Comirap

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home Amici poeti La donnina che contava gli starnuti di Gianni Rodari

La donnina che contava gli starnuti di Gianni Rodari

E-mail Stampa PDF


Il geniale racconto della donnina di Gavirate è tratto dalla raccolta “Favole al telefono” del 1962


< La tomba del grande poeta e favolista al cimitero del Verano a Roma

 

A Gavirate, una volta, c'era una donnina che passava le

giornate a contare gli starnuti della gente, poi riferiva alle

amiche i risultati dei suoi calcoli e tutte insieme ci

facevano sopra grandi chiacchiere. - Il farmacista ne ha fatti sette, - raccontava la donnina. - Possibile! - Giuro, mi cascasse il naso se non dico la verità, li ha

fatti cinque minuti prima di mezzogiorno.

Chiacchieravano, chiacchieravano e in conclusione

dicevano che il farmacista metteva l'acqua nell'olio di

ricino. - Il parroco ne ha fatti quattordici, - raccontava la

donnina, rossa per l'emozione. - Non ti sarai sbagliata? - Mi cascasse il naso se ne ha fatto uno di meno. - Ma  dove andremo a finire!

Chiacchieravano, chiacchieravano e in conclusione

dicevano che il parroco metteva troppo olio nell'insalata.

Una volta la donnina e le sue amiche si misero tutte

insieme, ed erano più di sette, sotto le finestre del signor

Delio a spiare. Ma il signor Delio non starnutiva per

nulla, perché non fiutava tabacco e non aveva il

raffreddore. - Neanche uno starnuto, - disse la donnina. - Qui gatta

ci cova. - Sicuro, - dissero le sue amiche.

 

Il signor Delio le sentì, mise una bella manciata di

pepe nello spruzzatore del moschicida e senza farsi

scorgere lo soffiò addosso a quelle pettegole, che se ne

stavano rimpiattate sotto il davanzale. - Etcì! - fece la donnina. - Etcì! Etcì! - fecero le sue amiche. E giù tutte insieme

a fare uno starnuto dopo l'altro. - Ne ho fatti di più io, - disse la donnina. - Di più noi, - dissero le sue amiche. Si presero per i  capelli, se le diedero per diritto e per traverso, si

strapparono i vestiti e persero un dente ciascuna.

Dopo quella volta la donnina non parlò più con le sue

amiche, comprò un libretto e una matita e andava in giro

tutta sola soletta, e per ogni starnuto che sentiva faceva

una crocetta.

Quando morì trovarono quel libretto pieno di croci e

dicevano: - Guardate, deve aver segnato tutte le sue buone

azioni. Ma quante ne ha fatte! Se non va in Paradiso lei

non ci va proprio nessuno.

----------------------------------------------

Dopo Filastrocche in cielo e in terra (1960), le  Favole al telefono (1962) hanno costituito il

secondo importante appuntamento di Rodari  col grande pubblico infantile. Alcune «favole

al telefono» hanno  portato alla ribalta personaggi destinati ad occupare ruoli da protagonisti

nel ricchissimo  universo rodariano, dalla minuscola Alice Cascherina a Giovannino Perdigiorno,

imprevedibile viaggiatore in straordinari paesi. Anche l'invenzione della «cornice» è decisamente

stimolante: il ragionier Bianchi, rappresentante  di commercio degli anni Sessanta, che al telefono

ogni sera raccontava alla sua bambina favole dagli esiti.

 

Il 10 aprile 1980 ricoverato in clinica a Roma, per farsi operare alla gamba sinistra, morì quattro giorni dopo, il 14 aprile, per collasso cardiaco. Aveva 59 anni. Le sue spoglie sono sepolte nel Cimitero del Verano, tomba n° 60, reparto 131 (nuovo ampliamento)

 

Seleziona la lingua

Italian English French German Greek Portuguese Spanish