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Home Arte cultura e tempo libero Rubrica HERBA FELIX. L'ailanto o albero del paradiso

Rubrica HERBA FELIX. L'ailanto o albero del paradiso

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Lo si incontra ovunque anche addossato ai guard rail delle autostrade e cresce rapidamente fino a raggiungere l’altezza di 20 metri ed oltre

 

 

 

Il nome scientifico, Ailanthus altissima , deriva dal malese ailant o aillanitol, ossia "albero che raggiunge il cielo"; la presenza dell'"h", assente nel nome malese, è dovuta a una sovrapposizione del termine greco άνθος (ánthos) che significa "fiore". Il nome della specie, altissima, fa riferimento alla grande velocità con cui quest'albero si sviluppa in altezza. Si tratta di  un albero di medie dimensioni che raggiunge altezze di 17–27 m e un diametro, all'altezza del petto, di 1 m. È notevole la sua velocità di accrescimento: il primo anno di vita riesce a raggiungere già uno o due metri di altezza, mentre due anni bastano a formare una pianta lignificata, alta diversi metri.

Parliamo di una  pianta tendenzialmente dioica, ossia con esemplari che producono solo fiori maschili ed esemplari che ne producono solo di femminili. Il dioicismo dell'ailanto non è esclusivo: si possono incontrare anche alcuni individui monoici.

Anche il nome italiano "albero del paradiso" fa riferimento alla grande velocità di crescita in altezza, interpretata quasi come una fretta di raggiungere il cielo. Il nome "albero del paradiso" è dovuto anche alla bellezza e alla maestosità dell'albero.

E’ una pianta decidua,  appartenente alla famiglia delle Simarubacee, originaria della Cina] e delle isole Molucche; è naturalizzato in Italia e in altri paesi europei, oltre che in diversi paesi asiatici, negli Stati Uniti d'America, in Sudafrica, Australia e Nuova Zelanda.

È poco longevo, superando raramente i 50 anni di vita ed eccezionalmente il secolo di vita. Nonostante ciò, la sua straordinaria capacità di generare polloni consente alla pianta di replicare sé stessa per tempi assai più lunghi.

L'ailanto ha dunque tutte le caratteristiche delle specie pioniere, ossia le prime a colonizzare ambienti senza vita, a causa di fattori umani o naturali: spiccata resistenza alla luce intensa, accrescimento rapido, longevità limitata, precoce raggiungimento della maturità e quindi della produzione di semi, disseminazione anemofora, riproduzione vegetativa tramite polloni, capacità di prosperare in condizioni avverse, anche in suoli poco profondi e poveri di sostanze nutritive. E’ particolarmente utile nel trattenere i terreni ed evitare smottamenti.

 

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