

 

 

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