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Home Arte cultura e tempo libero Chagall testimone del suo tempo: la mostra di Ferrara al Palazzo dei Diamanti e qualche preziosa raccomandazione, dal vostro trapiantato in Emilia Romagna, Paolo Molinaro

Chagall testimone del suo tempo: la mostra di Ferrara al Palazzo dei Diamanti e qualche preziosa raccomandazione, dal vostro trapiantato in Emilia Romagna, Paolo Molinaro

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Se avete intenzione di fare una viaggio, anche di un sol giorno, a Ferrara entro il prossimo otto febbraio, non potete ignorare questa stupenda mostra che raccoglie circa duecento dipinti  (ma anche disegni, incisioni e tanto altro) del grande pittore  russo, nella meravigliosa cornice del Palazzo dei Diamanti.

 

 

Mi sembra doveroso premettere alcuni suggerimenti: vi consiglio innanzitutto di andare sul sito della mostra e prenotare il vostro biglietto online, negli orari e nei giorni che preferite, con le riduzioni di cui avete eventualmente diritto. Nel prezzo del biglietto è compreso l’utilizzo di una preziosa audio guida, di facile utilizzo, che vi condurrà presso le opere più significative, fornendovi indicazioni precise ed esaustive ma è possibile anche prenotare apposite visite guidate: vi capiterà quasi di sicuro di incrociarne qualcuna composta da ragazzi di tutte le età che ascoltano e guardano le opere con grande interesse! Anzi proprio agli studenti sono dedicati attività collaterali e specifici eventi, in collaborazione con gli istituti scolastici.

Vi consiglio, se come me non avete particolari impegni di lavoro, di scegliere le giornate feriali e gli orari del mattino o del tardo pomeriggio, per evitare lunghe file al botteghino e per poter abbinare una visita, sia pur breve, al centro storico della città. Se utilizzate il treno, potete arrivare nei pressi del Palazzo dei Diamanti in poco più di dieci minuti, prendendo l’autobus numero 3C o, se avete proprio voglia di camminare, impiegherete poco più di mezzora dalla stazione per raggiungere la vostra meta. Se, invece, arrivate in auto, vi consiglio di utilizzare uno dei molti parcheggi pubblici intorno al centro storico. Quello in via Darsena, più lontano dal centro, è molto vasto e completamente gratuito ma proprio per questo è preso d’assalto dagli automobilisti e, dopo una certa ora del mattino, farete fatica a trovare posto. Vi sconsiglio vivamente di lasciare l’auto lungo le strade, perché la città è divisa in zone e in ciascuna zona possono parcheggiare esclusivamente i residenti: vi risparmierete un verbale per divieto di sosta come è capitato a me.

Qualunque sia stato il vostro mezzo di locomozione, la scoperta del Palazzo dei Diamanti è sempre una emozione molto forte! La facciata è ricoperta da circa 8.500 “bugne di marmo” a forma di punta di diamante bianche e rosa, che creano giochi di luce e ombra. All’angolo c’è una decorazione particolarmente ricca: le cosiddette “candelabre scolpite” (elementi decorativi a forma di piante che si sviluppano in verticale) e un balconcino che enfatizza la prospettiva. La pianta interna era originariamente a “U”, ma ha subito modifiche nel tempo. Il piano nobile ospita la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, con opere di artisti ferraresi come Dosso Dossi, il Garofalo e Carlo Bononi. Al piano terra c’è uno spazio espositivo usato per mostre temporanee internazionali, gestito dall’Ente “Ferrara Arte”. Ed è proprio da qui che parte il nostro itinerario:  La mostra presenta oltre 200 opere tra dipinti, disegni e incisioni, offrendo uno sguardo ampio e profondo sull’arte di Chagall. Non si tratta di una semplice successione di opere: un elemento distintivo sono alcune “sale immersive”, in cui vengono ricreati alcuni dei suoi lavori monumentali in modo multisensoriale e coinvolgente. Ciò contribuisce a rendere la visita un’esperienza intensa, capace di trascinare il visitatore non solo visivamente, ma anche emozionalmente. Particolarmente suggestiva è una sala che contiene al centro una imponente apparecchiatura elettronica che proietta sul soffitto quello realizzato dall’artista per l’Opéra Garnier a Parigi, con angeli, musicisti e danzatori, tutti rappresentati con colori vibranti, volti spezzati, profili moltiplicati, ritratti specchiati:  tutto ciò rivela la dualità dell’esistenza umana.

Quella di Ferrara non è solo una retrospettiva, ma un vero e proprio viaggio emotivo: Chagall viene raccontato non solo come pittore ma anche come testimone del Novecento, con tutte le sue luci e ombre. Le sue opere, ricche di simboli, sogni e ricordi, diventano specchi che riflettono non solo la sua visione personale, ma anche le grandi questioni della condizione umana: l’esilio, la fede, la memoria, l’amore, la spiritualità ma anche la voglia di vivere. Le sue figure sospese, il suo inconsueto uso di colori vivaci e luminosi (che ha influenzato tanti artisti contemporanei) rendono Chagall non solo un narratore della propria vita, ma per l’appunto un testimone del suo tempo.

In conclusione, la mostra allestita al Palazzo dei Diamanti è un tuffo nell’universo poetico di Chagall, è un appuntamento imperdibile per chi ama l’arte del Novecento, per chi vuole avvicinarsi alla sua poetica e per chi desidera un’esperienza culturale che unisca bellezza, riflessione, memoria, temi religiosi e culturali.

Se avete ancora qualche ora di tempo da dedicare alla visita della città, prima di mettervi in moto ricordate che, a due passi dal Palazzo dei Diamanti, si trova un bel parco pubblico: un luogo ideale per rilassarsi. Dopo la doverosa sosta, vi consiglio di visitare il Castello Estense: è una delle attrazioni simbolo di Ferrara: circondato da un fossato è davvero imponente. Puoi visitare le sale interne, le prigioni sotterranee o salire su una torre per godere di una vista panoramica sulla città. Nei tour guidati spesso viene combinato con passeggiate nel centro storico, quindi può essere perfetto subito dopo la mostra. Non lontano dal Palazzo dei Diamanti c’è Piazza Ariostea, una piazza grande e scenografica, ottima per una pausa, una foto o uno spuntino. Qui puoi anche apprezzare le mura storiche della città e la passeggiata sull’Addizione Erculea, parte del piano urbanistico rinascimentale di Ferrara. Anche la Cattedrale di San Giorgio Martire (Duomo di Ferrara) è una tappa imperdibile: la Cattedrale ha un mix architettonico interessante, con elementi romanici, gotici e rinascimentali. È collegata all’Arcivescovado tramite un passaggio coperto, il che rende il percorso di visita particolarmente suggestivo.

Se finalmente si è fatta “una certa” e l’appetito si fa sentire, vi consiglio di fermarvi in una delle tante trattorie che troverete nel centro storico. Come primo piatto assaggiate senz’altro i “cappellacci di zucca”: si tratta di grossi tortelli di pasta all’uovo, ripiena di zucca della varietà “violina”, che possono essere conditi con ragù di carne ma anche più semplicemente con un tocco di burro  e qualche foglia di salvia. Per proseguire, vi potrei suggerire la “salama da sugo” ovvero la regina assoluta della cucina ferrarese. Si tratta di un insaccato di origini rinascimentali, particolarmente speziato e ricco, dal gusto intenso e aromatico, praticamente unico: secondo i dettami della tradizione deve essere cotto per non meno di 6–8 ore e deve essere servito con purè e mai accompagnato dalla polenta come si ostinano a fare alcuni eretici.

Si tratta di un menù che può mettere d’accordo non solo i palati più raffinati ma anche commensali carnivori e vegetariani. Di questi tempi non è poco, che ne dite?

 

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