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Home Arte cultura e tempo libero Le meraviglie di Siviglia da ammirare in tre giorni di novembre. Di Valeria B. e Giuseppe D.S.

Le meraviglie di Siviglia da ammirare in tre giorni di novembre. Di Valeria B. e Giuseppe D.S.

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La capitale dell’Andalusia esercita un particolare fascino grazie alla sua peculiare storia, alla bellezza dei suoi  monumenti arabeggianti, al clima favorevole, alla ottima cucina, alla cortesia della gente

 

Arriviamo con un volo notturno di RayanAir partito dall’aeroporto di Fiumicino ed in meno di tre ore siamo in questa accogliente città di 684 025 abitanti,  quarta della Spagna per importanza. Con Uber arriviamo al nostro alloggio (un appartamento moderno e ben ammobiliato) in centro in meno di un quarto d’ora. Le case qui sono generalmente basse e munite di condizionatori (in estate le temperature possono facilmente raggiungere e superare i 40°): tra le stradine pittoresche si incontrano tanti locali per giovani che alimentano la classica movida iberica. Quali le attrattive di questa stupenda città a misura d’uomo affacciata sul fiume Quadalquivir e visitabile comodamente a piedi?

Innanzitutto la Plaza de España: costruita per l'Esposizione Ibero-Americana del 1929, è famosa per la sua architettura semicircolare ed i suoi canali. L’autore, Aníbal González, mescolò uno stile ispirato al Rinascimento ed elementi tipici della città: mattoni faccia a vista, ceramiche riproducenti importanti città e località spagnole ed elementi in ferro battuto.  La piazza è dominata da 2 torri, una ad ogni lato del recinto, che incorniciano l’edificio centrale, dove si trovano le stanze. Tra le due torri si sviluppa una rete di loggiati con arcate a tutto sesto che permettono di accedere a diverse zone della piazza stessa, all’interno della quale si trova una fontana.Passeggiare ed ammirare la perfezione cromatica delle ceramiche andaluse  conferisce al visitatore una bella sensazione di piacere.

La Cattedrale di Siviglia, che conserva al suo interno la tomba di Cristoforo Colombo, è la terza cattedrale cristiana più grande al mondo e  rappresenta un capolavoro di architettura gotica. E’ giustamente  patrimonio dell'umanità UNESCO e offre una vista spettacolare dalla Giralda, il suo campanile.

Siviglia ed Alcazar sono un tutt’uno inscindibile. Si tratta di altro sito UNESCO,  un palazzo reale, già dimora del califfo e poi di Carlo V, che combina stili architettonici islamici e cristiani. I suoi giardini, i suoi patii e le sale decorate sono un esempio magnifico dell'architettura mudéjar e rappresentano un luogo ideale per esplorare al meglio  la storia della città.

Il Barrio de Santa Cruz è un quartiere storico  caratterizzato da stradine strette, piazzette fiorite e un'atmosfera tipicamente andalusa, fatta di passeggiate e di chiacchiere davanti ad un piatto di  tapas.

Metropol Parasol, meglio conosciuto anche come "Las Setas", è una moderna struttura in legno  di particolare attrattiva anche perché offre una vista panoramica sulla città e ospita un mercato e un museo archeologico. Siamo di fronte ad una struttura in legno chiaro situata in Plaza de la Encarnación, nel vecchio quartiere ebraico di Siviglia. Fu progettato dall’architetto tedesco Jürgen Mayer e completato nell’aprile 2011. È una struttura imponente che raggiunge da un lato i 150 metri e dall’altro i 70 metri di lunghezza, con un’altezza approssimativa di 26 metri. Vanta il primato di essere la più grande struttura in legno al mondo

Un piccolo capolavoro i arte rinascimentale è costituito dalla  Casa de Pilatos, forse la riproduzione della casa di Gerusalemme di Pilato, ma di certo residenza passata  del Duca di Medinaceli. Nei  suoi saloni  arabeggianti anche affreschi e dipinti di Goya, decorazioni di marmo, pareti ricoperte di azulejos e busti di Cesare, oltre a  statue greche e romane, fontane e due suggestivi giardini.

Siamo andati a vedere la Plaza de Toros de la Real Maestranza, una delle arene più belle e più antiche di Spagna, accompagnati da una guida che ci ha illustrato  le bellezze del museo locale. Davvero imperdibile l’ingresso nel gigantesco spazio dove si consumavano un tempo le corride, ora bandite.

Ci muoviamo a piedi da una meraviglia all’altra della città con distanze abbastanza brevi ed impegni di tempo di appena un quarto d’ora, in un contesto sociale e paesaggistico decisamente confortevole.

Siviglia è terra di flamenco (fenicottero in lingua spagnola) e non puoi non assistere ad uno ad uno spettacolo in uno dei tanti tablao della città, dove potrai immergerti nella passione e nell'energia di questa forma d'arte, che mette insieme musica e danza formata da un canto nato alla fine del Settecento.

Il Museo più interessante di Siviglia è sicuramente il  Museo de Bellas Artes, che ha sede in  un bellissimo palazzo del 17° secolo, a poco più di un chilometro dalla cattedrale; una volta era il Convento de la Merced, con tanto di colonnati e chiostro, alberi ed azulejos. Il Museo offre un’interessante collezione di arte spagnola, con opere di El Greco, Murillo, Velázquez, Zurbarán e Juan de Valdés Leal: per i cittadini europei l’ingresso è gratuito.

Siviglia è particolarmente attraente nel periodo autunnale in cui regna una dinamica tranquilla  mentre risulta molto affollata durante l’alta stagione in primavera e raggiunge il suo massimo di presenze durante la Settimana Santa e la Feria de Abril, una festa che attira turisti da ogni parte del mondo.

Qui la mobilità funziona; ci sono diverse linee di autobus ed una linea di tram in grado di reggere l’impatto turistico anche in estate. In ogni caso pure i taxi sono numerosi e poco costosi.

Altra nota lieta è il mangiare che trovi buono se non eccellente in quasi tutti i locali. La regina della tavola è ovviamente la paella, di mare, di terra o mista, sempre scenografica e deliziosa. Sfiziose, variegate e colorate sono le tapas, vere chicche di ingegneria culinaria, ma non sono da meno il meraviglioso polpo galiziano, servito con paprika, olio e sale e tagliato a rotelle che nascondono la struttura tentacolare. Bella scoperta sono i pimentos, peperoncini fritti e salati. Il pimento speziare ha un sapore che ricorda cannella, chiodi di garofano e pepe, ed è usato in piatti dolci e salati. I pimientos de Padrón sono peperoncini piccoli, spesso non piccanti, che vengono fritti in padella e serviti come antipasto.. Il prosciutto della zona è, notoriamente, un’altra delizia: peraltro il jamon serrano, ottenuto da salatura e seccatura all'aria dagli arti posteriori del maiale di razza bianca,  non ha prezzi proibitivi come in  Italia. Il vino tinto (rosso) è ovunque gradevole mentre la sangria, bevanda alcolica a base di vino, spezie, frutta, zucchero e limone, da queste parti è pressocchè sconosciuta.

 

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