

L’escursione, tra zolfo corrosivo e raccolta di grossi pezzi di lucida ossidiana nera, portò me ed i miei cognati Roberto e Paolo nella pavimentazione del cratere di un vulcano attivo…senza alcun desiderio di imitare Plinio il Vecchio sul Vesuvio
Eravamo in vacanza alle isole Eolie e dopo aver visitato Lipari con la stupenda montagna della pomice che ti fa scivolare in mare e Stromboli con la sua tipica attività eruttiva, non potevamo non vivere da protagonisti la terra dei vulcani. Decidemmo quindi di entrare nella bocca del cratere di un vulcano attivo nell’isola di Vulcano, ove alloggiavamo, infestati dalle blatte orientali. L'ascensione al vulcano si fa a piedi a partire da Porto Levante e , per persone in condizioni fisiche normali, non richiede né un enorme sforzo né l'accompagnamento di una guida, però le persone anziane e le persone sensibili ai gas di zolfo possono incontrare difficoltà. È sconsigliabile avvicinarsi troppo alle fumarole oppure raccogliere pezzetti di zolfo che finiscono per danneggiare zainetti e vestiario. Vulcano è tecnicamente un stratovulcano alto 386 metri che prende il nome dal dio romano del fuoco, Vulcano, il quale risiedeva, secondo la mitologia classica, proprio nell'isola; si eleva come formazione collinosa al centro dell'isola, nei pressi di Porto Levante. Il pendio presenta residui di vario tipo dal sabbioso alla pomice, con residui vetrosi di un nero brillante di tipo ossidianico. La vegetazione si riduce man mano che progredisce l'altitudine. Alle medie altezze cresce solo la ginestra; in prossimità del cratere principale il terreno è completamente nudo.
Il gran Cratere della Fossa, quello principale, presenta un diametro di circa 500 metri. Il bordo è situato ad un'altitudine di 386 m, ma circondato da pendii che conducono ad altezze maggiori . Nelle vicinanze del Gran Cratere della fossa si trovano i resti di altri due crateri.
Vulcano vecchio è situato verso sud: comprende le due cime del Monte Saraceno e del Monte Aria, che raggiunge l'altitudine di 500 m. Si tratta dell'edificio vulcanico originale, tuttora il più alto dell'intero complesso. Il Lentia, a nord-ovest, è di dimensioni molto minori: è a partire dall'interno di questo che si è formato il cratere della Fossa. Accanto all'isola di Vulcano si trovano i coni di Vulcanello, uniti all'isola di Vulcano da un istmo denominato istmo di Vulcano.
Negli ultimi millenni, Vulcano ha prodotto una mezza dozzina di eruzioni devastanti. Il cratere della Fossa era attivo, a intervalli irregolari, già dall'antichità, come documentato da scrittori classici, soprattutto Tucidide nel V secolo a.C.. Dopo questa data, il cratere della Fossa iniziò una prolungata fase di riposo. Quasi tutti i massi nei pressi delle fumarole sono ricoperti da una patina gialla di zolfo corrosiva

L'ultima eruzione si è verificata tra il 1888 ed il 1890. Quest'ultima era stata preannunciata nel 1886 da un'eruzione freatica, ossia provocata dal vapore formatosi in seguito al riscaldamento di acqua. Le ultime eruzioni di questa serie sono state di tipo vulcaniano: dal Gran Cratere sono state catapultate delle cosiddette bombe a crosta di pane (lava solidificata) e cenere. Fu organizzata dal governo una spedizione di ricercatori. In particolare, l'eruzione fu documentata dal famoso sismologo Mercalli.
Dai tempi dell'ultima violenta eruzione si registra soltanto l'attività delle fumarole, dunque di esalazioni vulcaniche che consistono nella produzione di vapore e gas vulcanici. L'attività delle fumarole è documentata da secoli ed è proseguita a fasi alterne fino ai giorni nostri. Se negli anni settanta era molto modesta, a cavallo tra gli anni ottanta e gli anni novanta si è registrata un'attività maggiorata che ha destato serie preoccupazioni e qualche allarme.
Sulla spiaggia, a Porto Levante, l'acqua ed il fango vengono riscaldati dal calore dell'anidride solforosa prodotta dalle fumarole più deboli. Molto piacevole il bagno in questa porzione di mare riscaldata! Questa piccola area costiera è famosa da molto tempo per l'attività balneare: i bagni di fango di Vulcano hanno infatti la fama di giovare alla pelle e di avere effetti terapeutici, anche se portano via l’abbronzatura…
Da tempo la Protezione civile ha innalzato il livello di allerta vulcanica da verde a giallo.






